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mercoledì 9 agosto 2017

Euro forte, o dollaro debole?

Insomma, la storia sembra vada così: siamo entrati nell'euro perché era forte, non era debole come la liretta, e quindi ci avrebbe riparato dalle bufere, ma ora che l'euro si rafforza, ecco che l'orizzonte si intorbida e appaiono difficoltà (ex multis). Insomma: l'euro è quella valuta forte che però ti aiuterebbe se fosse debole!

Inauditi paradossi, o consueta faciloneria?

La risposta la sapete: è dentro di voi ed è giusta, e ora vi spiego perché. I ragionamenti come quello qua sopra sono totalmente eurocentrici, come eurocentrica è la costruzione dell'Unione Europea, basata sul presupposto che a noi "ariani" sarebbe riuscita una cosa che nel mondo nessuno aveva mai tentato (perché assurda): creare uno stato federale senza prima fare tabula rasa! L'eurocentrismo è oggettivo: tutti parlano di euro forte, senza capire che in realtà è il dollaro a essere debole. Se volete, è l'errore uguale e contrario a quello di chi straparlava di liretta debole, senza in realtà capire che era il marco a essere forte (come abbiamo discusso ampiamente qui). Mi sembra sufficientemente ovvio che il rapporto di cambio fra un paese economicamente e politicamente forte e uno economicamente e politicamente debole sia guidato da quanto accade nel paese forte. Ora, così come la Germania era più forte dell'Italia (affermazione da qualificare, ma non mi attardo), oggi gli Stati Uniti sono decisamente più forti della loro creatura, l'Unione Europea. Quindi, quello che accade al cambio fra euro e dollaro ci conviene leggerlo sub specie dollari, piuttosto che sub specie euri.

Per darvi una facile dimostrazione, vi riporto, traendoli da questa fonte (alla quale vi prego di inoltrare reclami se la notazione non vi soddisfa), i tassi di cambio giornalieri col dollaro di euro e sterlina: sì, della sterlinuccia, che è deboluccia, porella, a causa della Brexit, mentre l'eurone è tanto forte perché l'unione fa la forza. Eccoli qui:


Il cambio della sterlina si capisce subito qual è: è quello arancione, che cade a picco in occasione della Brexit, in virtù di quel riallineamento necessario all'economia inglese, e che non ha prodotto particolare inflazione, ma anzi una discreta crescita. Noi siamo quelli in blu.

Vi faccio notare che, astraendo dal riallineamento in seguito alla Brexit, i due tassi di cambio si muovono sostanzialmente insieme. In particolare, a far data dal giuramento di Trump (il 20 gennaio), il loro tasso di correlazione è pari a 0.843. Considerando che la correlazione è compresa fra zero e uno (in valore assoluto), direi che non c'è proprio male per due valute che nel raconto dei media dovrebbero essere così diverse! Il fatto è che sterlina e euro si muovono insieme (al rialzo) perché quello che le muove (scendendo) è il dollaro, che ha i suoi motivi economici e geopolitici per scendere.

Quindi, quando vi parlano di euro forte, ascoltate con un sorriso di circostanza, e ricordatevi sempre, però, che è il dollaro a essere debole (esattamente come quando vi parano di liretta dovreste fare un sorriso di circostanza, e ricordarvi del marcone, che schiacciava sia la liretta, che la sterlinuccia, che il franchino, ecc.).

E la morale della favola qual è?

Che noi, come Italia, sugli equilibri dei mercati valutari non influivamo più di tanto né prima, né ora, ma almeno prima avevamo una valuta prezzata in modo confacente alla nostra economia, e i risultati si vedevano. Aggiungo che noi, come eurozona, siamo comunque in balia dei mercati valutari quanto e più di quanto lo fossimo prima come Italia, perché se prima lo shock causato da un indebolimento del dollaro veniva assorbito in modo diverso dalle diverse economie europee, ora dobbiamo assorbirlo tutte allo stesso modo, il che amplifica la disfunzionale dinamica dell'euro: quella di essere una valuta debole coi forti, e forte coi deboli.

Che poi è esattamente quello che ci si può attendere da una valuta tedesca...

63 commenti:

  1. Oggi sul "Messaggero" viene riportato che la Sterlina che aveva un tasso di cambio a 0.78 per 1 euro è passata,dopo Brexit, a 0.90 per 1 euro.E non è finita,ammettono chiaramente che ha avvantaggiato Londra,la svalutazione,sull'export e sul turismo che sono in forte crescita.Chapeau(si dice cosi?)

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    1. Je fotte sega: chi legge e capisce avrebbe letto e capito comunque, chi legge e non capisce non avrebbe capito comunque. Capaci lo facciano per trollarci.

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  2. Lo so che rischio la lapidazione, ma non è EUR/USD e GBP/USD?

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    1. No, no è com'è scritto nel grafico, dove la notazione è incerto per certo, come usa all'estero.
      Da noi si usa il certo per incerto.
      Inc/cer ==> quante unità della valuta al numeratore servono per comprare una unità di quella al denominatore.
      Cer/inc ==> quante unità della valuta al denominatore servono per comprare una unità di quella al numeratore.
      Guru ha preso dati canadesi (quindi inc/cer) e ci ha detto di protestare con loro se la notazione ci fa problema.
      (Non mi sbranate: sono un inggg....)
      Tommaso

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    2. Se Alberto fosse incorso in tale errore, sarebbe lapidato dai suoi innumerevoli nemici; quindi, stai tranquillo, sarai punito, ma non per la questione cui ti riferisci.
      Ora secondo te, si sta parlando di dollaro che si indebolisce? E allora sono di più 1 $ per euro il 4/12/2016 o 1,2 $ per euro oggi?

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    3. Eppure io l'ho detto di andare a verificare sul sito... La notazione è quella del sito, che non è quella dei treider, semplicemente perché economisti e treider fanno lavori diversi e hanno esigenze diverse (fra le quali NON quella di capirsi: peraltro, ad alcuni trader capirmi è convenuto. Magari un giorno potrebbe anche succedere il contrario). La notazione è molto semplice e molto trasparente: si tratta di dollari per euro e di dollari per sterlina, quindi, dal punto di vista europeo, è una notazione certo per incerto, coè quella che una volta si applicava solo alla sterlina, e da quando c'è l'euro si applica anche all'euro, per motivi antropologici.

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    4. Mai fidarsi dei treider, si campa meglio facendo da sé. Almeno per me è così; motivi psicologici ed emotivi oltre che caratteriali.
      Ma poi, di questi tempi, è una professione, in UEM, dove trovi pochi di loro (ne conosco solo uno fortemente antieuro) che non siano dissociati.

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    5. il punto non è la notazione, gli economisti o i trader a parer mio, ma la matematica:
      Eur/Usd=1.2 si può scrivere anche Eur=1.2USD, cioè un euro corrisponde a 1,2 dollari, cioè la realtà.
      Usd/Eur=1.2 invece è il contrario, cioè il contrario della realtà.
      D'altronde se uno non segue le quotazioni e gli propongono un giorno X Eur/Usd=1,2 come dovrebbe fare a capire certo x incerto o incerto x certo e quindi quanto vale davvero il cambio?

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    6. Non c'è nulla che mi metta di buon umore come il dovermi occupare di commenti bislacchi su dettagli irrilevanti per i quali vi ho già detto a chi dovete rivolgervi...

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    7. @Ihavenodream,

      Vedi mio caro, il tuo ragionamento fila se tu prendi il "peso" di un euro e lo dividi per il "peso" di un dollaro.

      Ma vediamo la questione, matematicamente in altra guisa:

      (q1)$:(q2)eur = 1,2 ovvero la quantità di Usd necessari per bilanciare il peso di un euro è 1,2.

      Come vedi stiamo dicendo la stessa cosa in modo diverso.

      Io vedo meglio la mia modalità di osservare il mondo e mi sta bene la convenzione Usd/Eur, per te che sei un traider UEM, è preferibile Eur/Usd e lo capisco pure.

      Ma resta sempre vero il fondamento di GOOFYNOMICS, una salita vista dall' alto appare come una discesa.
      Ergo un ipotetico omino A che siede su moneta A che si svaluta rispetto ad un' altra B, vista dall' omino che siede su A vede salire un ipotetico omino seduto sulla moneta B e lui appare fermo a sé stesso (a meno che non ci sia un riferimento solidale alle stelle fisse) nel qual caso vede l' omino B seduto sulla moneta B che sta fermo rispetto al riferimento ed è lui che scende (nota a margine, 1,2 milioni di banconote di carta, teoricamente pesano di più di 1 milione di banconote di carta).

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    8. Vi aggiungo questo grafico se in qualche modo può esservi d'aiuto.
      https://invst.ly/4sgji

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  3. Per l'Italia gli USA rappresentano circa il 6-7% delle esportazioni. Prima dell'Italia, i principali partner commerciali degli USA sono Germania, Regno Unito e Francia.
    3 Paesi che in molti campi sono nostri diretti concorrenti commerciali.
    Con 2 dei 3 condividiamo la stessa valuta (L'EURO), la quale però è costruita ad immagine e somiglianza del vecchio Deutsche Mark.
    Quando alla BCE arriverà il Governatore Tedesco di nome Weidmann avremo la totale sottomissione dei Paesi Europei alle istanze tedesche. Come se ne uscirà non è dato di sapere......
    Gli USA guarderanno da lontano oppure avranno interesse a fare in modo che ciò non accada. Ritengono la Germania un alleato politico ed economico affidabile e sono disposti ad affidare loro il ruolo di Dominus del Vecchio Continente ?
    La classe politica italiana comprende cosa significa dover affrontare una Germania Egemone in campo economico, valutario, militare e sostenuta politicamente dagli USA ?

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  4. Peccato! Era tanto bello sentire il sabato mattina gli espertoni che "la Germania il surplus c'è l'ha col resto del mondo".

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    1. Ma perché fate questi svarioni ortografici? È il correttore?

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    2. (A me il correttore cambia più spesso "ce" in "c'è" che viceversa. Lo dico a difesa di un'altra vittima del T9)

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    3. Ho rinunciato a capire il T9. E a intervenire.
      Una sorta di Nirvana tecnologico...

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    4. @ Paolo Giusti
      Se ci fosse ancora l'Olivetti, che, di sicuro, produrrebbe smartphone, sul T9 avremmo dizionari italiani più completi.

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    5. Capisco solo ora la cavolata fatta intorno alla fine degli anni '90, quando con i nuovi sistemi editoriali completamente gestiti dai redattori abolimmo il reparto "correttori di bozze" al giornale; ma perchè proprio in quel momento, era il 2000, visto che era possibile farlo anche col precedente sistema editoriale?

      Infatti anche i giornaloni, oggi sono pieni di strafalcioni; uno ingenuo pensa: "ma come è stato possibile che il grande economista Tal dei Tali abbia potuto fare un errore ortografico del genere?".

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    6. Scusare: il T9 è il male, ma non è un male necessario!

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    7. Col T9 è necessario rileggere.
      Non demonizziamolo, stiamo attenti (beninteso io per primo).

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    8. Il T9 è un software che facilita la digitazione dei testi con le tastiere numeriche. Non c'entra (oppure, non centra) niente con il correttore ortografico.

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  5. Il dono di vedere la bellezza si paga con il soffrire la bruttezza.

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  6. Mi pare ci sia un errore, dove scrivi "Quindi, quando vi parlano di euro forte, ascoltate con un sorriso di circostanza, e ricordatevi sempre, però, che è l'euro a essere debole", la parte finale non dovrebbe essere "che è il dollaro ad essere debole"?
    Non occorre pubblicarlo, anzi direi che sarebbe preferibile non pubblicarlo.

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    1. E perché? Per una volta che c'è uno che dà una mano concretamente! Sì, hai ragione tu: ovviamente mi riferivo alla volontà "repubblicana" di indebolire il dollaro.

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  7. Ci sono alcune valute che sono forti strutturalmente, sono valute Fiat, con cambio libero (non lo Yuan per intenderci).
    E sono grosso modo nell'ordine: Dollaro, Euro, Yen, Sterlina, Franco Svizzero, Dollaro Australiano, Dollaro Canadese e le varie Corone. per il renmimbi il discorso è un po' diverso perchè il cambio è bloccato.
    Cosa significa che sono forti strutturalmente? che si possono stampare alla bisogna senza che questo produca crisi di fiducia e inflazione eccessiva. Che all'interno del paniere di queste monete ci sia fluttuazione di rapporto di cambio è poco più che rumore statistico, non dice nulla sulla forza delle singole valute. Quando ci dicevano che bisognava entrare nell'euro perchè l'euro era una moneta forte, a questo dunque si riferivano: alla possibilità di stamparlo senza creare inflazione e crisi di fiducia e quindi alla possibilità di avere un arsenale fornitissimo contro le crisi monetarie, ma anche economiche, perchè puoi finanziare il deficit stampando, quindi non cresci per l'export ma cresci per i consumi interni e la spesa pubblica, come si addice del resto ad una nazione matura di un mondo globale (sono i paesi emergenti che devono puntare sull'export, non dovremmo essere noi!). Questo era ed è lo scenario, anche se molti non lo capiscono o fan finta di non capirlo.

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    1. Ho paura che tu sia un treider (ricordo altri tuoi commenti). Dunque, un problema alla volta: mi racconti meglio la storia del cambio del renminbi "bloccato"? Magari gli mando il mio fisioterapista...

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    2. Una valuta che ha il proprio cambio bloccato o ancorato a qualcosa non è una valuta Fiat, è in sostanza una cambiale.
      E stampare cambiali è una operazione meno ortodossa diciamo, la stessa differenza che c'è tra emettere debito pubblico in valuta propria ed emetterlo in valuta estera...

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    3. Chiedo scusa, non sono stato chiaro: a quale valuta sarebbe peggato il renminbi?

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    4. La verità è che l'export è molto importante sempre; basta vedere la Germania (guarda un pò...) che ha un forte surplus ocmmerciale, a partire dal confronto con i partner (!?!) della zona euro. In questo modo mette in crisi le manifatture degli altri paesi e recupera spazio ai propri prodotti, visto che la domanda interna langue anche lì, grazie alle riforme "strutturali" introdotte dal governo Schroeder qualche anno fa. E' la logica del neoLIBBERISSSMO: lotta ai salari e al lavoro per rendere sempre più profittevoli le aziende, sostenendo le esportazioni, pratiche di dumping più o meno velate, la finanza di carta e gli effetti ricchezza.

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    5. Un paniere di valute: dollaro, euro, yen ecc

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    6. Ah, sì? E con che pesi? E con che rapporto? Mi interessa: quando vedi tuo cugino chiediglielo...

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    7. Il paniere non è relativo ad un peg ma ad un monitoraggio sulla valutazione.
      "Il PBOC ha fornito una certa chiarezza nel dicembre 2015 quando ha presentato l' indice RMB Index del China Trade Exchange ( CFETS ) , un indicatore che controlla il movimento di yuan contro un paniere di valute. Il nuovo strumento ha inviato un chiaro segnale che il dollaro USA non era più l'unico gioco in città e che i responsabili politici stavano monitorando il suo rapido apprezzamento." (Trad. Google transistor, sorry).
      Il peg dello yuan c'è stato col dollaro fino al 2005.

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    8. Ma no, Sergio: così mi rovini il divertimento!

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    9. Mi perdoni, non ho resistito.
      OT: avevo appunto appena avvisato il mondo di stare attenti al T9, non mi scappa un "transistor" invece del voluto "translator"?
      Che pistola...

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    10. Semplicemente il dollaro si stava apprezzando troppo e per evitare che anche il renmimbi si rivalutasse rispetto alle altre valute hanno ancorato la moneta a tutte le altre, non so con quali pesi e sinceramente mi interessa poco o nulla, siete ad ogni modo lontani anni luce dall' oggetto del mio commento. Con cui argomentavo di quanto illusorio fosse per un Paese sviluppato rincorrere l' attivo commerciale e di quanto invece fondamentale sia disporre di una moneta universalmente accettata. Visto che il Prof si è divertito magari puo' rispondere su questo cosi' mi diverto un po' io...

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    11. Senti, cara o caro: le tue parole non hanno alcun senso, la tua domanda non è espressa in un linguaggio economico nemmeno rudimentale, cerchi di maneggiare argomenti di cui non sai nulla, e per farti notare che non hai (a mio modesto, ma insindacabile, avviso) il livello per intervenire in questa discussione fornisco agli eventuali passanti il grafico di quel cambio che secondo te sarebbe fisso! Ma chi te lo fa fare...

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    12. A ridaje: è bloccato rispetto a un paniere di valute!!!!!
      Non rispetto al dollaro!!!
      Ma poi non è un segreto, lo sanno tutti, ma cos'è qui Truman Show?
      Siete così

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    13. Amico: la sai solo tu, che però non sai dirci qual è il paniere di valute, e quindi non sai dimostrarci né l'esistenza, né la quotazione del peg. Ho perso troppo tempo con te: non fornisci alcuna informazione, sei solo inutilmente polemico. Passa al largo.

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    14. Altra osservazione: con poche eccezioni, che stabilisco a malincuore io, questo non è un blog per analfabeti. In Italia i punti esclamativi si usano poco, e uno alla volta.

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    15. Una curiosità: sei lo stesso (o stessa?) Ihavenodream esclusa dai commenti sul sito Icebergfinanza tempo fa?
      Perché il tono dei commenti mi pare lo stesso.
      Se vorrai rispondere grazie.

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    16. Dettaglio: se vorrà risponderti, il simpatico noborder micugginista, non potrà farlo perché è bandito anche da questo blog. La risposta comunque è evidentemente nella tua domanda ed è sì al 99% di probabilità.

      A beneficio dei passanti, che magari potrebbero trovare un po' radicale il mio provvedimento, ricordo due cose, una di metodo e l'altra di merito.

      [1] Mentre domande "disinformate" sono lecite e gradite (di regola si domanda perché si ignora, fatto salvo il caso di domande maieutiche o retoriche), affermazioni disinformate (o le loro cugine prime: domande di cui si sa di sapere la risposta) conducono dritti alla porta del blog, come in questo caso.

      Peraltro, esse si accompagnano regolarmente a insulti indiscriminati verso questa community, che io non ho mai tollerato, mentre, finora, sono stato abbastanza tollerante verso gli insulti nei miei confronti (ma da ora in poi non potrò più esserlo per motivi che vi spiegherò presto).

      [2] La fonte di riferimento per stabilire quale sia il regime di cambio di un paese è il Fondo monetario internazionale (stranamente!). Se la consultate, vedrete che la Cina non è classificata fra i paesi a cambio fisso (si dice fisso, non "bloccato", come asseriva l'ignorante di turno): non ha un peg, nemmeno con banda di oscillazione, e non ha un currency board. È considerato fra i regimi a fluttuazione controllata, perché tale è (mentre ad esempio il Cile è considerato un regime a fluttuazione libera). Qui ovviamente nessuno ha detto che la Cina non gestisca il proprio cambio: ogni paese che non sia una colonia lo fa (credo lo faccia anche il Cile), mentre uno ha detto che la Cina ha un cambio fisso.

      Quell'uno è espulso. Raglierà un po' da dietro la lavagna, col suo cappello d'asino, ma non inquinerà più il dibattito con affermazioni sconclusionate. Come vedete, in ogni caso, dal letame può nascere un fiore, e da certi commentatori possono nascere informazioni: quelle che anche loro avrebbero potuto trovare su Google e che molti di voi conoscevano già.

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    17. Io non volevo più intervenire su I have no dream ma vedo che forse non vi siete accorti del fatto che la autorevole fonte di questo pirla è nientepopodimenoche!

      OSCARE

      Lui l' ha portato come prova; leggete cosa scrive, oltre le altre baggianate sul cambio dello yuan.

      "Il deprezzamento dello yuan trascina al ribasso i paesi asiatici che in Cina vedono lo sbocco, da oltre il 20% fino al 50% del loro export, come Australia Nuova Zelanda Thailandia e via continuando."

      Questo qui sopra, Oscar intendo, nemmeno conosce la geografia e vuole dare lezioni di economia e il nostro amico che "non ha sogni", e ciò rende bene la sua caratura, lo porta addirittura come prova pricipe; ma come si fa!

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  8. Sembrandomi il guru notevolmente paziente e di buon umore in questi giorni, mi permetto una domanda naïf (da cui si evince non solo che non sono un trader ma che molto probabilmente non ho letto qualche post o libro fondamentale). Oltre ai cambi sono pubblici (o comunque consultabili magari a qualche prezzo) anche i compratori/venditori di tutte, o ameno delle maggiori, transazioni nel mercato valutario?

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    1. Ho trovato qualche articolo leggibile dal mio scarsissimo smartphone e ho imparato qualcosina (che immagino sia banalità per molti). Condivido gli articoli per chiunque sia interessato. Oserei dire comunque che (per quanto si parli di mercati valutari) l'argomento è decisamente fuori tema rispetto al post. Gli articoli sono: questo,
      questo e questo.

      Un pezzo che riassume bene la risposta alla mia domanda (dall'ultimo dei tre):
      "There is no centralised exchange or regulatory authority for trading foreign exchange, trading is
      conducted via different channels depending on the participant. This gives rise to some unique
      features and makes it difficult to classify the market into a strict auction or quote based model.
      There are multiple dealers for each currency pair, indicative quotes are posted on various
      platforms (most notably Reuters D2 and EBS) but for a firm price the customer must contact the
      dealer directly. Once orders are executed there is no regulatory obligation to publish that a trade
      has been agreed or its respective price."

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  9. OT - Le conseguenze economiche dell'immigrazione clandestina

    Arrotondando molto le cifre, diciamo che il numero di immigrati clandestini giunti in Italia negli ultimi anni sia stato di circa un milione (piu' o meno 300.000 l'anno).

    Che impatto sulla disoccupazione ci possiamo aspettare nel prossimo futuro, mano a mano che queste persone otterranno lo status legale di residenti e cominceranno ad essere inclusi nei dati ISTAT?

    Nell'ultimo censimento ISTAT i residenti in Italia (inclusi i cittadini esteri senza diritto di voto) erano circa 62 milioni, di cui indicativamente:

    22 milioni occupati;
    18 milioni pensionati;
    12 milioni non ancora in eta' da lavoro;
    10 milioni in eta' da lavoro ma NON occupati.

    A fronte di questi numeri il calcolo ISTAT (che scorpora molto arbitrariamente gli 'inoccupati') fornisce un dato di disoccupazione di poco superiore all'11% (a fronte di 22 milioni di occupati e di una forza lavoro complessiva - i.e. persone in eta' da lavoro - pari a 32 milioni).

    Secondo il criterio universalmente usato dai primi del novecento (e fino al dopoguerra) la disoccupazione non sarebbe ovviamente pari all'11% abbondante ma sarebbe invece pari a 10/(10+22) = 31,25%, cioe' quasi tre volte quella ISTAT.

    In sintesi, negli ultimi anni, il flusso annuale di immigrati clandestini e' stato vicino all'1% della forza lavoro residente.

    Altro elemento da considerare e' quello che secondo i vari organismi internazionali (IMF, BCE, EU) la crescita prevista (ottimisticamente) nei prossimi anni per l'Italia e' vicina all'1%.

    Ora, prendendo per buona la previsione di crescita (e secondo la legge di Okun), una crescita di un punto percentuale all'anno del PIL dovrebbe provocare una diminuzione di circa mezzo punto percentuale della disoccupazione A PARITA' DI FORZA LAVORO.

    Ma se la forza lavoro cresce dell'1% l'anno (a seguito della regolarizzazione degli immigrati clandestini) ci vorrebbe allora una crescita di almeno il 2% anche solo per mantenere la disoccupazione invariata!

    Ovviamente, siccome una crescita piu' che doppia del previsto in regime di 'vincoli esterni' e' impossibile, se il PD non sara' spazzato via alle prossime elezioni, i dati ISTAT continueranno a mostrare un continuo aumento degli inoccupati (per riuscire a fornire ai merdia un qualche 0,0X% di miglioramento virtuale).

    Fino alla resa dei conti, che sara' molto violenta.

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  10. " l'euro è quella valuta forte che però ti aiuterebbe se fosse debole!"
    Bagnai ha colto come sempre nel segno, è il doublethink a guidare i ragionamenti degli euristi. Sentite di che cosa è stato capace un banchiere tre anni fa [dal mio pamphlet Difetti di Logica Eur(ope)ista]:
    "... il Resp. Estero di una banca, rivolgendosi ad una platea di imprenditori, si è dapprima augurato una correzione del cambio eccessivamente elevato dell'euro vs. le altre monete, per immediatamente dopo affermare che l'uscita dell'Italia dall'euro e la risultante svalutazione sarebbero inutili perchè nell'odierna economia globalizzata con gli intrecci delle supply chains si perderebbe da una parte ciò che si guadagna dall'altra"
    Stiamo freschi!

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  11. Ho trovato questa frase sul sito di Banca d'Italia alla pagina:
    Bilancia dei pagamenti e posizione patrimoniale sull’estero

    "In maggio si è registrato un aumento netto delle attività sull’estero per 9,4 miliardi. I deflussi di capitale sono
    stati determinati da significativi acquisti di titoli esteri di portafoglio da parte dei residenti (10,6 miliardi, quasi
    esclusivamente quote di fondi comuni). Gli investimenti diretti all’estero si sono ridotti di 1,1 miliardi, per effetto di un ingente dividendo straordinario pagato da una società estera a controllo italiano alla casa madre residente."
    Ma i dividendi non dovrebbero essere contati nel saldo redditi?

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    Risposte
    1. Penserei così anch'io, ma non so cosa si intenda per dividendo straordinario e non ho tempo di controllare sul BPM.

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    2. Forse posso rispondere io, da ragioniere. Un dividendo straordinario non é una distribuzione di utili correnti , ma di riserve (e facente perciò parte del capitale). Si tratta cioè di un movimento di capitale dall'estero all'Italia.

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    3. Grazie: così torna tutto. Morale della favola (per tutti): se uno non sa una cosa, il modo migliore per apprenderla è dichiarare che non la si sa (qualcuno ti aiuterà), e non far finta di saperla, come ihavenobrain: in questo secondo caso qualcuno si seccherà!

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    4. Qualcuno riesce a capire di quale società estera a controllo italiano si tratti?

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    5. Immagino che sia la controllata tedesca dei Unicredit.

      https://www.milanofinanza.it/news/unicredit-atteso-dividendo-di-oltre-3-mld-da-unicredit-bank-ag-in-2017-201612131856001675

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    6. Grazie, interessante.
      Pensavo si trattasse di altra società non di credito.

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  12. OT - La minaccia di un attacco missilistico nucleare a Guam e' quasi certamente stata inventata di sana pianta!

    Se fosse vero quello che riportano i merdia perche' non si cita nessuna fonte diplomatica e non si trova nessuna traccia di questa cosa neppure sul sito ufficiale della Corea del Nord?

    http://www.rodong.rep.kp/en/

    Sembra un deja-vu delle note cazzate diffuse dalla propaganda anglo-americana per giustificare l'attacco all'Iraq.

    Solo che stavolta e' intervenuta la Cina con la dichiarazione (questa si) ufficiale che non tollerera' nessun tentativo di rovesciamento degli attuali equilibri in Corea (e quindi, come tutti speriamo, la cosa dovrebbe finire qui).

    Il comunicato ufficiale nord coreano si puo' comunque leggere qui e sinceramente a me pare molto equilibrato:

    http://www.rodong.rep.kp/en/index.php?strPageID=SF01_02_01&newsID=2017-08-08-0001

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  13. Nelreport dell’IMF (da pag.16 a pag. 19/90) vengono elencati tutti i “De Facto Classification of Exchange Rate Arrangements and Monetary Policy Frameworks” al 30 Aprile 2016.
    Nella tabella quasi tutte le principali monete sono “Free floating” e “Inflation-targeting framework” tranne Euro, USD classificate “Free floating” e “other”, che nella postilla si indica come “Includes countries that have no explicitly stated nominal anchor, but rather monitor various indicators in conducting monetary policy”.
    (Include i paesi che non possiedono un'ancora nominale esplicitamente dichiarata, ma piuttosto monitorano vari indicatori nella conduzione della politica monetaria. Trad. Google).
    Il reminbi è “Other managed arrangement” e “Monetary aggregate target” ; “other manager arrangement” credo sia il paniere monitor citato (a sproposito) da Ihavenodream (o Julie Kortes) come peg e non lo è.
    Quello che è certo è che tutti i paesi, nonostante le tabelle IMF e i metodi di valutazione scelti hanno (e si tengono, giustamente) dei margini di manovra sulla moneta (la chiamano guerra valutaria quando mettono da parte l’ipocrisia).
    Tutti tranne alcuni che hanno fatto scelte diverse.

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  14. Perdonatemi se vado fuori tema ma segnalo che continua l' attacco da parte del corriere della sera alla Costituzione iniziato con panebianco un mese fa http://www.corriere.it/opinioni/17_luglio_21/costituzione-2ba03ff2-6d83-11e7-8b64-8c2227f4edc4.shtml L' articolo di luca enriques apparso ieri https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20170811/282059097098668 individua la causa del "freno all'innovazione" "nel trovare la soluzione che nel caso singolo meglio realizza il valore costituzionale della solidarietà e/o che assicura l' esercizio della proprietà e della libertà economica dentro i confini della funzione o utilità sociale."C' è poi anche il riferimento ,sia al "senso comune" che alla "CORuZZZIONEEE"dovuta,per l' autore ad una concezione del ruolo del magistrato di titolare " di un potere ,che la cultura giuridica prevalente ,rende quasi assoluto"

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    1. Uno che prende come riferimento l' istituto Bruno Leoni, fa una precisa scelta di campo di tipo ultraliberista, indipendentemente dal tema specifico della flat tax che è comunque una cazzata intrinsecamente parlando, dato che siamo in un mondo vincolato dall' esterno. Un po' come la cazzata del referendum sull' euro.
      Io credo che se Panebianco si rendesse conto di quanto è superficiale, sparirebbe dal circuito mediatico per un annetto; ma la vergogna è una merce rara in Italia.

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    2. Massi dai la flat tax (che c'e' gia'anche se non sembra) e' una cazzata una provocazione populista per far su voti e aĺlora avanti cosi tanto ora ci pensano i comuni a fare il lavoro sporco e aspettando la local Tax evvai con limu la tares la tari la tasi la tarsu la cosap la tosap il cimp licpdpa iHmposra di soggiorno per le isole minori limposta di scopo (no non centra con quello ma ci si arrivera') le addizionali irpef e il bello e' che si smarrona di sicuro nei calcoli e li giu' sanzioni e interssi a go go... ah vuoi fare ricorso cazzi tuoi tanto ti paghi le legali cosi impari a stare alla larga dagli avvocati... eppoi impari a farti i conti che farli e' un costo non puoi? Non ai tempo? Vai dal commercialista ma e' un coato... senti bello mica poi chiedere al comune di farteli lui i conti che scherziamo... e se non ci ai i soldi svendi e vai a lavorare all'estero e non rompe er cazzo e che qui venghino i ricchi veri siori e sior tutto compreso centomila a forfe'

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    3. Magari fossero i comuni, ed io sto a Roma, stiamo pagando 120 milioni annui extra per ripianare il debito di circa 13 MLD cumulati dalle gestioni PDeurine. Ma Zingaretti ha raddoppiato la tassazione regionale oltre i 30.000 euro; in percentuale la tassazione regionale ammonta (parlo dei miei prelievi) a 3 volte la tassazione comunale (col gravame dell' addizionale) ed è pari ormai al 14 % circa dell'IRPEF.

      Oh, ciò premesso la cazzata non è fare la flat tax, anzi potrebbe essere fattibile, la cazzata di Panebianco è pensare che restando nell' euro, con i vincoli di bilancio, ti permettano di farla; in Costituzione c' è addirittura codificato il pareggio di bilancio prospetticamente inserito ai fini del Fiscal Compact.
      Panebianco soffre di amnesie essendo uno che vuole l' euro a tutti i costi.

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  15. compresi ma scatto' un riflesso pavloviano , ormai sono una specie di rapper del cazzo. Pensavo ai comuni ai loro regolamenti spinti al parossismo come alle grinfie termiali della bestia orrenda...pensavo all'incredulità dei negozianti cogli zerbini col logo fuori dalla porta multati per pubblicità non autorizzata e al di fuori dagli spazi autorizzati e pagati;pensavo al consiglio di stato chiamato a statuire se l'imposta comunale sulla pubblicità sia o meno dovuta per l'indicazione della ditta e dell'indirizzo sui mezzi di trasposto propri ...pensavo al "terzo stato" che nei cahiers de doleances invocava un re una legge un ruolo di imposta ...pensavo al Trattato Costituzionale in ragion del quale l'Unione essendosi appropriata de facto del potere legislativo che è solo l'altro nome di quello politico tutto vieta tranne ciò che è espressamente e per grazia ricevuta concesso

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    1. Capita, ma è sempre capitato. Oggi però è peggio perchè vai sul lastrico subito. Ti autorizzano un gazebo per tavoli all' apertoe poi ti revocano la concessione; oggi che i ricavi sono all' ooso, fallisci o chiudi e buonanotte, ma non gliene frega nulla. Lo so, è capitato ad amici.

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