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domenica 27 agosto 2017

Dagli Appennini all'Atlante: propaganda, cambio e autorazzismo

Come sapete, uno dei temi portanti della mia ricerca, forse il più rilevante in chiave di riflessione politica, è l'indagine sulle cause dell'autorazzismo: quella porca rogna italiana di autodenigrarsi, autentico cancro che corrode la nostra capacità di elaborare strategie coerenti sia sul piano interno, che su quello internazionale. Ci ho scritto un libro (L'Italia può farcela), ne ho discusso qui con voi, a lungo, senza giungere a conclusioni definite. D'altra parte, un fenomeno così devastante non ci si può aspettare che abbia un'unica causa: più facile che abbia molte concause. Col passare del tempo, visto anche la particolare pervicacia dello schieramento progressista nell'aggredire indiscriminatamente gli italiani tout court (inclusa quindi quella maggioranza di lavoratori che i progressisti pretendono di tutelare), mi ero fatto un'idea su quale potesse essere la causa prevalente. L'Italia, va detto, è uno strano paese: il paese in cui una parte degli abitanti si gloria di aver vinto una guerra che in effetti il paese ha perso (sì, parlo della Seconda Guerra Mondiale). Ora, è chiaro che questa mitologia (oggi si dice "narraFFione") non può sostenersi che sulla asserita superiorità etnica dei vincitori rispetto al resto della popolazione, gli sconfitti. D'altra parte, i pretesi vincitori erano partiti bene, dando dei "mandolinisti" alla compagine nazionale. Come volete che finisse?

Questa spiegazione credo abbia una parte di verità, e ve lo dice uno nato e cresciuto nel mito della Resistenza (cioè della vittoria di una guerra persa).

Ora, immagino l'indignazione di molti: "Che bestemmia in cattedrale! Proprio quello che ci si può aspettare da un rossobruno fasciopopulista nazionalxenofoboleghista come Bagnai!" Eh, che ci vuoi fare: purtroppo noi qui siamo così. Tanto nazionalisti siamo, e tanto chiusi e provinciali, che noi, a differenza degli europeisti (quei personaggetti che in giro per l'Europa cercano gli spaghetti lamentandosi perché sono scotti...), un'idea di cosa accada nel resto del mondo ce l'abbiamo. Ve ne fornisco subito un esempio, regalatomi da "uno de passaggio", uno dei (troppo pochi) imprenditori fasconazionalxenofobichiusiallaglobalizzazione che ci frequentano e ci sostengono, e che ho recentemente incontrato in una delle sue rare apparizioni sul territorio nazionale (esporta in qualche decina di paesi dall'Ecuador alla Tailandia, e se li gira regolarmente tutti: lui, quando parla del resto del mondo, sa di cosa parla, a differenza dei gazzettieri...).

Di ritorno dal Marocco, "uno de passaggio" mi ha fornito una copia del locale Sole 24 Ore: in Marocco si chiama L'Economiste. Poche pagine che mi hanno aperto un mondo di riflessioni.



Parto da un giudizio complessivo: il giornale è scritto bene, in un eccellente francese, con una qualità, in termini di competenza e di argomentazioni, che qui da noi ci sogniamo (potrete apprezzarla anche voi fra breve). In questo senso, il livello della nostra stampa specializzata è decisamente inferiore a quello della corrispondente stampa marocchina: documentato, fattuale, ma anche esplicito nel fornire la propria legittima linea editoriale correttamente individuandola come tale, fra L'Economiste e i nostri quotidiani "economici" è impossibile non percepire un solco profondo, un differenziale culturale e antropologico che, ahimè, dobbiamo registrare a nostro svantaggio, o meglio: a svantaggio di chi qui pretende di informarci. Certo, per percepirlo bisogna sapere la lingua: bisogna, insomma, essere europei e non europeisti.

Questa è una grande differenza, ma... ci sono anche analogie!

Prendiamo ad esempio l'editoriale: "Aggiramento" (contournement). Nadia Salah (è parente?) commenta il parere delle organizzazioni multilaterali sull'economia marocchina. I loro rapporti, dice, sono delle autorevoli tabelle di marcia (ormai in italiano si dice roadmap), utili perché la Costituzione, che ha affidato ai partiti la maggiore responsabilità nella guida del paese, non si è ugualmente preoccupata di potenziare le loro competenze economiche:


Quindi, dice Nadia, le organizzazioni internazionali servono ad aggirare l'incapacità e le resistenze dei corpi intermedi (partiti e sindacati). "L'aggiramento, un tratto della cultura politica marocchina...".

Attacco alla Costituzione, elogio del vincolo esterno, autorazzismo... Tutto il mondo è paese, viene da dire. Non so se anche una parte dei marocchini pensi di aver vinto una guerra che il Marocco ha perso (non so nemmeno se il Marocco abbia perso una guerra). Mi è allora venuto in mente che forse l'autorazzismo, che troviamo anche a quelle latitudini, possa avere un motivo più semplice e più generale. Vedete? Lì, come qui, un giornale dei padroni attacca il popolo denigrandone la "cultura politica", allo scopo esplicito di delegittimare i sindacati e i partiti come "ignoranti", e di imporre soluzioni elaborate in un circuito "tecnico" sovranazionale, sottratto allo scrutinio democratico ma non indipendente da interessi e collusioni con le élite locali (quelle che pagano certa stampa).

Mi viene quindi da pensare che l'autorazzismo sia la norma nei sistemi più o meno "democratici", quelli in cui chi governa deve comunque, per mantenersi al potere, strizzare l'occhio alla maggioranza concedendole qualcosa. Questo qualcosa è sempre troppo per i pochi che controllano l'economia e quindi i media: ne consegue che i media sono istruiti ad attaccare la classe politica e ad addossare all'intera compagine nazionale la colpa di voler praticare il principio di autodeterminazione. Ovunque nel mondo lo scopo principale dei media è spiegare ai cittadini che questi non possono permettersi di esprimere un governo, perché non ne sono in grado, e che quindi non bisogna disturbare il manovratore sovranazionale.

Visto in questa ottica, rivedo la mia impressione (condivisa peraltro da Dominick Salvatore) sull'anomalo autorazzismo italiano. In effetti, in un mondo nel quale l'estetica della democrazia esige che la vittima voti il proprio carnefice, i media devono insufflare autorazzismo nei dominati, e l'autorazzismo diventa quindi la regola, non l'eccezione. Eccezione la fanno i paesi che ne sono (per ora) privi, come la Francia, e sono eccezioni spiegabili con il percorso storico di questi paesi: grandi potenze coloniali, che l'agenda la dettano (via bombardamenti, o ONG, o entrambi) e non la subiscono.

Riflessione che possiamo consolidare addentrandoci nelle pagine de L'Economiste, il quale riferisce degli esiti di una missione del Fmi. E chi è il misso dominico? Tal Nicolas Blancher. Che strano, vero? Con tutti gli indonesiani, i canadesi, i giapponesi, gli americani, gli ugandesi che hanno a disposizione, il Fmi a guida francese chi ti estrae dal cilindro per guidare una missione in un ex protettorato francese? Un samoiedo? Uno uiguro? No: un francese. Certo che il mondo della finanza è creativo solo quando si tratta di scaricare su di noi il rischio creato da lui. Nelle altre scelte è di un prevedibile, ma di un prevedibile...


Ora, sarete forse sorpresi (o forse no) di sapere che la questione dibattuta in Marocco è il passaggio del dirham a un regime di cambio flessibile. Sì, perché anche se non fa parte delle ex colonie francesi d'Africa (quelle cui venne e viene imposto il franco CFA, come sapete), in quanto (ex?) protettorato il Marocco ha avuto diritto al suo bell'aggancio valutario. Ovviamente, con l'euro, a una parità attorno agli 11 dirham per euro, come vedete qui:


il che significa, ovviamente, che rispetto al dollaro il dirham ha seguito le vicissitudini dell'euro, indipendentemente dal fatto che questo gli convenisse o meno (cosa sulla quale non mi soffermo).

Certo, ora qualcuno tanto contento non deve più esserlo (non so se a Washington, a Parigi o a Rabat), tant'è vero che si sta parlando di lasciar fluttuare il cambio. Più dell'analisi macroeconomica, mi interessa farvi vedere in che modo questa proposta viene presentata ai marocchini, e quali sono le conseguenze che il Fmi prevede.

Sul modo in cui la flessibilità viene proposta, è esplicito l'occhiello dell'articolo: "Lasciar evolvere il cambio più liberamente è segno di capacità di assorbire shock esterni e di stabilità".


Ecco: chi conosce il Pedante non avrà difficoltà a riconoscere in questo il modulo comunicativo del #chicelafa. Le decisioni del potere vengono presentate sempre e comunque ai sottoposti come sfida, come obiettivo che solo i migliori possono permettersi di raggiungere. Sarebbe divertente e istruttivo vedere come e perché a noi viene presentata come sfida, come prova iniziatica per assurgere al consesso dei grandi, il cambio rigido (sotto forma di moneta unica), mentre ai marocchini viene presentato esattamente negli stessi termini il cambio flessibile. Qui mi interessa solo sottolineare due cose: che la strategia comunicativa è sempre la stessa (e il suo simpatico corollario è che così il Fmi si porta avanti col lavoro in caso di fallimento: se poi non funziona, potrà dire ai marocchini che la colpa era loro, esattamente come ha fatto con i greci), e che applicata in contesti diversi questa strategia obbliga gli espertoni di turno a dire cose diametralmente opposte (da noi che la stabilità è un portato del cambio rigido, e in Marocco che la stabilità sarebbe assicurata dal cambio flessibile).

Quindi? Quindi le organizzazioni multilaterali tutto sono tranne che organismi tecnici. Sono, come le ONG, strumenti per imporre un'agenda politica maturata al di fuori di un processo democratico, agenda che trae la propria legittimità dalla denigrazione del popolo che deve subirla (osservate che bel lavoro di comunicazione stanno facendo Unicef, MSF, ecc.).

"Uno de passaggio" attirava la mia attenzione su questo passaggio esilarante. Il giornalista chiede al pretoriano del capitale finanziario: "Neno, scusa, dimme, noi se semo fumati 38 mijardi de riserve in du' mesi, e li prezzi de 'e materie prime stanno a cresce. Sei sicuro che sta flessibbilità se la potemio permette?"


E l'ineffabile espertone: "Certo, l'economia marocchina dipende fortemente dalle importazioni di petrolio e dalle fluttuazioni del prezzo del barile. La crescita dei prezzi nel 2012 e nel 2014 ha lasciato tracce nelle finanze pubbliche. Ma tipicamente sono shock di questo genere che una accresciuta flessibilità permetterebbe di assorbire meglio".

Come come come?

Cosa cosa cosa?

Prima mi fai il "materieprimista" come un Oscaretto qualsiasi, e poi cosa mi dici? Che se un paese dipende dalle materie prime, è la flessibilità, non la rigidità del cambio, che può proteggerlo?

Una logica, come sapete, c'è, ed è contenuta nella frase sibillina che chiude la risposta: "Prevediamo che le esportazioni continuino a diversificarsi". In altre parole, se le materie prime costano di più, quello che ti salva è guadagnare di più con le esportazioni (per poter saldare la bolletta energetica), non "pompare" il valore della tua moneta nel tentativo di pagare di meno il petrolio, distruggendo però il reddito delle tue imprese esportatrici (che col "dirhamone" forte smetterebbero di esportare).

Resta da capire come mai questa ricetta il Fmi vada a proporla a un paese la cui base industriale deve ancora diversificarsi, e non la propone a un paese come il nostro, che ha già una base industriale diversificata. Io un'idea del perché lo faccia ce l'ho, e ce l'avete anche voi. Oggi ci siamo piacevolmente intrattenuti sul come fa a farcelo accettare: con la complicità dei media che preferiscono fallire piuttosto che smettere di inondarci di fango.

Concludo con un grande classico del giornalismo (e di quel covo di influencer privi di responsabilità politica e fiscale che è l'OCSE): acoruzzzzione! Riferendo del rapporto dell'OCSE, L'Economiste ci informa che se la crescita è solo (!) al 4%, anziché al 7% che sarebbe necessario lì (come qui) per rianimare l'occupazione, la colpa di che cosa è?


Ma è ovvio: della corruzione!

Io ne ho anche abbastanza di questi tetri Eichman che mentre ti impongono le loro ricette quasi sempre sbagliate invariantemente ti insultano per sottrarsi preventivamente alle responsabilità dei loro prevedibili fallimenti.

E voi?

Ecco, se ne avete abbastanza, sappiate che non potete fare molto, ma qualcosa sì: una piccola cosa che potreste e dovreste fare è votare questo sito come miglior sito politico-d'opinione ai Macchia Nera Award 2017 (seguendo bene le istruzioni), per il semplice motivo che quello che trovate qui, non lo trovate da nessuna altra parte, e che questo semplice gesto può portare qui altre persone...

59 commenti:

  1. Il voto? Fatto la settimana scorsa. Alla fine occorrono solo 5 minuti di pazienza.

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  2. Parlando con amici kenyani circa alcune "disfunzionalità" del paese, rispetto ad altri limitrofi, questi mi dissero:
    -Eh, ma in kenya c'è molta più corruzione.-
    -Scusate,- dissi loro -Non vorrete dirmi che ce n'è più che in Uganda o in Tanzania?-
    - No, qui ce n'è molta di più- mi risposero
    -Be'- conclusi - dicono la stessa cosa anche in Italia-

    Credo che, la "coruzzione percepita", sia una sorta di vincolo esterno psichico per evitare di svolgere il proprio ruolo civico, senza patire sensi di colpa

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    1. "Credo che, la "coruzzione percepita", sia una sorta di vincolo esterno psichico per evitare di svolgere il proprio ruolo civico, senza patire sensi di colpa"

      Lo credo anch' io. Mi preme però anche rilevare la radice di questo dispositivo psichico. Credo altresì, come Mauro Scardovelli, che il narcisismo costituisca quella radice, la radice del male, la ricerca della quale anima la riflessione dell' autore di goofynomics fin dall' inizio di questo faticoso percorso umano, che abbiamo e stiamo svolgendo qui, con la guida di Alberto.

      Non a caso nel link che posto in calce (che invito a leggere completamente, nonostante alcuni passaggi, irrilevanti nell' economia del discorso, possano apparire superficiali ad espertoni di passaggio), chiunque frequenti goofynomics da un po' di tempo troverà numerose e profonde corrispondenze tra le riflessioni di Alberto Bagnai e quelle di Mauro Scardovelli: lo conobbi quando qualche anno fa su twitter qualcuno segnalò una sua conferenza nella quale citava il lavoro di Alberto ed altri affermando: sono giurista, formatore, ricercatore universitario, ho sessant' anni ed ho capito solo ora che del mondo, fino ad oggi, non sapevo niente.

      Ho avuto la solita mia reazione in questi casi: "ma questo chi diavolo è?"...

      Anatomia del narcisismo di Mauro Scardovelli

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    2. La corruzione è un argomento di persuasione facilmente spendibile per i seg. motivi:
      1) la corruzione esiste ovunque;
      2) suscita sdegno (morale) e talvolta anche invidia;
      3) evita di prendere in esame altre cause dei problemi economici e/o di natura politica;
      Detto in altri termini è un tema di facile e universale comprensione che elude l'uso della razionalità.

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  3. Il delirio autorazzista si sta portando via anche l'Università italiana. Dopo le simpatiche esternazioni di Cantone (non metto link, sono state riportate ovunque ed è meglio dimenticarle), guardate la magica ricetta per far funzionare davvero i dottorati in Italia.
    Delle 10 proposte, quella veramente illuminante è la numero 9, in cui l'autore ci informa di quale sia il vero problema, la piaga che affligge l'università italiana (ovviamente dopo il traffico!): "L’università italiana è piagata da un gravissimo stato di corruzione morale". Ma, per fortuna, lui oltre al problema conosce anche la soluzione: "È imperativo, per quanto umiliante, affidare la ristrutturazione del personale della nostra accademia a un paese virtuoso, straniero e amico".
    Per fortuna il lungimirante docente, onde evitare il rischio di brutte sorprese (si sa, anche gli stranieri virtuosi a volte possono essere un po' birichini), specifica che il paese deve essere "amico". Quale sia questo paese campione di virtù non è dato sapere, ma immagino siano gli Stati Uniti, dove il nostro "amico" docente si trova tanto bene e dai quali vorrebbe importare anche il sistema dei prestiti bancari per gli studenti ...

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    1. Ma poverino! Cosa vuoi che ne sappia! Fa il filologo classico, specializzato in Plauto! In America, per di più, cioè in un posto dove se sai chi è Plauto non devi aver letto Tucidide. Per questo il nostro riformatore da commedia blatera di paesi amici. Potresti dirgli "homo homini lupus", e forse ti capirebbe (se ha tradotto la sua commedia)...

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    2. Ci mancavano i badanti del sistema accademico. Ma non abbiamo già ANVUR?

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    3. Questa è un'altra di quelle contraddizioni in termini del piddino che non vale nemmeno la pena commentare o, peggio, confutare: la nostra scuola fa schifo, dagli asili alle università; quella che vale sta all'estero... ma i nostri laureati all'estero se li prendono. Anche ad insegnare. Nelle università dell'estero.
      Fa ridere già solo così.

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    4. È però onesto, proponendo la soluzione per le situazioni complesse che meglio conosce: virtuoso, straniero, amico... il deus ex machina.

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    5. Avevo letto l'articolo, pensavo fosse uno scherzo. Una delle cose più assurde che abbia mai letto. Mi sa che anche il fq verrà bandito dalla cronologia futura del mio browser...

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    6. Pazzesco l'odio che stanno seminando contro l'università

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  4. OT
    Quest'anno le nomination per i macchianera awards nelle categorie politico-divulgative sono inguardabili... giusto goofy... per il resto è stato evitare di votare schifezze, pure con difficoltà, vista l'enorme quantità.

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    1. Hanno fatto il giochino di metterci gli uni contro gli altri.

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  5. Caro Prof,
    Proprio stamani leggevo questo post (http://gnosienoesi.blogspot.it/2017/08/eric-voegelin-e-la-lotta-al-terrorismo.html?m=) e del quale questo passaggio mi ha colpito:
    "Secondo Voegelin, una società sana è quella in cui c'è una tensione costante tra i due poli, il potere e lo spirito, l'immanenza (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Immanenza) e la trascendenza (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Trascendenza), la “gnosi” e la “noesi”.

    Nello specifico:
    "I seguaci della società aperta, in quanto gnostici che vivono in un sogno basato sulla sistematica negazione della realtà, non possono capirlo e non possono cambiare, come dimostrano in Italia tanti esponenti della sinistra. Tuttavia comprendono perfettamente che è in corso una guerra simbolica che deciderà anche la loro sopravvivenza politica, per cui sono pronti a fare di tutto per mettere a tacere coloro che al sogno del politicamente corretto oppongono i fatti della realtà."

    Quei seguaci, che guarda caso, "dialogano" attivamente - dettandone i contenuti - ad una certa stampa.

    In quest'ottica (perché lo scopo è sempre quello di mantenere il potere di pochi a discapito dei più), il concetto di autorazzismo con il quale ci bombardano assume una valenza razionale: io (èlite), più sarò in grado di farti credere (popolo) che non vali niente, meglio accetterai le soluzioni che io ti proporrò (imporrò).

    Ovviamente, che tali soluzioni non saranno mai a mio (èlite) discapito, è un elemento irrilevante da sottolineare.

    Non stupisce, allora, che a parità di argomento economico (il cambio, ad esempio), gli elementi fattuali forniti da La scienza vengano allegramente sostituiti da Lascienza, e senza che quest'ultima si premunisca di fornirci gli strumenti per rendercene conto, privandoci (con la complicità dai mezzi di informazione) degli strumenti per poter esprimere un'opinione critica.
    Ed in questo modo si potrà affermare tutto (il cambio fisso ci salverà), ed esattamente il suo contrario (la flessibilità del cambio ci salverà).

    A fronte di tutto ciò, prof, non so gli altri ma io concordo con lei: ne ho abbastanza. E sono stanca di questo assoluto disprezzo che una certa classe dominante quotidianamente mi riserva trattandomi come un'idiota.

    Votarla ai Macchia Nera Award 2017 (seguendo bene le istruzioni) diventa quindi indispensabile per la mia (nostra) sopravvivenza. Ed ancora grazie.

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  6. .Sulla Resistenza c'è da scandalizzarsi per il suo tradimento proprio da parte dei partiti che l' avevano promossa ,tradimento avvenuto aderendo al suo sostanziale svuotamento come descritto da Caracciolo in "La Costituzione nella palude" Io ho visto negli anni 70,l'inizio di questo processo d' abbandono della tutela del Lavoro con Berliguer che considerava la lotta all' inflazione e non quella per l' occupazione il primo impegno del Partito ,non ascoltando le critiche del più importante economista italiano dell' epoca Federico Caffè .Qui riporto un articolo apparso su “Il Manifesto”, 7 dicembre 1978e inserito nel volume
    Federico Caffè, La solitudine del riformista. A cura di Nicola Acocella e Maurizio Franzini.
    Bollati Boringhieri, Torino 2008, pp. 129-131.http://gondrano.blogspot.it/2012/09/la-vera-emergenza-non-e-il-populismo-ma.html

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    1. l'articolo citato di Caffè sembra scritto oggi

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  7. Sempre dal volume
    Federico Caffè, La solitudine del riformista. A cura di Nicola Acocella e Maurizio Franzini.
    Bollati Boringhieri, Torino 2008, pp. 138-139.“L’Espresso”, 11 aprile 1982.http://gondrano.blogspot.it/2013/07/processo-berlinguer.html

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    1. E pubblicavano Caffè su L'Espresso!
      Nel 1982 quando Berlinguer aveva già completato da tempo la grande svolta, benedetta da Scalfari e celebrata ogni anno in varie ricorrenze.
      Piano piano, lentamente, un passetto alla volta e siamo qui.
      Comunque il tema "corruzione", che ha accompagnato L'Espresso fin dall'origine, è veramente un filo conduttore attendibile.

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  8. Ho votato, con convinzione gratitudine e orgoglio.

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  9. Ogni persona, ogni popolo, ha un tasto per essere comandato.

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  10. Il vero volto dell'autorazzismo è il classismo. La Treccani articola in due definizioni questa voce. La prima, compilata da un masticatore del marxismo senza denti, è inutilizzabile. La seconda, più asettica, coglie gli aspetti essenziali del fenomeno e lo definisce come la tendenza, l'indirizzo o il comportamento attribuibile a persone, gruppi o istituti che favoriscono una classe (di solito quella dominante) a spese delle altre classi d’una società; in senso più generico, intransigente difesa degli interessi della classe cui si appartiene. Una definizione rigorosa alla quale, per darle una maggiore capacità di inquadramento, si potrebbe aggiungere che in questa difesa si adoperano non solo coloro che appartengono a questa classe, ma anche, e sono i più, coloro che a questa classe desiderano, bramano, aspirano, sognano di appartenere.
    In questa prospettiva, che equipara autorazzismo e classismo, si spiega come l'autorazzismo si manifesti ovunque. Infatti, ovunque si stanno ridefinendo le relazioni di classe, le quali, se hanno un sostrato economico, hanno nondimeno riflessi culturali e politici.
    Clinton: "basket of deplorables";
    Hollande: "sans dents";
    The Guardian: "Poorer voters' worries on immigration fuelled Brexit vote...".

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    1. Concordo con te è discriminazione di classe. Sostanzialmente i voti "populisti" per i merdia sono degli operai,dei vecchietti poveri o giovani poco alfabetizzati. Non c'è dubbio odiano chi semplicemente è di classi umili e da fastidio che abbia il voto. Strano che non lo dicano per la mafia o chi delinque, e comunque è sbagliato il voto è di tutti universale

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  11. Votare ho votato, ma basta? Grande è la tristezza che viene dopo la lettura, milioni di persone come pecore inconsapevoli. Ma non è stato forse sempre così? Viviamo l'ennesimo giro e ci eravamo illusi che si fosse alla svolta epocale. Amen. Quanto vorrei credere che si possa fare qualcosa. Grazie al Professore, meglio comunque essere consapevoli.

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  12. Dotto' ogni volta mi fa venire il dubbio di non averlo già fatto, ma temo di aver votato almeno 3 volte. Se ne accorgeranno?

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  13. Votato. E in attesa di stravincere mi sono portato avanti per quando annulleranno la categoria votando goofynomics come miglior sito lgbt.

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    1. Mi sa che c'è un equivoco, anzi: due. Io non sono ancora pronto per la categoria lgbtfjydvitgv (confido che l'acronimo si allunghi ancora), e soprattutto non sono (giustamente) stato nominato in quella categoria, quindi non puoi avermi votato. Potresti avermi nominato (a suo tempo, o oggi) ma non puoi tecnicamente avermi votato (perché è impossibile votarmi in una categoria in cui non sono stato nominato) e quindi non mi hai votato.

      Tranquillo: anche l'euro è un tema semplice, e anche di quello molti avevano capito poco. Basta sapere come regolarsi quando ti dicono che hai toppato...

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    2. Giusta precisazione al commento frettoloso. Rettifico. Votato come miglio sito politico d'opinione. A suo tempo nominato come miglior sito lgbt.

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  14. Invidio i marocchini loro infatti hanno il guinzaglio più sciolto:di tanto in tanto viene da loro una missione dell' FMI, noi abbiamo invece direttamente un pretoriano dell' Fmi e Ocse come ministro dell' economia e finanze.La cosa peggiore dell' autorazzismo ,in italia ,è il tentativo da parte delle classi dirigenti di attribuire il loro peggior difetto alle classi subalterne :l' incapacità di essere all' altezza del proprio ruolo.Da sempre nei 156 anni d' unità nazionale abbiamo avuto la subalternità della classe dirigente a quelle delle nazioni egemoni e questo vivere alla giornata all' ombra del potente di turno.Tutto ciò a discapito dell' interesse del Popolo che una classe dirigente a giustificazione del proprio ruolo ha l'onere di tutelare .L'episodio più esemplificativo di quanto affermo accade 74 anni fa con l'0tto Settembre ,preceduto e seguito da migliaia di altri esempi

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  15. Confermo che anche qui in Perù i giornali titolano ogni giorno sulla corruzione e, per convincere di più, la maggior parte degli ex presidenti sono in carcere. La gente è convinta che ogni appalto pubblico finisca al 50% in tasca all'alcalde...
    In più la banca centrale è indipendente per costituzione e ha l'obiettivo di mantenere l'inflazione tra l'1 e il 3%.
    Hanno anche un trattato di libero commercio con il Cile che, guarda caso, è proprietario di una delle principali aziende di fornitura elettrica...
    E in Brasile, poco dopo l'impeachment di dilma ... "L'inflazione è tornata sotto controllo [nessun nesso logico] la disoccupazione è raddoppiata..."

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  16. Bel post, grazie professore!
    Ho votato con piacere!

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  17. FMI imperversa anche in Repubblica Dominicana, qui pero' l'autorazzimo e' agli inizi "siamo tutti corrotti" comincia a girare ma da poco tempo.
    Paginone pubblicato a pagamento su tutti i giornali:
    http://www.laverdad.com.do/economicas/2017/08/23/la-economia-dominicana-en-el-contexto-del-informe-del-articulo-iv-del-fmi/
    Si noti:
    " que el equipo técnico del FMI realizó su diagnóstico en febrero de 2017, lo que ha llevado al BCRD a modificar su postura de política monetaria."
    ......omissis......
    "Estas decisiones deberán permitir una dinamización del consumo y la inversión a través de una aceleración en la canalización de los préstamos al sector privado."
    Da cui poi si ricavano le raccomandazioni di un certo Henri Hebrard riportate come intervista.
    https://www.diariolibre.com/economia/advierten-que-solo-un-pacto-fiscal-mejorara-tributacion-IE7996129
    Dove dice:
    “La posición del fondo es muy clara y tajante en cuanto a la necesidad de un ajuste fiscal y de una transformación fiscal. Es un ajuste que se logra si se hace una transformación fiscal y cuando digo fiscal tiene que ver con la parte de los ingresos y la base de gastos. De hecho, la magnitud del ajuste fiscal recomendado por el FMI se distribuye 60% del lado de los ingresos, pero 40% del lado de los gastos”, expresó el experto.
    Conosco bene questo paese e vi assicuro che cresce bene e migliora da circa 10 anni .
    Molto per merito di questo signore qui:
    https://www.bancentral.gov.do/institucional/funcionarios/hector_valdez_albizu.html
    Il debito pubblico e' BBB al 70% del PIL .
    Tutte le informazioni qui:
    https://www.bancentral.gov.do/

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  18. Il riduzionismo a 'fascista' ed ovviamente 'nazista' (noto che i termini si utilizzano ormai in sinonimia) è ormai prassi talmente consolidata da meritare a mio parere un minimo di indagine; mai si vorrebbe infatti che dietro un'apparente abitudine frutto della bovina ripetizione dello stesso meme, si nascondesse del metodo.

    Partiamo dall'ovvio: oggi non esiste nessun partito di dichiarata ispirazione nazifascista sul territorio italiano. Neanche le nicchie di ultradestra estrema, pur magari riaffacciando un simbolo o qualche allusione (nel tentativo verosimile di catturare qualche voto nostalgico più che di rifondare effettivamente Latina), si rifanno pubblicamente al fascismo in quanto tale, figuriamoci al nazismo. Il perché, come spesso accade, è tutto sommato semplice: il paesaggio storico europeo (e mondiale) è radicalmente mutato, c'è stata nel mezzo una guerra mondiale dalla quale siamo usciti sconfitti e che ha permesso ai vincitori, complice l'inedita possibilità tecnologica dei media di divenire davvero 'mainstream', una damnatio memoriae senza precedenti, nelle quale narrativa gli Stati sopraffatti (non tutti: il Giappone di Hirohito ad esempio non subì la stessa sorte) sarebbero stati guidati dal Male assoluto.

    Un giudizio talmente senza appello, ripetuto in modo così frenetico ed ossessivo a qualunque livello immaginabile di propaganda per 70 anni, da rendere un qualsiasi approccio 'fascista' o 'nazista' alla politica fallimentare sotto moltissimi punti di vista (qui a noi interessa solo quello elettorale, ma cito en passant che esiste la legge Scelba). Quindi logicamente nessuno lo ha perseguito.

    Ma quindi come si colloca esattamente questo problema fascionazista odierno di cui strillano i media?

    Personalmente ho una teoria, se qualcuno fosse interessato approfondisco.

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    1. Occorre con calma collezionare alcuni indizi.

      Gli italiani, negli ultimi anni, sono stati oggetto di provocazioni tali da rendere, se non giustificata, comprensibile a livello logico praticamente qualsiasi reazione. Masse di italiani disoccupati, creati artificialmente tramite un aggancio valutario criminale e conseguenti politiche di austerità, vengono quotidianamente sottoposte all'umiliazione di vedere alloctoni ben pasciuti e ben remunerati, con i soldi che lo stato espianta dai loro equilibri famigliari precarissimi, lamentarsi per il wifi con solo tre tacche durante il cazzeggio quotidiano al parco. Mogli, figlie e sorelle aggredite non trovano giustizia, gli aggressori subito liberi, le vittime con ferite spesso non rimarginabili, le motivazioni del rilascio tanto fantasiose quanto provocatorie.

      La sana e naturale reazione di rabbia, segno solo di una mente sana e null'altro, viene sottilmente esacerbata da tutta una variopinta serie di personaggi impresentabili oggi assurti da una mano sempre meno invisibile alle alte cariche dello stato, della "kultura" e dei media, che testano la loro pazienza con dichiarazioni molto oltre l'offensivo; nel contempo togliendo qualunque valvola di sfogo, dalla manifestazione di opposizione (vedi Goro) all'insulto via web.

      Analizzando con una certa cura le dichiarazioni di questo variopinto carrozzone di provocatori balzano agli occhi due denominatori comuni:

      - tutto deve essere accettato dal popolo italiano, che è erede di varie colpe congenite e insite nel suo essere italiano; e a questo destino

      - non si puo' controbattere senza essere, appunto, etichettati come fascio-nazisti.

      Nell'apparente politically correct di questo ultimo punto viene sottilmente suggerita la soluzione desiderata: tu, italiano oppresso, vuoi ribellarti? Bene, l'unico modo è quello di divenire un fascista o un nazista. Questo sembra essere il risultato atteso e cercato dal mainstream. Un risultato antistorico che suggerisco di allontanare rapidamente dal nostro desco perché si presta in modo troppo facile a repentine azioni di repulisti selettivo.*

      Per questo motivo suggerisco caldamente a chi si occupa di informare gli italiani, invece di disinformarli come fa il mainstream, di desistere da questa retorica del fascismo e del nazismo. Anche se la si usa per indicare un nemico politico attuale nel tentativo di screditarlo agli occhi dell'opinione pubblica, stiamo in realtà facendo il gioco del nemico. Il PD non è fascista, il PD è il PD, il suo aggettivo è "piddino" (nel senso proprio), non "fascista", ed è un fenomeno che va trattato per quello che è: spedito per via elettorale al più presto nella rumenta della storia. Giocare con le stesse parole (non adatte peraltro!) con cui il mainstream sta giocando significa addentrarsi su un terreno scivolosissimo nel quale non possiamo che fare un favore alla distribuzione di un meme di cui il mainstream ha l'assoluto e preponderante copyright di gestione e manipolazione.

      Federico

      *per gli intelligenti all'ascolto: so benissimo che esiste un conflitto tuttora insanato tra identitari e globalisti, nei quali questi ultimi stanno vincendo, perlomeno sul panorama europeo. Qui mi preme però sottolineare un altro punto.

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    2. Sinceramente non mi spingerei ad ipotizzare una "sottile strategia" finalizzata a spingere verso ideologie di massa cui manca, oggi, un contesto. Questo se ho capito correttamente il tuo commento.
      Mi basta la vecchia affermazione del Prof. che "le politiche di destra avvantaggiano la destra" unita al fatto che in una fase pre-elettorale (e ci siamo) è utile additare un nemico minacciosissimo e inaccettabile per compattare un elettorato che si dissolve e avere una scusa per controllare l'informazione (in rete, perché i media sono saldamente presidiati).
      È una vecchia strategia: si grida al lupo e si lavora di provocatori finché qualcuno morde, poi lo si guida sapientemente ad azzannare gli obiettivi desiderati.

      Sull'uso del termine "fascista", visto che qualche volonteroso pontifica su twitter che "Popolo è concetto fascista", trovo molto corrette le analisi già svolte su questo blog sull'affinità tra molti provvedimenti targati PD, dal cambio fisso in avanti, a quelli del PNF nel ventennio.

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    3. Riguardo alle motivazioni, potrebbe ovviamente anche essere come dice. La mia è un'ipotesi dettata dall'istinto, ma siccome l'istinto altro non è che una elaborazione interiorizzata a livello profondo di segnali raccolti dai sensi (è quello ad esempio che mi ha portato, tra le tante cose utili suggeritemi nella vita, a cercare questo blog), tendo a dargli un certo rispetto, considerato anche che nella vita quello che non serve viene filtrato dalla selezione naturale. Certo, poi va filtrato dal dato razionale, altrimenti diventa una piddinata.

      Cosa ci dice il dato razionale? Vediamo ad esempio negli US che sta succedendo. Negli US è in atto una vera e propria rivoluzione colorata, in questo caso di nero, che ha apparentemente tra i suoi scopi di breve periodo quello di mettere all'angolo Trump. Facciamo la spunta:

      -  retorica del "fascismo" "nazismo" e "razzismo" --> presente

      - costante provocazione di una parte dei cittadini (cito un esempio tra i moltissimi, scusandomi per il link non in ipertesto https://www.leoweekly.com/2017/08/white-people/) --> presente

      - ricerca dell'evento tragico (fino al false flag) per ulteriormente demonizzare i "fascisti bianchi" --> presente

      Non sottovaluterei questi sassolini. In Italia la situazione non è poi tanto diversa, ormai la base di persone da utilizzare per scopi simili è stata brillantemente importata; le provocazioni trasmesse dai media si sprecano; immagini cosa potrebbe succedere quando gli italiani dovessero votare un governo meno servo.

      Sul discorso delle somiglianza di politiche tra PD e fascismo non mi addentro; sottolineo solo che le epoche e i contesti sono completamente diversi. Personalmente noto molte più somiglianze con altre politiche "rivoluzionarie" (leggi: di accentramento del potere in una cerchia di non eletti) pilotate da forze sovranazionali, ma ripeto non voglio addentrarmi qui. Quello che mi preme è di evitare di dare munizioni al nemico usando, seppur in contesti diversi, narrative di cui ora si è appropriato. Esistono delle parole corrette per rappresentare il fenomeno, usiamo quelle.

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  19. L'autorazzismo non esiste; esiste invece la perdurante negazione della capacità degli italiani ad esprimersi sulle questione fondamentali che li riguardano. In Italia questo è anche sancito dalla Costituzione che all'articolo 75 prevede il divieto di referendum nelle materie fondamentali di Fisco, Bilancio, Trattati Internazionali.
    E' la logica conseguenza di una visione elitaria di esercizio del potere il cui strumento è un apparato statuale che deve illudere i propri cittadini di avere spazi d'opinione e d'azione adeguati per prendere un'autonoma posizione a tutela dei propri interessi. Il tutto si traduce nella pantomima delle discussioni parlamentari e nella rappresentazione delle elezioni democratiche.
    Nulla può nuocere di più ad un tale sistema di dominio, il desiderio di coloro che vogliono comprenderlo.
    I Media di Regime fanno quindi il loro utile lavoro di occultamento mentre Blog come il Suo operano in senso inverso: svelano i fatti e favoriscono quella disillusione che è la condizione essenziale per penetrare il significato degli eventi.
    E' nell'essere incomprensibile che il Potere favorisce sè stesso.
    Un Grazie per Sempre Professore per averci svelato che l'Unione Monetaria Europea è funzionale ad un progetto politico di deflazione salariale e di smantellamento della classe media via politiche fiscali di austerità. Solo così l'apparato statuale italiano poteva mascherare le proprie responsabilità nella distruzione della ricchezza nazionale. L'inserimento in Costituzione del vincolo del pareggio di Bilancio sancisce la definitiva transizione verso politiche economiche di tipo deflattivo e l'abbandono di qualsivoglia strategia di solidarietà sociale.

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    1. Caro Josef, mi dispiace ma devo dissentire. l'autorazzismo esiste, eccome! Specialmente quello indotto. In merito ai referendum, non credo che possa cambiare di molto la situazione il fatto di votare sulla qualunque. Il popolo non necessariamente deve essere preparato su tutto altrimenti diamo ragione ai pezzenti che hanno accusato i risparmiatori di non avere un master in tecnica finanziaria nei casi dei crack bancari. Il problema è che manca il confronto ed esiste solo il pensiero unico. La gestione del potere è sempre elitaria e deve esserelo. Dipende dalle elites che ci sono.

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  20. Buonasera Prof.,
    leggendo questo "Ovunque nel mondo lo scopo principale dei media è spiegare ai cittadini che questi non possono permettersi di esprimere un governo, perché non ne sono in grado..." mi sono ricordato che Mario Monti in diverse occasioni durante le interviste esprimeva lo stesso concetto.
    Come stiamo messi male...

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  21. Bello leggere questo post l'ultima sera di vacanza proprio in Marocco, grazie!

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  22. Buongiorno Prof. Bagnai,
    molto interessante.
    Ci aiuta a non dare mai nulla per scontato.
    Su questa linea, dia una scorsa a questo articolo https://www.technologyreview.com/s/608707/the-myth-of-the-skills-gap/
    Vi ho trovato elementi di riflessione.
    Cordiali saluti

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  23. Articolo di un coraggio e di una onestà intellettuale ammirevole, non posso che complimentarmi.
    Riguardo all'autorazzismo italiano, aggiungo tristemente che spesso fa leva sulle giovani generazioni, che ho sentito più volte dire "Come facciamo noi italiani a governarci senza l'Europa".
    Quando sento tali affermazioni posso solo replicare dicendo che chi invoca un Padrone esterno non fa altro che richiedere lo status di schiavo per sé e i suoi cari, o di subalterno detto in altre parole.
    Mi piace ricordare alle giovani generazioni che qualche tempo fa i nostri antenati costruirono un Impero, senza aver bisogno di supervisori europei, e impippandosene pure della corruzione (che non mancava).
    Come disse il condottiero Marco Furio Camillo di fronte a Brenno: Non con l'oro, ma con il ferro si salva Roma!

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  24. Mi spiace di avere curiosità per questioni che probabilmente sono inezie (certamente lo sono rispetto alla piaga dell'autorazzismo che vista l'analogia proposta in questo post mi verrebbe anche di chiamare autocolonialismo). L'inezia che mi ha incuriosito è il grafico di mad/usd e mad/eur: le due curve hanno un'aria un po' (detto grossolanamente) speculare che non mi so spiegare.

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  25. È strano come non è stato ancora preso in esame quel grandissimo mezzo di comunicazione di massa che è il cinema
    I danni che ha fatto la stampa nel denigrare il carattere degli italiani
    non è che una collinetta a confronto del Himalaya cinematografico . A parte il periodo del neorealismo dagli anni 1950 in poi è tutto un dipingere il popolo come Brutto Sporco e Cattivo , che come ricorderete è anche il titolo di un film di Manfredi . Poi i film
    che trattavano di mafia con il messaggio subliminale ( mica tanto nascosto ) che siamo in popolo di mafiosi e che ce semi magnati tutto.
    Metti poi lo stile Vanzina- De Sica con
    uomini che sono più femmine delle femmine . Che immagine si possono fare gli Italiani di se stessi . E che immagine di noi si possono fare gli stranieri ? Da notare che il neo realismo cinematografico e stato stoppato sul nascere dagli USA ,al contrario degli altri . Eppure il
    Puzzone aveva sentenziato che " Il cinema è l' arma più forte " Strano molto strano questa dimenticanza . AQ

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    1. Il padrino e I Soprano sono due esempi di autorazzismo.

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  26. Innanzitutto vorrei esprimere la mia solidarietà per quanto accaduto con Malagutti... non sono riuscito a farlo prima ma son ci son rimasto basito e, se ci fosse ancora opportunità di fare una colletta qui, sono più che disponibile a dare il mio contributo...

    Detto ciò, ancora grazie... sapere che tutto mondo è paese ci lascia un pochino meno soli, anche se si rimane purtroppo tanto incazzati...

    Leggo con piacere - lo so che è già stato detto in mille salse qui e altrove, ma repetita iuvant, o no? - che nasce e muore nelle stanze buie di Roma e dintorni la solita proposta degli Euristi per caso... ce la riporta Dagospia la notizia... praticamente i guitti - visto che come dice giustamente Alberto non si capisce perchè il FMI dica qui che il cambio fisso è meglio, mentre in Marocco predica che "più flessibilità, più meglio" - dopo anni che ci sfracellano i maroni sui "trattati, su italiani traditori dei tedeschi durante WWII, su BC meglio indipendente perchè altrimenti i politici corrotti coi soldi vanno a fare la spesa" cosa vorrebbero fare?
    Dico, cosa vorrebbero fare? "A palazzo Chigi raccontano che la Cassa depositi e prestiti aveva abbozzato, negli scorsi mesi, un piano per acquistare direttamente titoli di Stato"... cioè far fare alla CdP quello che faceva la BdI fino agli anni '70. Non sanno più che pesci pigliare... mentre L'Aquila, Amatrice ed ora Ischia rimarranno con le macerie per anni... questa è la classe dirigente italian-europeista odierna... che tristezza...

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    1. In Germania, la locale CdP, ovvero KFW ha debiti pari a circa 500 MLD e questo debito non rientra nel debito pubblico tedesco e compra anche titoli di stato che ovviamente contribuiscono a tenere basso il livello dei tassi sul loro debito. I debiti della nostra CdP, pari a circa 350 MLD (soldi che deve restituire), invece, rientrano nel debito pubblico italiano e ovviamente non può acquistare titoli sul primario dato che il debito italico è sotto stretta osservazione da parte europea.

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    2. Ciao Alberto49, si si la Kfw la conosciamo bene! ;)

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    3. Ciao caro Flavio. Vincolo esterno per noi e gioco facile per loro; quando ci rifilarono il dream-euro non si poteva prevedere tutto!

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  27. Un post illuminante, sin nel suo incipit relativo al nesso "autorazzismo-sconfitta nella seconda guerra mondiale". Era da tempo che speravo toccasse questo tema, secondo me fondamentale. Se il fatto di aver perso la guerra e l'esserci trovati tra gli sconfitti, con la inevitabile conseguenza di dover subire passivamente le decisioni dei vincitori, assurgesse a categoria interpretativa attraverso la quale analizzare la storia recente d'Italia, verrebbe fuori un quadro di essa ben diverso da quello che impariamo sui libri di scuola...Interessantissimo poi il discorso su come gli stessi organismi internazionali proprongano strategie diametralmente opposte a seconda dei paesi coinvolti, senza rendersi conto (o celandolo abilmente) della contraddizione insita in un simile modo di procedere.

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  28. L'odio fomentato contro l'università italiana è così pazzesco che giunge all'auspicamento della sua distruzione. Non riesco a crederci. Mi fa paura.

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  29. Io ne ho anche abbastanza di questi tetri Eichman che mentre ti impongono le loro ricette quasi sempre sbagliate invariantemente ti insultano per sottrarsi preventivamente alle responsabilità dei loro prevedibili fallimenti.

    Si, è effettivamente il problema socio-economico-politico più acuto anche per il sottoscritto ed è anche diventato un problema psicologico pesante; stasera mentre rileggevo la tua frase stavo guardando le immagini del meeting di Parigi e sentivo tutto il peso della ormai definitiva e di basso profilo (da parte nostra), cessione di sovranità.
    Una domanda banale; ma le cose che stanno tentando di proporre sui migranti, non erano le stesse che proponeva Salvini e che quando le proponeva lui non si potevano fare?

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  30. “ Dagli Appennini all'Atlante: propaganda, cambio e autorazzismo “

    (1 di 2)


    Direi che il titolo del post è un iper-sunto del post (e dei commenti) qui sotto, di qualche tempo fa:

    http://goofynomics.blogspot.it/2016/01/contributo-alla-storia-finanziaria-dell.html

    In fondo le -sacre- basi della macroeconomia, per chi serba in sè un minimo straccio di onestà intellettuale e sappia eseguire 2+2=4, non sono affatto difficili da comprendere. Tanto più, si suppone che chi è designato alla guida di uno Stato debba possedere un minimo di capacità logiche ed aver almeno concluso le scuole dell’obbligo.

    Ma, se ciò non fosse sufficiente, basterebbe osservare Madre Natura per comprendere che:

    “Pesce grande non si dedica al nutrimento del pesce piccolo per poi farsi infine da quest’ultimo divorare. Pesce grande mangia subito pesce piccolo. Punto”.

    E qui non entrerebbe in gioco “mì bisnonno” che, con la terza elementare e con le mani callose del saggio agricoltore, sebbene in forme meno erudite e anche al limite del volgare :D, esprime serenamente e limpidamente gli stessi concetti. Mi esimo dal riportarle ;)

    La macroeconomia spiega moltissimo, ma temo abbia qualche lacuna in termini rapporti con l’ antropologia. O meglio, più che la macroeconomia, i suoi interpreti liberali (o liberisti che dir si voglia) hanno qualche problemuccio intellettuale con la natura umana…
    Ormai, prima ancora che economica, quella che viviamo in questa epoca è principalmente una CRISI ANTROPOLOGICA. Crisi che inizia dall’autorazzismo e finisce con lo sposarsi con il proprio cane, che nel frattempo sarà lui diventato LGBTSXDFMV.

    Se queste due discipline ormai mature camminassero insieme, nessuno parlerebbe di “risorse umane” , di “mobilità del lavoro” , bensì del sacrosanto ed ancestrale principio antropologico del legame delle popolazioni con il proprio territorio, del diritto a preservare loro usi e costumi, di legittime differenza culturali e di stili di vita, di rapporti di buon vicinato tra Nazioni, e di conseguenti assetti economici e culturali a difesa dei quali è da millenni posta una moneta sovrana e dei confini (ops! “confini”! Bestemmia! ). Scomparirebbe il concetto di “trasferimenti fiscali” ed “emigrazione” poichè verrebbe riconosciuto ad ogni popolazione il diritto di edificare il proprio apparato produttivo e industriale in prossimità delle proprie terre di origine.

    Ma al Capitale, si sa, questo sodalizio terrorizza. Troppi gli inumani nodi che verrebbero al pettine.

    In merito allo Stato (non Nazione) italiano, I nodi al pettine in buona parte emergono dai post al sopra citato link.
    Dei nodi macroeconomici se ne è discusso molte volte in questo blog. Se l’hanno fatto Cechia e Slovacchia, se in Costituzione s’è inserito finanche il pareggio di bilancio, se la minuscola Corea del Sud se la passa da Dio, non si vede perchè anche noi non (cit. Prof. Bagnai)… non possiamo ristabilire il normale rapporto di buon vicinato tra popoli ed economie fondamentalmente diversi.

    Cito, anche, a proposito il buon Claudio Borghi ( https://www.youtube.com/watch?v=MPVS-BWWuoc&t=34s ) che con la solita onestà e coerenza rivela la magnificenza dell’ovvio, che se vale in U€ deve valere anche nella penisola italica come per il resto del globo.

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  31. “ Dagli Appennini all'Atlante: propaganda, cambio e autorazzismo “

    (2 di 2)

    Cito, anche, a proposito il buon Claudio Borghi ( https://www.youtube.com/watch?v=MPVS-BWWuoc&t=34s ) che con la solita onestà e coerenza rivela la magnificenza dell’ovvio, che se vale in U€ deve valere anche nella penisola italica come per il resto del globo.




    Ma questo sarà un argomento successivo. La priorità è tirarsi fuori dal casino €uropeista. Dopodichè, forse si potranno fare I conti anche in italia. Ma dubito. 15 anni di propaganda (e di botte) sono più facili da abbattere di 150.

    L’autorazzismo italiano ha ben precise radici storiche e antropologiche, autorazzismo di un popolo che è giunto, a partire da 150 anni fa, nonostante un patriottardismo imposto a trombe spiegate, ad intimamente disprezzare sé stesso, come risultato finale del processo di elaborazione del lutto della perdita delle rispettive antiche identità Nazionali.
    Le radici, l’identità, la cultura, sono I concetti fondamentali dell’antropologia. Se si viene privati di essi, e oltretutto con la violenza, come estremo atto di isterica ribellione il popolo finisce per dar fuoco alla propria casa e alla propria terra…
    Gli indiani d’america dopo la conquista europea si sono dati al suicidio. Gli aborigeni d’australia all’alcohol… gli abitanti della politica italiana all’ AUTORAZZISMO.

    Cito infine il ributtante articolo autorazzista di Raffaele Nigro, giornalista secondo il quale in breve dovremmo buttare alle ortiche il passato, remoto e recente, ed abbracciare affettuosamente I nuovi colonizzatori nord €uropei...

    http://www.ilmattino.it/cultura/libri/sud_un_leghismo_rovesciato_non_ci_salvera_dalle_nostre_colpe-2615049.html

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  32. C'è qualcosa che però non quadra con la ricostruzione (autorazzismo nei paesi sconfitti durante la II guerra mondiale): perché in Germania i mezzi di manipolazione di massa non fomentano l'autorazzismo (anzi, quite the opposite)?

    La mia interpretazione alternativa: l'autorazzismo è un fenomeno fomentato nelle ex colonie e nei paesi di cultura cattolica-latina (esclusa la Francia). Infatti, trovandomi al momento a vivere all'estero in ambiente cosmopolita riscontro lo stesso autorazzismo in italiani, spagnoli, argentini e brasiliani. Anche in loro è forte la narraffione che individua tutti i mali dei loro rispettivi paesi n'aa coruzzzzioneee (ovviamente quella di politici e pubblici ufficiali corrotti, mai quella dei privati corruttori)

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  33. Ai tedeschi, benché sconfitti, non hanno strappato una patria dal cuore. Ai popoli della penisola italica del 1860 invece si.

    E poi... l'antico (e oltremodo velleitario) sogno imperiale germanico è duro a morire e prevale su ogni altro sentimento. La loro elaborazione del lutto non è l'autorazzismo, è il razzismo.

    E, ad ogni modo, di tutte queste loro ambizioni non se ne farà mai nulla. Sono come tonti automi, totalmente adialettici, programmati per fare i burattini stupidi degli interessi USA, oggi come 70 anni fa.

    C'è pocovsa fare: il loro abusato idolo Federico II di tedesco aveva solo metà del sangue. Per il resto era culturalmente 100% siculo/napolitano e disprezzava profondamente i tedeschi, che non a caso tentarono in 1000modi di accopparlo. ;)

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  34. La corruzione è un'ottima carta, ma anche l'evasione lo è: corredata dal mantra che per combatterla l'unica soluzione è abbandonare il contante...

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