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lunedì 14 agosto 2017

Disoccupazione, sottocupazione, e scoraggiati: graduatorie

Nei post precedenti abbiamo discusso il dato evidenziato dal Financial Times secondo cui, se si prendessero in considerazione oltre ai disoccupati (persone prive di occupazione che hanno cercato un lavoro nelle quattro settimane precedenti) anche i sottoccupati (persone che lavorano meno ore di quanto vorrebbero lavorare) e gli scoraggiati (persone che non lavorano, vorrebbero lavorare, ma hanno rinunciato a cercare lavoro e quindi non contano come disoccupati), l'Italia sarebbe in testa alla classifica.

Il tasso di disoccupazione corretto per scoraggiati e sottoccupati nel 2016 sarebbe arrivato qui da noi al 39%, sopra Grecia e Spagna (col 33%).

Sò soddisfazzioni, dicono a Roma.

Oggi spacchetto il dato del 2016 per componente: disoccupati, scoraggiati e sottoccupati, e vi presento le graduatorie. Tre specialità diverse dello stesso campionato: la lotta per la sopravvivenza. Sarete contenti (no) e stupiti (no) di sapere che in due su tre di queste specialità noi siamo leader, e di gran lunga. Solo la disoccupazione "ufficiale" non ci vede nemmeno sul podio: arriviamo quinti, dopo Grecia, Spagna, Croazia e Cipro (tutti paesi dei quali qui si è parlato). Ma sulle altre due patologie del mercato del lavoro, quelle più insidiose perché meno evidenti e del tutto ignorate dai media, non ci batte nessuno!

Ecco i grafici:




Noterete che per quanto riguarda gli scoraggiati noi siamo decisamente fuori scala: il secondo paese con più scoraggiati, che è il Lussemburgo (anche i ricchi si scoraggiano... perché possono permetterselo!), ha il 9.5% di lavoratori scoraggiati, contro il nostro 16.1% (in percentuale delle forze di lavoro). Se siamo in testa alla graduatoria del tasso di disoccupazione corretto è essenzialmente per "merito" dell'ammontare del tutto anomalo di lavoratori scoraggiati. La media dei lavoratori scoraggiati negli altri paesi (esclusa l'Italia) è intorno al 5.82% della forza lavoro, con uno scarto quadratico medio di 2.26. Noi siamo a oltre quattro scarti quadratici medi dalla media (chi ha studiato sa di cosa parlo: e se ha studiato tanto gli segnalo che tolti noi, la distribuzione è normale con asimmetria 0.1 e curtosi 1.9, mentre aggiungendo l'Italia la distribuzione diventa non normale - il test JB schizza oltre 15, con un'asimmetria - ovviamente positiva - a 1.3 e una curtosi a 5.5): una anomalia statistica pazzesca!

Sarei veramente interessato a sapere se i criteri di rilevazione degli scoraggiati sono effettivamente uniformi nei diversi paesi coperti dall'Eurostat, perché se così fosse ci sarebbe molto da pensare. Mi leggero qualche peiper...

Noterete anche che il fenomeno dello "scoraggiamento" (cioè dei lavoratori inattivi che desidererebbero rientrare in corsa) è diffuso a macchia di leopardo: in particolare, fra i primi dieci paesi con più scoraggiati, quattro sono fuori dall'Eurozona (e nei primi dieci con meno scoraggiati solo due sono fuori dall'Eurozona).

Viceversa, disoccupazione e sottoccupazione sono molto più chiaramente connesse all'appertenenza all'Eurozona. Fra i primi dieci paesi con più disoccupati e sottoccupati solo uno non è membro dell'Eurozona (rispettivamente la Croazia e la Svezia), mentre fra i primi dieci paesi con meno disoccupati cinque sono fuori dall'euro, e lo stesso vale per i primi dieci paesi con meno sottoccupati.

Noterete, infine, che la Repubblica Ceca arriva ultima (cioè prima) in tutte le graduatorie: ha meno disoccupati, meno sottoccupati, e quindi meno scoraggiati. Chi è stato al nostro convegno annuale lo scorso anno ricorderà perché.

Con l'occasione, annuncio urbi et orbi la data del prossimo convegno annuale, il #goofy6: sarà il 2 e 3 dicembre 2017.

Torniamo all'antico: anche il #goofy1 (chi c'era se lo ricorderà) si svolse all'inizio di dicembre (era il 2012). Vi potrete iscrivere da inizio ottobre, e, naturalmente, prima che vi iscriviate avremo ampio modo di ragionare sul programma del convegno, del quale, però, posso fin da ora anticiparvi il titolo: "Più Italia".

Credo ce ne sia bisogno.

E voi?

58 commenti:

  1. Grazie, Grazie ed ancora Grazie del lavoro.

    Anche se il quadro è peggiore dello scenario peggiore calcolato con mezzi amatoriali.

    Anche se la prospettiva di riassorbimento all'interno dell'eurozona è pure inesistente (con la asfittica crescita prevista nei prossimi anni).

    Il semplice fatto che non scoppi la guerra civile dimostra il carattere unico del popolo italiano.

    Ce la faremo, anche se ancora non sappiamo come.

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    1. ,,DICIAMO IL CARATTERE UNICO DELL'ECONOMIA SOMMERSA...

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    2. @Silvia
      Aspettavo un commento esattamente come questo.

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    3. P.s. però me lo aspettavo da un troll.

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    4. È un troll: non è la "nostra" Silvia. Comunque c'è del vero.

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    5. Mi sembra maggiormente correlato alla percentuale di possessori di prima casa.

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  2. Esiste un indicatore, che misuri "la dedizione, l'impegno, la passione" al lavoro ( tutti termini che il mio piddino di riferimento usa per disprezzare i suoi connazionali più giovani) da parte di una determinata fascia di lavoratori? Sempre che sia misurabile...

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    1. ...come non sembra misurabile chi lavora ma e' scoraggiato da decenni di merger and acquisition, dove ogni volta si scende un gradino, dove i giovani non entrano piu', dove la massima ambizione e' conservare una posizione che non si ama piu'. E' vero che hanno estromesso i giovani per salvare i vecchi, con famiglia e mutuo, ma appunto salvare. La nave e' gia' affondata.

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  3. In Grecia, invece, l'occupazione è in crisi nera ma nessuno si scoraggia. Sì, i criteri di conteggio degli scoraggiati sono molto sospetti.

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  4. Sono nella campagna più bella della Toscana (e quindi del mondo): il "più Italia" s'impone. Non si contano gli acquisti stranieri di case e borghi con relativa appendice musicale (e.g. Monteverdi Tuscany, bello no?). Non credo si possa fare niente al momento per frenare questo vero e proprio movimento di espropriazione e colonizzazione (con un lusso di stile internazionale fuori posto). Però possiamo gridare alto e forte "più Italia". Almeno avremo la coscienza in pace

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    1. Per il momento é necessario contrapporsi al Pd e alla sua genspiddina con ogni mezzo.

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    2. Alessandro, è quello che qui facciamo quotidianamente. È um a priori

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  5. Senza lavoro manca il futuro, senza speranza non può esserci responsabilità allora prevalgono il cinismo e la sopraffazione. In un mondo del genere la passione e la dignità sono sostituite dallo scoramento e dal servilismo. Ma nulla é perduto per sempre, i futuri riservano sempre sorprese, occorre Attenzione agli eventi e agli avventi. A Dicembre #goofy6: sarà il 2 e 3 dicembre 2017.
    Io sento che saràh con la h !!!

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Una domanda: dove inseriamo le partite IVA in crisi (non dipendenti e quindi risultano occupati), e gli imprenditori quasi sul lastrico che si vendono i beni di famiglia per cercare di sopravvivere?

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    1. Ci sono anche le partite Iva fittizie cioè lavoratori che risultano essere liberi professionisti, ma che in realtà quando lavorano e se lavorano svolgono lavoro parasubordinato o addirittura completamente subordinato , non so in quale categoria possano venire classificate formalmente e sostanzialmente.

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  8. Post davvero impressionante, un quadro a tinte fosche bellamente occultato dai media di regime, perché dimostra, più di ogni altra cosa, il fallimento delle politiche ispirate da Leuropa ai nostri volenterosi collaborazionisti.
    Venendo a noi, "Più Italia" non solo mi piace molto, ma mi sembra veramente opportuno, anche perché pare riassumere ottimamente il programma politico del partito che ancora non c'è. Mi piacerebbe proprio che esistesse già un bel "PdI" - Partito degli Italiani - per unire e catalizzare le tante intelligenze, le tante energie positive che potrebbero nuovamente far riprendere la sua strada al Bel Paese, dopo l'orrenda parentesi della moneta unica.

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    1. È incredibile come malgrado questi dati da ultimi giorni dell'umanità in Italia ce la si cavi ancora. Qui a Torino, vasta Necropoli industriale, quelle cifre potrebbero essere peggiori della media italiana, eppure di gente che dorme sull'asfalto riscatto dei marciapiedi ce n'è poca.

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    2. Perché ci sono nonni e genitori. Ancora per un po'.

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  9. Magari con una tipologia di contratto di lavoro che permetta l'assunzione con periodi di prova più lunghi degli attuali le aziende tenterebbero di assumere sapendo che il rapporto costi-rischi è più a loro vantaggio. In Svizzera il periodo di prova può essere concordato tra datore di lavoro e lavoratore entro una durata minima-massima comunque determinata per legge e collegata alla durata del contratto. Esiste anche una tipologia di contratto detto di prova che ha lo scopo di testare il lavoratore per un certo periodo prima di poter procedere alla Sua assunzione tramite altro contratto separato da quello di prova.
    Non sono la soluzione al problema.....ma come si sà.....dividere un problema grande in tanti piccoli problemi più piccoli di facile soluzione, aiuta ad individuare possibili accorgimenti.

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    1. C'è sempre stato il periodo di prova, non è un fattore determinante. Stiamo parlando di grandi numeri, non di selezionare il prossimo membro del board...

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  10. Professore la quota di scoraggiati potrebbe forse essere falsata dai lavoratori in nero o questo dato è irrilevante? Preciso che la mia riflessione non ha a che vedere con grillismo di nessun tipo, solo uno spunto nato dal dato che appare davvero alto. Grazie

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    1. Scusi e due cosa? Ho solo espresso un dubbio. Se l'obiezione è tecnicamente errata ne prendo atto.

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    2. Hai ragione tu: è chiaro che l'economia sommersa concorre al dato (altrimenti gli scoraggiati sarebbero tutti morti). Tuttavia, starri attento ad attribuirle un peso tale da determinare un'anomalia statistica così rilevante. Chiederò a Giovannini.

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    3. È vero che il nero contribuisce al dato, però perché non dovrebbe pesare anche in quello di altre nazioni? Il greco che campa di espedienti perché non dovrebbe figurare tra gli scoraggiati? Forse c'è qualche asimmetria nei criteri per essere annoverati tra i disoccupati, ad esempio allentando un po' il vincolo sulla ricerca attiva di lavoro, oppure un diverso funzionamento delle liste di disoccupazione.

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  11. Il dato statistico fortemente anomalo sugli scoraggiati italiani, che hai esposto, è davvero difficilmente comprensibile. Forse possono essere d' aiuto questi grafici, sempre dati OECD.

    Youth not in employment, education or training (NEET) (i soliti paesi tra 1999 e 2015).

    Qui lo stesso dato REER tra 2005 e 2015 diviso per categorie (l' anomalia sono i ragazzi tra 20 e 24 anni è errato il contrassegno valido per le femminucce), credo che ci siano sia femmine che maschi).

    Forse il dato potrebbe riguardare categorie di giovani con un range maggiore di età che sono costretti a restare a carico delle famiglie e sono REER. Ovviamente ciò funziona finchè ci sono introiti da pensione. Ma potrebbe anche esserci un elemento di più complessa analisi, legata al mix di imprese italiane che sono in altissima percentuale piccole imprese commerciali o di professionisti e allora potrebbe essere che i giovani che sono figli di queste categorie di imprenditori, in realtà vorrebbero avere impieghi diversi, ma scoraggiati, non cercano altro e finchè riescono a campare in collaborazione con i genitori, non cercano più. Chiaramente la realtà italiana, e la cosa mi è chiara anche per esperienza, è del tutto anomala e lo è diventata sempre di più nel corso degli anni e il sistema ancora a lungo potrebbe tenere, dato che l' età media è molto alta (almeno finora), almeno finchè il sistema pensionistico non venga massacrato da interventi di tipo greco.

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  12. vede professore, lei fa dei post davvero interessanti e di assoluto valore sia tecnico, ( capibile da pochi) che politico. io non sono per niente un tecnico e spesso non capisco ciò che scrive, o almeno non in profondità (e a volte anche in superficie). però non riesco a capire la sua collocazione politica sempre che vi sia e che sia collocata all'attuale sistema. oppure ha una sua collocazione particolare " partito dei liberi pensieri di Alberto Bagnai" sarebbe interessante e potrebbe avere seguito . lei si schiererà? o si vorrebbe schierare? se sì con chi? sarebbe disponibile a una chiamata come tecnico in un prossimo governo? chiedo perchè ritenendo che le sue teorie e spiegazioni siano qualcosa di diverso dall'attuale e di assoluto valore, perchè non trasportarle ad essere efficaci sul piano politico?

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    1. Quanta gente appena arrivata...

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    2. Bruno è un uomo ed imprenditore sincero e molto generoso, credo di conoscerlo ed è sinceramente preoccupato della situazione; la sua domanda non è affatto capziosa e rientra nelle sue categorie di comportamento e dettata dai suoi valori! Segue Alberto e vorrebbe che avesse un ruolo politico a breve. Io ho tentato di fargli capire che è cosa prematura. Più di questo non saprei cosa dire.

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    3. Gli devi dire di stare calmo, di fidarsi, e di spingere quando sarà il momento. Cioè di fare l'esatto opposto di quello che farà il 99% delle persone che sono qui: agitarsi scompostamente, immaginare chissà che cosa, e al momento giusto voltarmi le spalle.

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    4. Se è lui, lo sa, gliel' ho detto già.

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    5. Può darsi che si farà come Pietro, rinnegando il Prof pur di (sperare di) non perdere il lavoro, chissà. Dal salotto è difficile prevedere come ci si comporterà in battaglia.

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    6. sì Alberto 49 sono io e mi conosci. sai che sono sempre sincero e se chiedo è solo per sapere, senza secondi scopi e senza voler prendere per i fondelli nessuno. Il problema della mia premura è legato a due fattori, il primo che riguarda i miei ultimi 10 anni in cui avevo visto nascere un nuovo soggetto politico che pensavo continuasse con le caratteristiche iniziali ma che invece si è disgregato piano piano, con molta lentezza e senza darlo molto a vedere. in parecchi abbiamo capito e siamo fuggiti, e molti sono stati messi al bando. purtroppo il " ladro di sogni" ( io lo chiamo così) ha colpito duro e i babbuini come il sottoscritto , che si erano riavvicinati alla politica pensando che ci fosse davvero qualcosa di diverso , e che nei primi anni lo era effettivamente, sono rimasti fregati. il secondo è che anche in relazione alle statistiche sono ormai prossimo al traguardo, avendo superato i 71 e quindi senza tante false illusioni, prima che la demenza senile mi accalappi cerco di capire se ci può essere una vera volontà di fare politica alternativa a questa marmaglia di furboni, da parte di chi sembra avere le carte in regola per amministrare al meglio il paese. ormai guardo solo il futuro con gli occhi di chi lo vede per i propri figli e nipoti, sinceramente la ricaduta che potrà avere su di me la prossima politica non è che mi interessa più di tanto, ma mi interessa per i giovani, quelli sì.......comunque mi ritiro e aspetterò in un angolino per vedere che succede

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  13. Mentre scrivevo altri hanno accennato alla cosa , lo posto lo stesso in quanto gia' scritto.
    Anomalia statistica:
    "La media dei lavoratori scoraggiati negli altri paesi (esclusa l'Italia) è intorno al 5.82% della forza lavoro, con uno scarto quadratico medio di 2.26. Noi siamo a oltre quattro scarti quadratici medi dalla media .......omissis.....pazzesca ) " :
    Ipotizzo la presenza di un fenomeno non rilevato all'interno di una omogenea ipotesi di rilevazione: cioe' il rilevamento e' omogeneo, non e' uguale la "generatrice" dei dati fra Italia ed altri .
    Lo "scoraggiato" italiano ha una provenienza diversa dallo "scoraggiato" di altri aggiuntiva allo "scoraggiato" degli altri .
    Si potrebbe analizzare se vi sono correlazioni degli "scoraggiati" con:
    -aziende chiuse e fallite in italia rispetto a quelle del Belgio per dimensione e area geografica
    -incremento delle attivita' estranee ai rilevamenti in Italia rispetto agli altri (attivita' di sopravvivenza).
    Propongo questo perche' vedo abbastanza "scoraggiati" che sono nelle seguenti condizioni:
    -giovane ragazzo che lavora per il JPL (si': California ) e non si e' cancellato dall'Italia
    -ex dirigenti aziende private che "consulenziano" a solo rimborso spese (irrilevabile)
    -ex quadri industria che fanno lo stesso
    -ex dipendenti che fanno lo stesso per/nelle rispettive competenze
    -Parenti di piccoli imprenditori (ad azienda minimalizzata ) che lavorano in forma semi-cooperativa.
    Per azienda minimalizzata intendo una SRL che aveva dai 10 ai 30 dipendenti che si riduce al solo titolare formalmente attivo (amministratore) ed alla sua famiglia dove lavorano tutti ma nessuno compare da nessuna parte in quanto le entrate (non sempre utili) vengono ripartiti in trasparenza fiscale (ma nelle statistiche sono utili di impresa ) .
    Posso continuare.
    Propongo di analizzare l'anomalia come derivante dalla anomalia precedente alla crisi: moltissime aziende piccole o piccolissime rispetto agli altri .
    Tali comportamenti sono comportamenti difensivi a seguito dell'eccesso di pressione fiscale e dell'eccesso di vincoli burocratici nel fare .
    Ricordatevi che una azienda fallisce in un anno ma per chiuderla ci si impiegano parecchi anni .
    Se l'obbiettivo non e' piu' lo sviluppo (in quanto non conviene) ma la chiusura negli anni intercorrenti fra la decisione e l'attuazione, formalmente abbiamo una azienda attiva ma con comportamenti fattuali che inficiano ipotesi statistiche "normali" .




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  14. Prof, Dagospia e Affaritaliani la danno per possibile Ministro di un eventuale Governo Salvini. Vero?

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/si-salvini-chi-puo-rsquo-leghista-non-ha-solo-cambiato-simbolo-154300.htm

    Toussaint

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    1. Dagospia spesso è attendibile. Ora chiamo Salvini e gli chiedo conferma, poi ti telefono.

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    2. Dovrebbe saperlo anche Claudio Borghi Aquilini (per non confonderlo con l' altro Claudio Borghi), credo! Sarebbe politicamente scorretto che Salvini non abbia informato il suo Responsabile dell' economia nonchè amico di Bagnai.

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    3. Claudio sa quello che so anche io e che dovreste aver capito: i giornalisti dicono quello che vogliono. Non c'è nessuna scorrettezza da parte di Salvini, e come la penso io lo sapete. "Mai" non è una categoria politica. Se per aiutare il mio paese dovrò impegnarmi direttamente lo farò. Chi fa sul serio sa di avere la mia disponibilità, non ha bisogno di chiedermela. Chi non fa sul serio si riconosce perché... non passa da qui! Tutte cose a voi arcinote. So what?

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    4. Ne ero assolutamente certo anche se ho i brividi al pensiero e sai perchè. Ecco perchè dicevo quelle cose.

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    5. Io la vorrei ministro dell'istruzione al più presto.

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  15. Ma siam pazzi, non andiamo a toccare un paese perfetto come l'Italia, puoi lavorare in nero e stare benissimo

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  16. quanto rilevato riguardo alla disoccupazione influisce sulla domanda aggregata e il suo andamento può fare da verifica dei dati?

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  17. Ai disoccupati ci sono d' aggiungere i"lavoranti poveri"(più Italia cominciamolo dalle parole perchè usare working poor?!)che sono alla sopravvivenza(nota autobiografica ohibò!)

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  18. Lei è un grande Italiano, ed io sono fiero e grato di poterlo scrivere

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  19. Allo stato attuale dell'arte io preferisco un part time ad un contratto pieno.
    Certo lavora anche mia moglie (precaria) altrimenti preferirei anche io un tempo pieno.
    Il ragionamento è semplice; se è vero, e lo è, che i salari sono scarsi, o per meglio dire il lavoro è sottopagato, è chiaro che più lavori più perdi. Cioè non ha senso impegnare altre ore per ottenere poco più di quello che di cui hai bisogno dato che con quel poco di più non risolveresti nulla di fondamentale né della tua vita, né di quella dei tuoi cari. Anzi, rischi di ammalarti e di perdere anche quel poco che hai.
    Un'altro dei motivi è che salendo col reddito scattano tagli nel welfare che ti riportano sempre a "Vicolo Stretto".

    Anche una parte della disoccupazione giovanile è un rifiuto ad accettare condizioni di lavoro pessime sotto più punti di vista.

    Credo anche che la mancanza di una istituzione che difenda realmente il lavoratore faccia la sua parte.

    "Più Italia" spero sia di buon auspicio.


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    1. Se ci sono giovani (choosy!) che si rifiutano di accettare condizioni di lavoro pessime, allora vuol dire che il contesto non è abbastanza pessimo per costringerli (tipo, per fame). Ci vuole "più europa", come in Ispagna! Però, ci stiamo lavorando.

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  20. A mia moglie, dopo 11 anni di lavoro continuativo con contratti annuali CO.CO.PRO (farlocchi) presso un'ASL, nel settore della ricerca clinica, per effetto dell'Atto di Lavoro (c.d. job act) é stata offerta la sola possibilità di un concorso per una borsa di studio. Per un atto di puro amor proprio ha rifiutato. Se avesse accettato non sarebbe tra i non occupati, o scoraggiati o part-time non volontari. Sarebbe rientrata tra gli studenti... Dal momento che questo giochetto é ricorrente, sarebbe bello includere nella statistica anche le "borse di studio" di copertura (o altri analoghi escamotage).

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  21. Ho appena finito di votare per il MIA. Ragazzi... ci ho messo quasi un'ora. E si che nel post precedente ci avevi avvisato, Prof, ma non pensavo sarebbe stato così difficile.
    Mentre scorrevo in lungo e in largo la pagina mi sono ricordato del perché di quel rifiuto che ho sempre avuto il MIA...
    E' stata dura, ma c'è l'ho fatta! :D

    @ALBERTO49
    Il primo dei due link che hai postato nel tuo primo commento è irranggiungibile.

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    1. L'ho provato ora e si apre. Dato che ho usato google per hostarlo non vorrei che il problema sia legato a questo.

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  22. Vorrei fa notare ed invitarvi ad approfondire le modalità di rilevazione di tali dati da parte dell ISTAT. Tale ricerca viene esternalizzata a società che a loro volta utilizzano lavoratori precari che vengono remiunerati in base al numero di interviste concluse. Inoltre chi va sul campo quotidianamente a rilevare il,"disoccupato" utilizza sempre il solito campione che è composto sempre dalle stesse persone ( prevalentemente anziani e stranieri) che ovviamente anche scarsa voglia di rispondere. Sarebbe interessante conoscere in dettaglia la significatività dei campioni presi a riferimento per il calcolo. Quindi i dati tra occupati e disoccupati non sono sicuro se riflettano effettivamente il numero totale degli occupati e dei disoccupati. Cosa che invece si potrebbe trovare dai numeri forniti dall'INPS e dalle direzioni provinciali del lavoro. Inoltre non so se tra gli occupati come sono classificati le cosiddette "partite iva" sia effettive che forzate.

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  23. Dice che gli sta per scoppiare il bubbone, finanziario.

    Dopo anni di "stampanti a manetta" per aiutare enti di pubblico interesse, non di certo per l'interesse pubblico di favorire una keynesiana ripresa attraverso una spesa pubblica mirata, ci si avvicina a quanto già visto ciclicamente decine di altre volte: l'azzeramento del gioco, l'inizio di una nuova crisi e il sostegno agli enti di pubblico interesse, trasferendo altra ricchezza a chi ne ha già in abbondanza.
    Sembra un ciclo simile alle fittizie guerre orwelliane, ma se Orwell vide nella guerra ciò che riequilibrava l'eccesso di offerta della produzione di massa, la realtà e le élites sono ben più sottili: usano il denaro, una risorsa così scarsa da creare ciclicamente bolle finanziarie, verosimilmente indotte. In fondo basta decidere quando e quanto alzare i tassi per creare una rottura. Ovviamente il governatore è indipendente e, come con l'elettorato, non dovrà rispondere ai propri sponsor. Perchè è indipendente. Indipendente perchè deve gestire una risorsa scarsa: il denaro. Una risorsa così scarsa da creare follicolite, finanziaria.

    Follicolite, cui bono?


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  24. In ritardo (sul nero), ma arrivo: "a noi, del sommerso, in una crisi di domanda, che ce ne frega?" Droga e mignotte da introdurre nell'analisi, ne abbiamo?
    Euro: crisi su crisi ed ancora crisi, nonché estinzione della Italia. Fine.

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  25. Non potrebbe spiegarsi (l'anomalia statistica) con l'enorme risparmio privato che tanto fa gola ai nostri aguzz... ehm partner leuropei?

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  26. https://www.finanzen100.de/finanznachrichten/wirtschaft/drohende-altersarmut-der-arbeitsmarkt-boomt-doch-jeder-fuenfte-arbeiter-ist-nur-minijobber-oder-leiharbeiter_H628145919_460128/?SOURCE=7000008&utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_campaign=facebook-finanzen100&fbc=facebook-finanzen100&ts=201708161651

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  27. Voglio fate notare però che se in Italia un part time è quasi sempre involontario...per questione culturale nostra...sapete com è ci piacerebbe arrivate a fine mese senza dover divider casa con 5 sconosciuti...

    In molti paesi essere sottoccupato è vista come condizione normale. Paesi come olanda con reddito alto per arrivare all est europa con redditi bassi sono paesi con una quantità di contratti a zero tutele e quindi senza un minimo di ore garantito da far spavento.
    In olanda se lavori 4 giorni a settimana non ti consideri sottoccupato. In italia si.

    Proprio perché fino a 10 anni eravamo abituati in altro modo.

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  28. Gentile dott.Bagnai,intanto la ringrazio per questo splendido articolo. Volevo chiederle se fosse possibile il link del sito da cui hai estrapolato i dati sule categorie u-4 u-5 u-6.

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