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martedì 9 maggio 2017

Euro e politica



Roberto Buffagni ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Cinque anni dopo: Macron e gli squilibri francesi": 

@ Pellegrina e Fabio Pini
Grazie per le repliche, rispondo sinteticamente.

1) Verissimo che "l'argomento euro è perfettamente sviscerabile in TV" e altrove, verissimo anche tutto quel che Alberto ci spiega generosamente qui da anni. Il problema è il seguente:

2) La razionalità c'entra fino a un certo punto. Quel che conta davvero è l'autorità di chi parla. L'autorità costituita, per il solo fatto di esserlo, garantisce il normale svolgimento della vita quotidiana di tutti, esattamente come il papà (di una volta) nella famiglia, e gode pertanto di un credito immenso, di un bonus sconto cazzate di valore inestimabile. Come dice Richelieu, "per il solo fatto di esserlo, il ribelle perde metà della sua forza". Ricordo che in Italia, dopo una guerra persa, una guerra civile atroce, il disonore dell'8 settembre, la monarchia si prese una valanga di voti, la Repubblica ha vinto per un pelo e probabilmente con qualche aiutino/broglio. Secondo voi come hanno fatto gli europeisti a introdurre l'euro? Sulla fiducia, perché erano l'autorità costituita (ed è probabilmente così che se ne potrà/dovrà uscire). L 'effetto di siderazione della propaganda, poi, è equivalente sul piano psicologico a un bombardamento a tappeto: non per il suo contenuto (prevalentemente cazzate) che conta poco più di zero, ma per l’ostensione di forza soverchiante, che appunto “sidera”, induce il timore reverenziale della potenza numinosa, l’inginocchiamento e l’obbedienza. I neoconservatori americani fecero uscire, prima della guerra contro l’Irak, un documento intitolato “Shock and Awe””, una lettura che consiglio caldamente a tutti. Il risultato è che el pueblo NON SI FIDA abbastanza dell'opposizione per affidarsi a lei (il celebre “salto nel buio”) e punto.

2) Perchè el pueblo si fidi dell'opposizione si devono dare queste condizioni: a) l'autorità costituita sta chiaramente mandando in vacca tutto, tipo guerra persa o miseria vera di massa che spaventa tutti (che NON c'è oggi in Europa) b) e/o l'opposizione si presenta come 10 volte più credibile dell'autorità costituita su un tema centrale, ed esprime con autorevolezza una persuasione GIA' largamente maggioritaria nel pueblo. Ce n'è uno solo, è l’elefante nel salotto dei powers that be, ed è l'immigrazione. Io poi lo so che è un tema pericoloso, che è indissolubilmente legato all'economia, alla geopolitica, etc., e che se vai al potere sono quelle, le cose su cui intervenire. Ma non è su quelle che conquisti la fiducia e prendi i voti.

3) Inoltre, el pueblo NON è unido, né giammai lo sarà perché per quanto il programma economico sociale dell'opposizione alla UE possa essere sociale, desinistra, socialista, welfarista, paracomunista, etc., ci sarà SEMPRE una forza di sinistra "critica" tipo Mélenchon con NON si alleerà MAI con la destra (pregiudiziale antifascista, internazionalismo, se serve una conferma istantanea basta leggere Fabio Pini e i molti altri come Luciano Barra Caracciolo che tirano in ballo il fascismo per definire la UE, una realtà che con il fascismo c'entra zero). Il FN ha un programma economico socialista (vero) e si prende i voti del 34% degli operai francesi, ma gli altri voti sul sociale se li prende Mélenchon, se li tiene stretti, e non glieli darà mai.

4) Sintesi dei punti precedenti: Il Fronte Nazionale di Liberazione destra e sinistra unite contro la UE non si farà MAI. Invece il Fronte Nazionale di Collaborazione destra e sinistra unite PER l’Unione Europea è GIA’ stato fatto, si chiama Emmanuel Macron, e si becca una larga maggioranza di voti. Meditare.

5) A questo si aggiunga il fatterello che una volta andati, grazie a una costellazione favorevole o a un intervento della Madonna di Fatima, al governo, bisogna anche governare. Per governare bisogna avere qualcosa come 5.000 persone minimo, interne alla classe dirigente non solo politica, che siano competenti (in grado di mandare avanti la baracca Stato, economia, FFAA) e affidabili (che non ti pugnalino immediatamente alla schiena), sennò succede quel che è successo a Trump, che va al potere per miracolo e poi fa la politica della Clinton perché il gruppo ristretto che lo ha sostenuto non si aspettava che vincesse e non aveva il personale indispensabile per implementare la sua politica (e anche perché Trump è un coglione psicolabile).

6) In Francia, la destra gaullista e la destra cattolica FN il nucleo indispensabile di dirigenti nello Stato e nelle FFAA ce l’hanno, la sinistra no. In Italia la destra antiUe NON ce l’ha, questo nucleo, perché siamo come diceva il generale “un pauvre pays”, e dunque va creato da quasi zero.

7) Va sempre tenuto presente che dati gli attuali rapporti di forza, l’obiettivo strategico massimo a cui si può tendere è imporre una battuta d’arresto al nemico, e togliergli almeno temporaneamente l’iniziativa. E’ pura fantasy l’idea che si possa passare all’attacco, sfondare e rimpiazzare il sistema politico, economico e istituzionale con qualcos’altro. Non esiste proprio il trionfo sans larmes, con la vittoria della ragione, la riconquista della sovranità nazionale, il rispetto della Costituzione antifascista, il ritorno al compromesso socialdemocratico, insomma il back to the future. Il nostro nemico è più forte, molto più forte di noi su tutti i piani, consenso compreso, ha tutta l’intenzione e la determinazione di durare e di estendere le sue conquiste, e ha anche una ideologia e una cultura che a me fanno vomitare, ma sono dominanti e coerenti, molto più dominanti e coerenti delle cento ideologie più o meno intelligenti e coerenti che alimentano il nostro campo.

8) E concludo accennando al vero problema di fondo delle opposizioni alla UE e al mondialismo, vale a dire all’assenza di una teoria complessiva della società di livello paragonabile al marxismo. Oggi le opposizioni al mondialismo sono nella situazione delle opposizioni socialiste nel 1830, senza “socialismo scientifico”, e quindi annaspano, come annaspavano gli anarchici, i blanquisti, i socialisti alla Victor Hugo coi suoi Misérables, etc. 


(...spero di non dover ripetere che siccome Roberto Buffagni è Roberto Buffagni, non è Alberto Bagnai, e quindi, per la proprietà antisimmetrica del non essere qualcosa di diverso da se stesso, io non sono lui. Esaurite queste doverose formalità e aspettato il primo pirla che "grazie professore per questo meraviglioso post" aggiungo due parole: tutto giusto e tutto vero, ma secondo me il punto più importante è l'ultimo. La sconfitta politica dei movimenti critici, anche quando hanno capito qualcosa, è in primo luogo una sconfitta comunicativa, è l'incapacità di comunicare quello che forse non c'è, ovvero un'ideologia, una visione del mondo, e l'essere costretti sulla negativa: no euro. Le Pen nell'ultimo dibattito è caduta in questa trappola comunicativa intaccando la propria autorità. Io ho provato, nei miei libri, a fornire una visione della società, ma non sono Marx - e nemmeno Keynes, e nemmeno Smith, e nemmeno la Rowling - altrimenti non starei a perder tempo qui con voi! Il lavoro da fare è quello, e qualcuno lo farà. Sono molto grato a Roberto per aver posto questa bella lapide sul "famoerpartitismo", sul "famoertavolotrasversalismo", e su altre intumescenze più o meno maligne del pensiero che personalmente ho sempre cauterizzato quando mi passavano accanto. Purtroppo per fare "erpartito" oltre all'ideologia - condizione necessaria - ci vogliono anche i soldi - condizione necessaria ma non sufficiente. Questo dice la storia. Per ora ci mancano due condizioni necessarie. Anzi: vi mancano: andate avanti voi...

Per il resto, sulla categoria di fascismo ci si potrebbe confrontare. Pinochet possiamo chiamarlo "diversamente strenuo difensore delle libertà civili dei propri oppositori". Il problema è che se scegli questa strada, lui ti garrota senza nemmeno darti la soddisfazione di gridargli in faccia: "fascista!". Mi spiace molto per quelli che "la destra sociale", ma a me la lettura che Luciano dà del nazifascismo come ricorrente fase acuta del liberismo - sostanzialmente, come un liberismo che non riesce più a convincere i lavoratori ad amputarsi diritti con le buone - convince molto. Va da sé che chi blatera di neoliberismo non sarà d'accordo - ma questo non è il caso di Roberto: il neismo è una malattia "de sinistra".

Ovviamente, si apra la discussione, ma io devo rivedere un pezzo lungo per Micromega e quindi non so quando potrò starvi dietro nell'immediato...)



174 commenti:

  1. Scusate, un commento me lo faccio io. Nota che per quanto riguarda la Francia, bisogna far parlare i numeri. Sono convinto che la Le Pen sia stata penalizzata da certe incertezze, ma resta il fatto che Macron ha avuto 5 milioni di voti meno di Chirac e lei 5 milioni di voti in più del padre, e che il 60 e fischia per cento suo è il 60% del 70%, perché il 30% si è astenuto, il che significa, in sostanza, che meno della metà dei francesi (sei per sette quarantadue) ha espresso il proprio esplicito sostegno, turandosi o meno il naso, a Macron. Questo è l'analisi che fa anche Sapir. Le tendenze che delineavo nel 2011 hanno operato e continuano a operare. Inutile dire che la sinistra non può ormai farci più niente, e di questo temo che dovrò farmi una ragione, visto che dagli insulti dei sottoposti siamo passati alla censura dei gerarchi...

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  2. In Russia c'è un filosofo vicino a Putin che sta elaborando una ideologia alternativa al liberalismo mondialista. Si chiama Aleksander Dugin, l'ideologo della Quarta Teoria Politica.

    Brevemente: la Modernità, iniziata nel 1789, è stata caratterizzata da tre ideologie: liberalismo, comunismo, fascismo.

    Queste tre teorie politiche sono nate una dopo l'altra, e l'ultima ad esser nata è anche la prima ad esser morta. Il fascismo è morto di morte violenta negli anni della sua giovinezza. Il comunismo invece è morto di vecchiaia. Dopo il 1989 è iniziata la Post-Modernità. È rimasta una sola teoria politica, la prima, il liberalismo, che senza più avversari è diventato totalitarismo, globalismo.

    A questa, Aleksander Dugin cerca di opporre un sistema di idee coerente, una nuova ideologia basata sul Dasein heideggeriano, sulla Tradizione e sull'Eurasiatismo.

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    1. Ho letto Dugin, è una persona intelligente, non direi al livello di Marx ma sicuramente ci prova. Mancano ancora diversi pezzi, in più Europa non è Russia, dovremmo sviluppare una teoria almeno geopolitica dal nostro punto di vista. Ci provano i bravi e intelligenti ragazzi di "Eurasia". Un altro che su un piano diverso ci prova è Fagan, consiglio la lettura del suo blog e del suo libro. Ma qui siamo ancora alle qualificazioni se non al riscaldamento prepartita. Avanti così.

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    2. Insomma, sta cercando di resuscitare il fascismo!

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    3. Pur apprezzando molto Dugin, direi che, nella sua teoria, i pezzi che mancano sono davvero molti. In più, è coerente solo se si parla della Russia e, per ciò che riguarda la Tradizione, sembra non avere recepito le considerazioni di Louis Dumont (cfr. Homo Aequalis).

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    4. intende questo Roberto Buffagni?
      https://pierluigifagan.wordpress.com/author/pierluigifagan/

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    5. Questo e' interessante.

      A vostro avviso quali sono i "pezzi" necessari? Quali sono, per titoli, gli elementi che dovrebbero essere presenti in una idologia sociale complessiva?

      Roberto Seven

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    6. @Il Velo di Maya - questa cosa mi interessa molto e intanto ti ringrazio per aver citato Dumont che non conoscevo.

      Prima di addentrarmi nella lettura di Homo Aequalis (in Italiano e' disponibile credo solo il 1' volume) noto pero' che - secondo Wikipedia:

      "Ce rapport entre le système économique et l'idéologie de la société permet de dégager plusieurs remarques. À travers l’œuvre de Dumont, il y a une véritable apologie du libéralisme économique. En effet, à notre époque, la liberté des individus, l’égalité entre eux sont des valeurs essentielles. Dès lors qu’elles sont liées à notre mode économique qu’est le libéralisme, il devient gênant de remettre celui-ci en cause, car ce serait revenir à des sociétés inégalitaires de type holiste."

      Se capisco bene, le societa' "Occidentali" (dove immagino che Occidente sia da intendere nel senso spiegato da Carl Schmitt - quindi piu' un costrutto Americano che Europeo) privilegiano l'idea di uguaglianza tra gli uomini, ma questo non puo' che portare inevitabilmente al trionfo dei valori puramente economici su qualsiasi altra cosa.
      E che l'unico antidoto a questa deriva e' accettare una societa' stratificata (caste).

      Probabilmente traviso o magari dovrei prima leggere il libro ma questo mi pare un problema non da poco.

      (Se preferisci contattarmi in privato nel mio profilo trovi il mio website e da li' la mail a cui scrivermi)

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    7. @ Arrigo Facchini
      Sì, intendo quel Fagan

      @ Camillo. No, secondo me Dugin sta facendo molte cose, ma NON sta tentando di resuscitare il fascismo. Lo tratta senza demonizzarlo, questo sì. Se basti a resuscitarlo vedi tu.

      @ Roberto Seven
      Secondo me il pezzo principale che manca nella Quarta Teoria Politica di Dugin è che l'ha ricavata dal negativo fotografico delle prime tre. La profondità di pensiero e l'erudizione ci sono tutte, mi sembra che la preoccupazione direttamente politica faccia aggio sulla libertà del pensiero. Non sono uno studioso di Dugin, la mia è l'impressione di un lettore attento. Va comunque letto, a mio avviso.

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    8. Si può dire che Putin stia provando a implementanre questa teoria di Dugin in Russia? O non è neanche lontanamente vero?

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    9. @ Andrea Galasso
      Non direi. Direi piuttosto che Dugin, che è un pensatore rispettato ma non egemone in Russia, appoggia Putin e tenta di influenzare la sua politica. Putin è uno statista che opera nella tradizione del realismo politico, e sul piano ideologico non ha sposato la "Quarta teoria politica" di Dugin. Ha semmai scelto, come teologia civile dello Stato russo, il cristianesimo ortodosso.

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    10. Ho letto i commenti. Sì, in effetti alla "Quarta Teoria Politica" di Dugin, mancherebbero differenti parti. Ecco perché il filosofo ha pubblicato il "sequel", il secondo volume con ulteriori sviluppi.
      Per chi è interessato... (pubblicato proprio ieri) https://www.amazon.com/Rise-Fourth-Political-Theory-vol/dp/1912079542/

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    11. L'editrice "Novaeuropa" mi informa cortesemente che è appena uscita la traduzione italiana dell'edizione riveduta e aumentata della "Quarta teoria politica" di A. Dugin, a cura di Andrea Virga, traduzione di Camilla Scarpa. Qui: http://www.novaeuropa.it/?product=la-quarta-teoria-politica

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  3. "La razionalità c'entra fino a un certo punto. Quel che conta davvero è l'autorità di chi parla."

    Da cui consegue anche il danno fatto dalla voce ambigua del paio di premi Nobel che calcano la scena. (E fa enormemente più danno un dubbio di un tuo presunto amico, dell'opposizione di un nemico)

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  4. Se voleste espungere la parola “fascismo” (e derivati) dal vostro lessico fareste opera meritoria. La chiarezza ringrazierebbe, la storia ripartirebbe, le menti si ripulirebbero. L’ultimo riflesso condizionato di chi fu “de sinistra” e quello di appellare come fascista chiunque gli si opponga. Questo non giova a una corretta argomentazione, è come dargli dello “stronzo”. Anzi… l’insulto ha un significato ben preciso, universalmente riconosciuto, con diverse accezioni e sfumature ma ben modulabili all’interno del discorso. Fascista NO. Serve solo come richiamo identitario ma non ha più un significato chiaro, univoco, è una parola logora, usurata, impoverita dopo un settantennio di uso perlopiù inappropriato. È il “comunista” di Silvio Berlusconi.
    Uno Stato o una mezza confederazione di Stati con libere elezioni, il suffragio universale e una stampa libera e plurale difficilmente può rientrare nella categoria storico-politica di fascismo.
    Riconosco però che può essere un modo efficace per stabilire la supremazia tra le diverse anime della sinistra che fu. Fascista come “infedele” tra sciti e sunniti. Ognuno coi suoi dogmi e i suoi muezzin digitali.

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    1. Grazie Serendippo, appoggio la mozione.

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    2. Prego. Naturalmente un derivato di "fascismo" è "antifascismo". Se sparisce l'uno deve sparire anche l'altro. Ad esempio: "costituzione antifascista" potrebbe diventare "costituzione" e rimanere purtuttavia una cosa importante.
      Questo penso che valga per l'analisi politica all'interno delle nazioni che formarono il nucleo originario della UE. Per me Putin o Erdogan restano abbondantemente fascisti.

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    3. L'unica rivoluzione che possiamo fare subito è trovare e usare le parole giuste. Costituzione antifascista è estremamente riduttivo e fuorviante. La costituzione mette un bel freno al capitalismo incontrollato e alle sue forme "sfrenate" come la globalizzz elleuropa. E' importante e molto più "attuale" che sia chiaro questo fatto. La cost. è sovranista, basata su uno stato forte che punta al pieno impiego attraverso una rappresentanza proporzionale del popolo sovrano. Ci vorrebbe un altro aggettivo che riassuma tutto questo.

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    4. Per quanto si possa ammirare la Costituzione italiana e condividerne i principi, nessuna Costituzione ferma il mondialismo, non perchè sia "un pezzo di carta", come diceva Bismack dei trattati, ma perchè nelle carte fondative, tutte, si cristallizza una situazione storico-politica e una cultura; che nel caso della nostra Costituzione non rispondono alla situazione attuale, nè potrebbe essere diversamente. Può essere una bandiera politica, questo sì.

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  5. Per quanto riguarda la visione di una nuova società io (da buon ingenuo col salame negli occhi) vedo di buon occhio quella che l'UE vuole annientare: diritti sociali a valanga, sanità pubblica gratuita come l'istruzione. Ripristino di tutti i diritti dei lavoratori andati perduti negli ultimi 30 anni. L'unica cosa che non andava bene al capitale di quel tempo era la forza economica e politica della classe di operaia. Secondo me non serve cercare chissà dove un modello di società decente.

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    1. Magari. Purtroppo non trovo il tasto rewind.

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    2. Concordo con Michele, perché i nostalgici della socialdemocrazia dovrebbero avere meno speranze di quelli del fascismo e del comunismo; anche perché dopo la sconfitta da parte del liberismo degli ultimi due, le uniche ideologie capaci di resistere nel mondo sono quelle che si fondano sulle sacre scritture... di qualunque religione esse siano.

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    3. Pero' e' vero pure che un altro bell' inconveniente viene bello indebolito (se non addirittura eliminato; potenzialmente):

      Il timore -ben emerso in queste presidenziali francesi- del "salto nel buio".

      E non è poco...

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    4. Eppure, Roberto, il problema è tutto lì, nel conflitto redistributivo. Il tasto rewind lo ritroveranno alla fine di questo doloroso percorso. La politica economica di Mussolini dal 1922 al 1927 fu la stessa di ora; Einaudi lodò Musdolini sull'Economist, e di conseguenza non capisci più quale fosse la differenza tra un liberale e un fascista. Non a caso Croce poi entrò in polemica con Einaudi. L'attuale sistema non sarà messo in crisi da noi, anzi noi subiremo fino in fondo, fino alla rottura. Allora ci sarà la necessità di avere persone preparate, stimate e conosciute che abbiano competenze specifiche e sagacia politica. E che ripartano dal nocciolo della questione, la refistribuzione della ricchezza (meno infame di ora). Quando fu fatto, nel dopoguerra, con spirito keynesiano non ci fu partita con il comunismo, che pure era una potente ideologia con non pochi argomenti forti.

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    5. Magari, magari... l'UE continuerà a disfarsi da sola. Dopo avremo bisogno di idee e diritti sociali

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    6. "le uniche ideologie capaci di resistere nel mondo sono quelle che si fondano sulle sacre scritture"

      Mi sa che si è perso il pontificato del gaucho blanco. Il Cattolicesimo ha finito di resistere dopo l'abdicazione di Benedetto XVI.

      La storia, forse, ci dirà perchè, ma nela parte che conta della chiesa cattolica l'ala "piddina" è diventata larga maggioranza (e come per il PD, l'emorragia di seguaci, almeno in Europa, sta proseguendo inesorabile ed in accelerazione) e sta facendo le stesse battaglie: l'ammmore è fondamentale, della famiglia se ne può discutere; accogliere tutti, più vengono meglio è; viva l'Unione Europea (andarsi a vedere il discorso per l'anniversario dei trattati di Roma).

      Personalmente mi sto informando sull'ortodossia.

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    7. Non esiste mica solo la religione cattolica, mi sembrava di averlo specificato... E a meno di credere ad un ipotetico piano di dominio del mondo di un comploto "plutoislamomassonico" le si possono schiudere più di una interpretativa.

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    8. @ Celso
      "Quando fu fatto, nel dopoguerra, con spirito keynesiano non ci fu partita con il comunismo, che pure era una potente ideologia con non pochi argomenti forti." Ma non e' che il comprare il consenso non sia proprio sostenibile in un sistema fondamentalmente capitalista? Se l'unico motivo fu il contrasto alla minaccia sovietica, allora siamo perduti, a meno che non arrivino i vulcaniani.

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    9. @Michele Rossetto
      Sono d'accordo, a me tutta questa esigenza di nuovismo non convince per niente.
      Se la socialdemocrazia ha funzionato abbastanza bene, comunque meglio di ogni altro sistema, perché buttare tutto nel cesso?
      Ripartire con quell'obiettivo per poi magari andare oltre, o ritornare lì, o anche solo invertire l'attuale deriva ultraliberista, sarebbe già un ottimo risultato.

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    10. Risposta collettiva sulla questione socialdemocrazia. Io non "butto nel cesso" niente, la socialdemocrazia è una cosa più che dignitosa e se qualcuno me la recapitasse a domicilio non la respingerei al mittente. Vale però anche per la socialdemocrazia quel che dicevo più sopra per la Costituzione: che rispecchia una cultura, e una situazione storico-politica, che non è più l'attuale. Analogia: dopo la Rivoluzione francese, i suoi oppositori reazionari furono costretti a dismettere la pretesa, lungamente accarezzata, di ricominciare tutto come prima; anche se avevano vinto sul campo contro le armate napoleoniche. La Restaurazione c'è stata, è durata un poco, ma non ha retto. Noi non abbiamo neanche vinto sul campo. Mi sono spiegato?

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    11. Non puoi negare Roberto che il tuo esempio, pur illuminante, non calza pienamente nel momento in cui oggi vengono schiacciati i diritti socioeconomici della maggioranza, non di una élite. Sono d' accordo con te però sulla problematicità che gli attuali rapporti di forza (in assenza di un modello economico ideologicamente alternativo)costituiscono nel VOLER perseguire quelle necessarie modifiche istituzionali che hanno consentito livelli di benessere mai conosciuti nella storia dell' umanità.
      Quel sistema istituzionale e la sua rottura VA SPIEGATO PUNTO.
      Credo che sforzarsi ad impostare un sistema di pensiero, per così dire, forte, come contraltare al veteroliberismo, costituisca rendersi bersaglio di un fuoco amico, non a caso spalleggiato da decrescisti, finedelcapitalismo"isti" e via discorrendo, versioni più sofisticate e con un target più specifico, dell' oggicelacina.
      Il lavoro di Alberto, LBC, Giacchè e Cesaratto, nella loro specificità, mira sostanzialmente a recuperare quel senso comune (del quale parlavamo mercoledì sera a Bologna)che solo una memoria storica condivisa può fornire. Non abbiamo bisogno di una nuova ideologia. Abbiamo bisogno di demistificare la storia che raccontano i media, la scuola e l' università. Questo è l unico lavoro che veramente serve. Tutto il resto è perdita di tempo e risorse sprecate.
      Insomma, come spesso mi capita, sono d' accordo con Silvia.

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    12. @ ERIK BABINI
      Non sono d'accordo. "Demistificare" va benissimo, ma non è che se togli le mistificazioni si ritorna magicamente a prima. L'ideologia dominante NON è pura manipolazione, menzogna, mistificazione. E' anche questo, come tutte le ideologie; ma è anche una visione del mondo con una sua logica interna, capace di persuadere larghe maggioranze. tant'è vero che il "senso comune" (non il buonsenso, che è un'altra cosa) odierno risulta da quella. Molto in breve, non si tratta di una pura illusione ottica o di una pura menzogna molto ben congegnata. Per contestarne i principi, bisogna anzitutto comprenderli.

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    13. Francamente non ho capito nulla di ciò che hai scritto Roberto. Perchè forse non c' è scritto niente.Provo comunque a risponderti in un commento nel post successivo.

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  6. La faccio breve. Agli inizi del '900 il concetto di etere serviva a risolvere una grossa contraddizione legata alla formulazione delle equazioni di Maxwell, dato che la velocità della luce doveva, secondo la fisica classica, essere dipendente dalla velocità del sistema di riferimento inerziale dell'osservatore. Ergo, fu necessario inventare di sana pianta un mezzo come l'etere. Ciò finchè Einstein, basandosi su osservazioni di misura di "c" ed esperimenti per scovare l'inesistente etere, formulò la Relatività ristretta.
    Qualche notte fa, svegliandomi di soprassalto ho capito perchè non digerisco l'euro, il perchè è proprio nella contraddizione tra l'etere=euro e la scienza dell'economia=equazioni di Maxwell.
    Ecco io non riuscirò mai ad accettare questa teoria del cazzo!

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    1. L'etere non era (e non e') necessariamente in contraddizione con le equazioni di Maxwell (che egli scrisse in forma diversa da quelle che oggi portano il suo nome, perche' utilizzo' i quaternioni).

      Comunque sostituire l'etere con lo spazio-tempo stesso (varieta' 4 dimensionale con tre dimensioni spaziali ed una temporale) fu una operazione rivoluzionaria nel 1905 e porto' alla celebre formulazione del concetto di intervallo invariante (e = mc2).

      Personalmente preferisco pero' la formulazione tensoriale delle equazioni di Maxwell (che ho scoperto ben 25 anni dopo la laurea, in quanto nelle universita' non e' ancora molto conosciuta tra i professori di ingegneria) perche' per analogia permette pure di 'congetturare' l'esistenza del potenziale vettore meccanico (oltre a quello magnetico) e di prevedere la conversione del momento meccanico angolare in momento lineare (cosa considerata ancora oggi impossibile ma che e' gia' stata riscontrata IN PRATICA nel 1958, in occasione del lancio dell'Explorer 1).

      Ne sentii parlare per la prima volta nel 1997 da alcuni scienziati 'vecchietti' americani (che avevano lavorato coi tedeschi di 'paper-clip') mentre lavoravo ad Huntsville (AL) e la possibile spiegazione del fenomeno mi ha intrigato per anni.

      A chi fosse interessato saro' lieto di inviare le carte (visto che ormai sono stato costretto a ritirarmi a vita privata) scrivendo a cellai.luca@gmail.com .

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    2. Caro Luca,
      io ho scritto esattamente il contrario, ovvero che l' etere è stato ipotizzato e definito (anche se non esiste, come dimostrato dall' esperimento di Michelson e Morley e successivi) per i motivi che accennavo. Ergo non può essere in contraddizione con le equazioni di Maxwell.
      La Relatività ristretta risolve la questione proprio nel senso che tu indichi introducendo le quattro dimensioni spaziotemporali con le formulazioni delle equazioni relative dello spazio tempo a mio avviso estremamente belle anche concettualmente. Ma non credo sia il caso qui di addentrarsi nella questione, anche perchè dovrei riprendere in mano studi che feci 40 anni fa.

      Credo che oggi le formulazioni dei problemi fisici e le rappresentazioni dei fenomeni relativi siano fortemente facilitate mediante l' uso di sistemi di calcolo molto potenti su cui girano pacchetti software scientifici estremamente sofisticati. Lo vedo con mio figlio dottorando di ingegneria, nello studio di complessi sistemi fluidodinamici o di interferenza fluido strutture che vengono discretizzati a livelli di complessità incredibili e mi sembra che anche lo studio dell'astrofisica utilizzi tali sistemi.

      Tornando al discorso dell' euro, l' analogia che facevo, forse un po' spinta, era dettata da uno sfogo provocato dall' insostenibilità di una costruzione totalmente inconsistente sotto il profilo scientifico.

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  7. Trovo sempre molto interessanti i commenti di Buffagni. Credo che l'idea che il nemico sia più forte, perché ha da la sua la credibilità che è propria dell'autorità confermi l'esperienza di ognuno di noi nelle discussioni con i Piddini. Un discorso sull'euro, per il Piddino, diventa l'occasione per dimostrare la propria fede più assoluta ai dogmi mainstream. Non ha alcuna importanza quello che tu potrai dire una volta che lui ti avrà identificato come "No€uro". Tuttavia siamo in guerra e, bene o male, si dovrà andare avanti a combattere finché sarà necessario, o fino a quando ce lo permetteranno. In bocca al lupo a tutti: de destra, de sinistra, e ortotteri de destra e de sinistra.

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  8. Oramai anche Borghi viene sempre di meno convocato nei salotti televisivi in prima serata.
    Eleverebbero culturalmente ad ospite di rango anche i sosia di Gianni e Pinotto, pur di non far trapelare verità scomode.
    D'altronde Zanetti si sta ancora togliendo la pece e le piume...

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  9. Be', grazie a te, Alberto. Sulla questione fascismo rimandiamo a più distesa occasione, tanto hai già capito cosa voglio dire. Ciao.

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  10. Punto 5 e 6. Io credo invece che esista in Italia un nutrito gruppo di persone preparate e influenti nei vari gangli della PA e della società civile a cui questo stato di cose non sta bene e che attivamente, per quanto possibile, operando con discrezione, cerchi di mettersi di traverso.

    Per dire, uno Zuccaro non è che si mette a parlare così all'improvviso...

    Chiaramente non è che ci sono i Tupamaros. Credo si tratti di un gruppo eterogeneo e assolutamente scoordinato e molto probabilmente più di uno legge questo blog.

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  11. @ Roberto Buffagni
    "Il Fronte Nazionale di Liberazione destra e sinistra unite contro la UE non si farà MAI". Concordo, anche perché questo ipotetico FNL, al punto in cui siamo arrivati, e per le pregresse divisioni al suo interno tra destra e sinistra, non può afuggire alla celebre domanda di Stalin a proposito del Vaticano: "Quante divisioni corazzate ha il Papa?".(Mentre quelle dell'eurozona ci sono, eccome).
    Però, mi sembra che la conclusione della tua analisi (che in buona parte condivido), e anche in relazione alla domanda di cui sopra, conduca a un punto che tu non auspicheresti (anche sulla base di quanto hai scritto nell'"Orizzonte degli Eventi"), ovvero al cul-de-sac della storia, da Spartacus (o prima) in poi. Ossia allo scoppio devastante del bubbone euro & C., se e qualora la povertà si diffonderà ancor più nell'EU. E nella storia sono più le volte in cui s'è avverato questo scenario che quelle in cui ha prevalso una sorta di "entente cordiale" tra le classi o gli Stati.
    Per mio conto, mi ritrovo nella tua denuncia del "vero problema di fondo delle opposizioni alla UE e al mondialismo, vale a dire all’assenza di una teoria complessiva della società di livello paragonabile al marxismo". E' venuta meno (e non certo per colpa della destra) una visione del mondo, e conseguentemente il luogo dell'appartenenza in cui situarsi. Alcuni, per capirci i "melanchonisti", suppliscono al vuoto sbandierando (ipocritamente?) un senso d'appartenenza deprivato del suo oggetto. Risultato? L'attuale palude del pensiero politico.

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    1. La visione del mondo è venuta meno perché la storia della prima repubblica è stata cancellata e riscritta ad usum Delphini. Io adoro il Tramonto anche perché mi sono ritrovato in quelle pagine che descrivono gli anni 60 e 70. Ho 2-3 anni più del prof. Ho visto e mi ricordo bene la paura della fame e della guerra che avevano i miei. Me le hanno stampate in capoccia. Mi ricordo anche la loro gratitudine per la possibilità che ebbero di lavorare e vivere dignitosamente sino alla fine (il che li faceva pro-tutto ...mentre io ero contro-tutto piddinamente).
      Come lo chiamiamo quel regime: socialdemocrazia? Repubblica Keynesiana? Boh! Però, più ci penso, più la rimpiango. Eravamo felici senza saperlo. C'erano problemi? La corruzzzzzzzzzzzzione? La redistribuzione tra regioni? Forse (e infatti il regionalismo è l'unico homework che ci fu lasciato dai costituenti).
      Però non ditemi che non è stato un esperimento assolutamente riuscito in alternativa a liberismo-comunismo e fascismo. Non ci sono state le menti? Certo che ci sono state, invece. Sono quelli che la progettarono. Cioè la CIA, hahaha, scherzo. Ce l'avranno pur concesso e suggerito, però le menti ce le abbiamo messe noi. Basso è il mio favorito. Ma insomma sono diversi e l'hanno cantata chiara.

      La palude TINA è stata creata apposta. E'una finzione. Per farlo, hanno distrutto ogni possibilità di riferimento a parole quali Marxista, Keynesiano, Capitalismo ma anche Cattolicesimo. Bisogna sdoganare queste parole e usarle meglio. Il mio luogo dell'appartenenza è la prima repubblica. Non ho capito cosa manca.

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    2. @ Sergio Pez
      Ti ho risposto sopra. Quel che manca è la situazione che rese possibile la Prima Repubblica.

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  12. A prima vista tutto giusto e tutto vero, però c'è un piccolo granellino che non torna, ed è il fatto che i partiti tradizionali, cioè le entità che per decenni, in Spagna come in Francia (ma anche in Grecia), hanno incarnato l'autorità costituita,vengono rifiutati in massa dagli elettori. In parte, è successo anche in Italia, dove Matteo Renzi ha avuto successo perchè si è presentato come rottamatore.
    Nei fatti, non è vero che il popolo non si fida delle opposizioni e preferisce affidarsi al potere consolidato. Le ultime elezioni nei principali Paesi europei (ma anche negli Usa) hanno dimostrato proprio il contrario: gli elettori sono alla disperata ricerca di un'opposizione credibile e non hanno più nessuna intenzione di continuare a dare fiducia all'autorità costituita.
    Certo, poi c'è stato il capolavoro delle èlites che sono riuscite a mascherare da nuovo quel che nuovo non è: Macron è arrivato lì perchè si è mascherato da non socialista ed è riuscito a fingere di non avere nulla a che fare con l'autorità costituita, altrimenti avrebbe fatto la fine di Valls.
    Ma resta il fatto che le condizioni di cui al punto 2 dell'elenco di Buffagni sembrano esserci.
    Lo dimostra il successo del Movimento di Grillo, che in pochi anni ha consolidato un notevolissimo bacino elettorale, creando anche quel senso di appartenenza che spesso è decisivo per determinare il voto, e tutto ciò non certo perchè incarna l'autorità rassicurante. Il M5S non ha personale politico autorevole, non ha uno straccio di programma credibile, ma conta solo sul carisma del front man e sulla rabbia anti sistema degli elettori.
    Del resto, in Francia al primo turno quasi la metà degli elettori ha votato candidati no-euro.
    E allora, cosa manca per poter costruire un vero fronte no-euro capace di vincere?
    Io non ho la risposta. Certamente un candidato carismatico e senza un passato di coglionerie, proprie o paterne, aiuterebbe (quindi, certamente nè Salvini e neppure MLP)

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    1. Purtroppo un candidato così andrebbe creato in laboratorio, come è stato fatto con Macron, ma per fare questo servono soldi, tanti soldi.

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    2. Se mi trovate 5 milioni vado io.

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    3. @ Francesco Fois
      Hai perfettamente ragione. C'è disagio, c'è anche rifiuto, a volte addirittura ribellione contro l'ordine o disordine presente. Manca la capacità, anzitutto teorica, di unificare questo disagio e rifiuto in una o più proposte organiche e credibili, che trasformino disagio e rifiuto in azione politica efficace. Ripeto di nuovo che io NON penso che "non c'è più niente da fare/è stato bello sognare". C'è tanto da fare, tante possibilità di pensare e fare; meglio se da svegli.

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  13. Il bicchiere avvelenato va bevuto fino in fondo. Ci penserà la Germania in un prossimo futuro (2019 dopo Draghi?) a sbloccare la situazione. Li conosco bene. Non si fermeranno neanche davanti all'evidenza di un muro in calcestruzzo. Che sia la Merkel o il Kapò non fa alcuna differenza. In quanto a noi, non contiamo un cazzo e siamo ancora troppo ricchi.

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    1. Penso anche io che la Germania non si fermerà mai hanno nel DNA quel Hitlerismo che li portò alla tragedia finale. Un central banker teutonico che farà saltare le economie dei paesi del Sud con alti tassi insostenibili è nelle cose.

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    2. Dal Führerbunker della Cancelleria a un Führerbanker centrale. Che tristezza: lanciare qualche euro contro il nemico non è come lanciare una bomba a mano. Combattere per combattere, avrei ancora preferito il primo sistema.

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  14. Non stracciamoci le vesti, almeno non subito...
    qualche anno fa , prima di scoprire questo blog credevo di essere un pazzo solitario, adesso so di non essere solitario...
    Un anno fa la Brexit era impossibile...
    Un paio di anni fa uscire dall'euro era un sintomo da TSO, adesso ne discute pure il Sole 24...

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    1. E se il Sole 24 ore non esce dall'Euro, gli Euro escono dal Sole 24 ore... (scusate ma non potevo resistere.. :) )

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    2. Sono d'accordo. Molti dimenticano che aria tirava quando abbiamo cominciato. Eppure, ci sono i commenti (e anche le mie email...).

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    3. L'intellettuale collettivo che elabora l'alternativa sistemica alla TINA, siamo noi. Grazie prof.

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  15. Io penso che lo stato presente sia il risultato quasi esclusivo di ciò che è stato, mentre ciò che avviene ha un'influenza quasi trascurabile nell'immediato, ma inevitabilmente si sviluppa e si manifesta nel futuro. Purtroppo questo vale a prescindere dalla bontà o meno delle idee e delle azioni, che si dovranno manifestare nelle loro conseguenze a prescindere da quella che è l'opinione maggioritaria in questo momento, che invece potrà cambiare proprio in relazione al tipo e all'intensità degli effetti. Per questo in fondo per ci sarebbe da sperare di non diventare mai maggioritari.

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  16. analisi come al solito molto lucida ma che presenta due lacune cruciali:

    1) esclude in modo per me inspiegabile la possibilità di fondare un partito ex novo. E' molto strano se solo consideriamo gli esempi di Forza Italia, M5S e di En Marche. Evidentemente si può fare (che non significa che si debba)e dunque perché non prenderlo in considerazione ?

    2)la preoccupazione per la mancanza di una visione complessiva alternativa della società da opporre a quella dominante. Se questa visione sembra adesso mancare è perché "da destra" non si ha nessun interesse ad elaborarla e "da sinistra" non la si vuole elaborare perché tale visione oggi presupporrebbe necessariamente l'abbandono della dicotomia destra/sinistra. Preve docet. Dunque il problema non è che per adesso tale visione manca, il problema è che nessuno cerca veramente di elaborarla.

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    1. Forza Italia aveva dietro Publitalia e le televisioni, Macron ha banche e finanza che possiedono i media, il movimento di Grillo stai tranquillo che non è nato grazie a Grillo

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    2. Infatti ce ne sono diversi di movimenti e partiti che potrebbero svolgere il ruolo di unificatore, però a livello nazionale sono sconosciuti e insignificanti proprio perchè non possono comprarsi la visibilità necessara.

      PS: Forza Italia aveva anche il Milan

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    3. @ Luca Brambilla
      Scusa ma non ho capito l'ultima tua frase, puoi riformulare?

      @ chissacosera
      Ripeto che NON escludo la possibilità o l'opportunità di fondare nuove forze politiche. Secondo me questo avverrà, in Italia e altrove, come è del resto già avvenuto: si ridisegnano le nuove linee del conflitto politico, le nuove formazioni nascono.

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  17. A me personalmente la versione domenicale del capitalismo, cioè le socialdemocrazie del secolo scorso, non dispiaceva; quelle socialdemocrazie europee non rappresentavano una ideologia o per lo meno un modello compiutamente alternativo al liberismo, ma certamente lo erano rispetto agli altri totalitarismi di quei tempi.

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    1. Il fatto è che proprio perchè quelle socialdemocrazie non rappresentavano delle ideologie sono state travolte, fino al punto di esserne reclutate, dal capitalismo.

      Chi ha ideologie deboli o non ne ha, alla breve o alla lunga, viene travolto. Vale per i partiti liberali ieri, i socialdemocratici oggi ed il cristianesimo domani.

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    2. Ho parlato di versione domenicale proprio perché le socialdemocrazie sono state in realtà solo la manifestazione bonaria del capitalismo; ha ragione chi sostiene che i fascismi rinascono come strumento di un liberismo che non riesce più a convincere i lavoratori ad amputarsi diritti con le buone.

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  18. "La sconfitta politica dei movimenti critici, anche quando hanno capito qualcosa, è in primo luogo una sconfitta comunicativa, è l'incapacità di comunicare quello che forse non c'è, ovvero un'ideologia, una visione del mondo, e l'essere costretti sulla negativa: no euro."

    Secondo Diego Fusaro sarebbe proprio questo il principale effetto pratico dell'odierno 'capitalismo trionfante': se tutto si riduce a forma merce gli uomini si riducono automaticamente a semplici atomi di consumo individuale (che hanno quindi valore solo se economicamente utili).

    Ma se e' vero che la storia umana procede dialetticamente allora materialismo storico (e/o materialismo dialettico) possono ancora essere considerati degli utili (anche se imperfetti) strumenti di analisi delle dinamiche sociali.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Dialettica

    Alle tesi ordoliberiste oggi apparentemente trionfanti (all'interno delle quali l'euro e' 'strumento di governo') conviene quindi opporre - sempre e comunque - una antitesi (anche la semplice negazione), per quanto debole e perdente la antitesi possa apparire, perche' in fase di sintesi ci sara' comunque una influenza positiva dell'antitesi e le successive inevitabili contraddizioni (piu' alta disoccupazione, impoverimento, disagio sociale ed infelicita' diffusa) porteranno ad un nuovo stato di cose auspicabilmente piu' favorevole ai fini del raggiungimento di una maggiore felicita'.

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  19. Comunque la nostra Costituzione sarebbe una bandiera bella che pronta.
    E non solo sarebbe una "teoria complessiva della società di livello paragonabile al marxismo".
    Ma pure migliore.
    Perché di COMPROVATO successo (Nella pur parzialissima attuazione che abbiamo sperimentato).

    Il "disegno" dell' idea di uomo
    che ne emerge è oggettivamente un punto di civiltà di assoluta avanguardia planetaria.
    Io mi allargò e dico: epocale.

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    1. Ecco... c'ho messo tre ore per dire la stessa cosa più sopra...

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    2. Stavo per esprimere lo stesso concetto.

      Infatti il suo insegnamento nelle scuole è stato eliminato.

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    3. E anche di facile comprensione e divulgazione*.

      Almeno qui da noi in Italia.
      Si. Perché quella Carta è realmente nata dallo spirito (migliore) delle nostre culture nazionali.

      E lo spirito era quello giusto (per le note vicende storiche) perché era uno spirito costruttivo. Perciò intrinsecamente democratico o, come preferisco dire io, CIVILE.

      La propaganda del nostro campo dovrà essere una rivoluzione nel linguaggio.

      Le Nazioni e gli imperi si fanno con la lingua (con tutto quello che ci sta dietro). La borsa e la baionetta sono solo mezzucci.

      "Quella Carta è dentro di noi" (semicit.)


      *di facile comprensione presso un a uditorio vastissimo. Anche se oggi sembra impossibile.
      Si deve fare la tara alla propaganda unica perché, non c'è ne rendiamo bene conto immersi come siamo nel processo storico, ma quella propaganda sta letteralmente sbriciolandosi. Pensate solo a 3-5 anni fa.

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    4. Per quanto bella sia, secondo me caricate sulle spalle della Costituzione un peso troppo grande.

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  20. Bisogna considerare come l'essere umano sia al contempo irrazionale, razionale e sovra-razionale; consideriamo i primi due aspetti poiché sono quelli di relativamente più facile indagine (o relativamente meno impegnativa): che un essere umano lasci campo libero all'irrazionale presente in se stesso è istanza esistenziale più agevole e immediata (volendola riassumere in una battuta, riflette quel “Facciamo un po’ come cazzo ci pare” – disordinato, istintivo, caotico, superficiale – che Corrado Guzzanti rendeva grottesco nella parodia satirica della Casa delle Libertà in un programma di qualche annetto fa): in realtà sarebbe di per sé atteggiamento impossibile, poiché una scelta consapevole racchiude comunque un minimo di ragione, pertanto “optare” per l’irragionevolezza racchiude un fondo di scelta ragionata e dunque non può essere del tutto irragionevole: semplicemente, l’irragionevole è ciò che prende alla sorpresa trascinando senza consapevolezza, allorché non si sia abbastanza radicati nel ragionamento o non ci sia mai posti il dubbio che esista un ragionare, esercitandolo (e ciò può accadere in qualsivoglia circostanza in cui una pressione esistenziale sappia far perdere la testa anche alla mente più capace, oppure affascinare senza un fondamento soppesato e mantenuto sotto osservazione). Viceversa, che un essere umano ricerchi di volta in volta d’essere razionale è cosa che richiede un impegno, un approfondimento e una applicazione costante alle circostanze (viepiù quindi per quanto è dominio del sovra-razionale); non è cosa formalmente acquisita, tanto quanto – diceva Sun Tzu – non sia garanzia di futuro successo finanche l’aver debellato finora diecimila nemici.
    La ragione, ente ontologico ben differente dall’ “aver ragione”, non è quindi una istituzione statuaria a cui tributare un culto feticista o idolatra, bensì un punto di equilibrio dinamico ponderato e soppesato e come tale racchiudente sempre e comunque delle incognite (una scelta la più ragionevole per quanto si possa sapere, può dimostrarsi talora tale e appieno soltanto nel tempo, oppure dimostrarsi non pienamente tale, ma nel frattempo rimane il tentativo d’essersi mossi per via ritenuta ragionevole per quanto possibile e noto); non è detto che, di volta in volta, la ragione si sveli ripetendosi eguale al precedente esito: e soprattutto non è rivelabile attraverso il semplice assioma per cui ragionevole sia tutto ciò che non è irragionevole (così come tutto ciò che non è acqua, non necessariamente è fuoco), procedimento adottato con frequenza più elevata di quanto in genere si ritenga: così facendo infatti si crede di esercitare la ragione partendo sempre come opposizione all’irragionevole, ma in realtà non si fa altro che capovolgere quest’ultima senza indagare realmente la prima.
    Sicché, se la ragione si formalizza in parametri rigidi e scontati diviene parodia a se stessa, “eidôlon” ovvero simulacro in opposizione a “eidos” ovvero idea intesa come natura interna della cosa, espellendo lo scomodo dubbio di domandarsi tutte le volte cosa sia ragionevole per quella circostanza specifica (e non cosa lo sia soltanto perché lo è stato fin lì).
    Non dovrebbe dunque stupire che, con questi presupposti, l’affermazione di Buffagni secondo cui “…la razionalità c'entri fino a un certo punto” sia affatto corretta.

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  21. Francamente di questa sinistra me ne sbatto il cazzo, e se la destra dice no euro e no immigrazione mi butto senza problemi, anzi convintamente, a destra.
    Non ho alcuna nostalgia di un partito dimmerda che ha contribuito laddove non ordito e pianificato alla rovina del mio Paese. Si fotta la sinistra con tutti i piddini.
    Chiuso questo argomento come volevo fare da tempo con una piccola postilla (vaffanculo la sinistra...spesso provo note nostalgiche e melanconiche sulla sinistra in questo spazio che non sono mie, credo si tratti di una mancata eleborazione di un lutto, non ritenendo probabile l'alternativa rappresentata solo da una volontà di novelli Frankenstein che cercano di ridare vita a un morto, la sinistra) noto come quello che era il mio problema tre o quattro anni fa cioè l'assegnare un orizzonte temporale agli eventi è un fatto ancora ampiamente sul tavolo e di non facile e soprattutto non breve soluzione. Tradotto, non si esce dall'€ né oggi né domani. Anzi il processo sarà lungo e doloroso, transiterà per sofferenze e miseria, e forse culminerà nel sangue. Con buona pace di tutti.
    La stragrande maggioranza delle persone che conosco, anche quelle di cultura elevata, semplicemente se ne fottono non solo dell'€, ma di tutto a partire dalla sinistra e dalla destra. Fingono di interessarsi alla società, leggendo repubblica e corriere e guardando Vespa e raitre, ma la loro tivù preferita è il trash della De Filippi, insomma gente basica, per quanto acida...
    In conclusione El pueblo vuole l'euro. Che si fotta pure lui.
    Ciò nondimeno il lavoro di Alberto, anche se avesse un solo lettere, manterrà intatta la sua valenza domani e poi domani.

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    1. Quantomeno i qui presenti non dovranno affrontare anche l'improvviso "shock da trincea" quando le cose peggioreranno in massa. Non è affatto poco. Perché, come ricordava il Maestro: "Saetta previsa vien più lenta".

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    2. Un conto sono le chiacchiere e un conto le pallottole. Nessuno di noi è disposto a morire (anche se io non sto più molto bene)! Quando arriverà quel momento saremo tutti scioccati. Averlo previsto ci lascerà solo l'amarezza di non averlo potuto scongiurare.

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    3. @ aquilano
      Apprezzo la franchezza, ma il tuo mi sembra un punto di vista un po' unilaterale. Capisco l'incazzatura.

      @Citodacal

      In guerra però ci si fa molto male, eh? E la prima volta è sempre una grossa sorpresa.

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  22. Grazie Roberto, come sempre solo roba buona... Apprezzo in particolare il punto 2. Sul punto 3 personalmente trovo l'analisi di 48 soddisfacente e ho la sensazione che nei tempi a venire potremo trovare ancora più punti di contatto tra le due realtà storiche dell'eurismo e del nazifascismo..
    Detto questo, personalmente non ne faccio una questione di feticismo, in Francia avrei votato Le Pen, perchè fascista è chi fascista fa. Per il punto 4, a proposito di 48..
    Sul punto 7: concordo ormai a malincuore sul fatto che l'esito non sarà pacifico, per usare un eufemismo..
    Punto 8: l'opposizione all'ideologia dominante è divisa e scarsa, faccio però presente che se il nemico è sempre quello (con buona pace dei neismi) anche le buone soluzioni già sperimentate in passato possono essere riprese, non credo che occorra del genio per reinventare la democrazia.

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  23. Condivido molto del post, a maggior ragione in Italia dove l'unico partito no euro da programmazza, la Lega, sconta parecchio il bonus cazzate concesso all'autorità. FNL almeno nasce nazionalista, Lega sconTa anche questo. (Che gli stessi che non possono dimenticare la secessione della Padania diano del fascista a Salvini mi fa due volte ridere/piangere).
    Concordo che l'esser dalla parte della ragione non conta in modo assoluto e che forse ho peccato di intellettualismo socratico ad aspettarmi che, come fui illuminata io quando scoprii la grande truffa democratica in questo Blog, così lo sarebbero stati tutti gli altri. L'ideale sarebbe ricondurre l'autorevolezza alla ragione, ma questo è buona parte del problema (e maledetti siano per sempre gli pseudo intellettuali che ci ritroviamo).
    Con la sinistra critica radicale dialogante che sia non si fa nulla, non vogliono punto. Qualsiasi cosa sia il fascismo (mi convince definizione LBC di destra economica autoritaria) comunque anch'io abbandonerei il termine, ché tanto lo usano solo loro per attaccare ogni piè sospinto..
    Sul manca ideologia/narrazione da accreditare come dominante almeno un sunto delle 100 buone in circolo ora sarebbe utile in effetti, unire tutti i puntini insomma..
    Rimane l' elefante nel salotto, ed è bello grosso: che sia tema problematico da gestire anche culturalmente, nel senso di cultura autorevole e dominante, io non credo. Qui gli italiani sono uniti e l'autorità costituita non convince per nulla. Qui non vince il buonismo perché il diritto cosmetico all'accogliere per essere accolti a nostra volta come eterni migranti non sono riusciti a inocularcelo grazie al cielo.
    Sostenere e votare compattamente il partito no€ accettando che prenderà voti soprattutto su immigrazione e che magari non soddisfi del tutto quel ritorno al futuro che vorremmo,la lega per parlar chiaro :) senza aspettarsi subito la vittoria finale e definitiva mi sembra l'unica scelta ragionevole. Perché di voti ne prendera' specie se la sosteniamo alle amministrative a costo di tirarci il naso, come dice Borghi.

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    1. "Perché di voti ne prendera' specie se la sosteniamo alle amministrative a costo di turarci il naso, come dice Borghi"
      Bravissima

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  24. Credo che le elezioni presidenziali francesi ci portino a trarre alcune considerazioni rilevanti.
    1) I programmi politici della Le Pen e di Melenchon presentavano numerosi punti di contatto, alcuni praticamente sovrapponibili.
    2) Nonostante queste corrispondenze programmatiche, l' elettorato della sinistra ha manifestato una ferrea impermeabilità al voto per la destra (astensionismo al 25%; altissima percentuale di schede bianche). Un rifiuto direi ideologico, il cosiddetto riflesso pavloviano antifascista, retaggio di un passato ancora troppo vicino, di una storia lacerante, come dopo tutte le guerre civili.
    3)Alla Le Pen sono infatti mancati i voti della sinistra, mentre mi sembra che i gollisti si siano divisi tra il voto a Macron e quello alla candidata del FN.
    4)E' inutile che ci giriamo intorno. La destra del FN che porta nel simbolo la fiamma tricolore, in analogia con il MSI italiano, è sempre stata oggetto di ostracismo politico dai socialisti, dalla sinistra radicale e dai gollisti (il fronte repubblicano). Dietro quel simbolo e quel personale politico, nonostante gli sforzi compiuti dalla Le Pen e da Philippot per connotare di temi sociali il programma del FN, è assai improbabile che possa realizzarsi la convergenza degli elettori della sinistra.
    5)La considerazione che mi sento di trarre da questa esperienza e da quello che sta accadendo in Italia è che per poter avere gambe robuste e veloci un progetto di recupero della sovranità dello Stato Nazionale e di fedele rispetto della Costituzione deve essere trasversale, coprire tutto lo spazio possibile dalla destra alla sinistra e poggiare su personalità politiche credibili, non compromesse con il passato recente o remoto.
    I cardini sui quali fondare questo progetto sono fondamentalmente tre:
    Patria, Popolo, Costituzione.
    Mi piace in proposito il termine coniato da Ugo Boghetta di "patriottismo costituzionale"
    http://sollevazione.blogspot.it/2017/04/per-il-patriottismo-costituzionale-di.html

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  25. Bravo Buffagni, come sempre una chiarezza esemplare.

    Colpisce un fatto. I partiti socialisti (di nome più che di fatto) sono sconfitti dappertutto e anzi praticamente scomparsi. Chi dunque dovrebbe beneficiare di questa pregiudiziale antifascista che si suppone ancora così potente?

    MLP ha preso milioni di voti e così si è ampiamente legittimata. Macron non credo le abbia contestato più di tanto il suo "fascismo" e per quel che ho capito si considera al di là della destra e della sinistra (o forse al di là del bene e del male).

    In Italia non mancano personaggi simili - a Macron - nelle pretese, come un Grillo ad esempio. E d'altronde il PD vi sembra un baluardo dell'antifascismo? A parole forse ancora un po' ma in realtà sempre meno.

    Insomma concretamente quel fronte antifascista non esiste più nei fatti perché serviva a legittimare un compromesso socialdemocratico e costituzionale ampiamente in crisi (questo en passant spiega perché chi è idealmente legato a quel compromesso, come LBC, utilizza ancora quella parola per designare il proprio nemico).

    Se le cose stanno così, l'indebolimento di quella pregiudiziale non è detto che sia indizio di una "apertura mentale" o della volontà di ricostruire una identità nazionale lesa, quanto il segnale che l'oligarchia al potere è pronta a intraprendere percorsi sempre più autoritari.

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  26. @Buffagni non ho capito questo:
    "ma sono dominanti e coerenti, molto più dominanti e coerenti delle cento ideologie più o meno intelligenti e coerenti che alimentano il nostro campo."
    Coerenti? Forse apparentemente coerenti.

    Solo un altro appunto, che è più un dubbio
    "Non esiste proprio il trionfo sans larmes, con la vittoria della ragione"
    Keynes diceva che alla fine quel che contano sono le idee e che è estremamente difficile estirparle. Trovo molto interessante questo punto di vista.

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  27. Un'altra cosa scusandomi per la deviazione, che è d'altronde solo parziale perché mi piacerebbe conoscere l'opinione di Roberto su un tema.

    Bagnai è un uomo di sinistra che ha scritto "eurodelitto ed eurocastigo".
    In questo blog la sinistra è stata sempre ampiamente e santamente bastonata (con giubilo del sottoscritto). La realtà, leggermente in ritardo, sta compiendo l'opera, portando i numeri dei partiti di quel l'area politica in linea con la loro rilevanza. Noi possiamo pure continuare a chiamare Renzi di sinistra ma sappiamo che è un'operazione che lascia il tempo che trova e a questo punto inizio pure a pensare che sia funzionale a una rimozione.

    Mi domando, chiedo, a te Roberto e agli altri amici cristisni, cattolici: inizierà l'autocritica da quella parte? Inizierà? Dico uno rispetto ai padri dell'euro, un Prodi per es. o altri come volete, potrà pur dire che era di sinistra, va bene: ma non è allo stesso modo un rappresentante del mondo cattolico? Che cosa è successo da quelle parti? Questa famosa dottrina sociale della Chiesa dico che dovrebbe permeare una forza comunque rilevante nel nostro paese, che conta non pochi fedeli...non pervenuta?

    A me sembra che qui ci sia un altro baluardo de Leuropa e che in un paese come il nostro sarebbe interessante capirne le ragioni.

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    1. Si. La dottrina sociale della chiesa ha una forza rilevante nel nostro paese. Almeno potenzialmente.

      Purtroppo se l'è già cooptata il potere.
      Sono quelli che "otterranno" grazie alle loro "lotte" il reddito di cittadinanza ...di Hayek (cattolico)

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    2. @ Fabio Pini
      Grazie a te, Fabio. La vedo meno facile ma apprezzo lo spirito combattivo.

      @Claudio Luppi
      Concordo nell'insieme sulla tua analisi. L'avversario il clivage destra/sinistra lo ha già cancellato (o quasi). Perchè lo si faccia anche nel nostro campo devono avvenire fatti nuovi, molto nuovi, Ma siccome viviamo in tempi interessanti fatti nuovi avverranno, magari non quelli che ci aspettiamo ma avverranno senz'altro. il "patriottismo costituzionale" di Ugo Boghetta è una parola d'ordine che fa un primo passo su quella strada (però di "patriottismo costituzionale", in opposta direzione, parla Habermas, il principale filosofo UE "desinistra", come vedi niente è proprio facile facile).

      @ Diego Meloni
      Parlo di coerenza interna, che non corrisponde necessariamente all'esattezza e/o alla verità. Concordo con Keynes che alla lunga le idee sono la cosa più importante (basta non aver fretta però).

      @antonino iovino
      La Chiesa cattolica è attraversata dal conflitto culturale e politico mondialismo/anti come tutte le istituzioni. Non è una esagerazione parlare di scisma latente. Il che dimostra che questo scontro è cosa molto seria.

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  28. Mi sbagliero', ma a me pare che sacche geopolitiche dove la redistribuzione della ricchezza e' centrale ancora (r)esistano. Io vivo in una di quelle (Norvegia).
    Siamo pochi (poco piu' di 5 milioni) e c'abbiamo il petrolio... Ma i principi e la loro appplicazione, erano centrali decenni prima delle prime trivellazioni nel Mare del Nord, quando ancora si viveva di pesca, agricoltura e pastorizia. Ancora oggi la si chiama Socialdemocrazia da queste parti e solo una ristretta minoranza mette in discussione il modello. Perfino i "liberisti" andati al governo alle ultime elezioni hanno dovuto farci i conti e oltre alcune (contro-) riforme marginali non sono potuti andare (e peraltro perderanno le prossime elezioni). E mi pare che altre sacche esistano nel pianeta. Modelli di (r)esistenza coi quali confrontarsi.
    Ma volevo dire dell'altro.
    Mi stupisce come nessuno prenda in considerazione un panorama futuro un po' piu' "leninista", nel senso della inevitabile conclusione/risoluzione del succedersi delle crisi prossime venture (imperialismi in continua lotta fra loro): un' altra guerra planetaria per risolvere le contraddizioni e ridisegnare le sfere di influenza e dominio imperialista.
    Ricordo inoltre che un pugno di "incompetenti", nell'autunno del 1917 (se ne celebra il centenario quest'anno), proprio in conseguenza delle contraddizioni imperialiste esplose nella Prima Guerra Mondiale, "trasse il dado", prese il potere e perlomeno fino alla morte di Vladimir Ilic (e al vigliacco rifiuto di Leon Bronstein di continuare il lavoro "duro"), ci provo', sul serio. E falli' tragicamente.
    Magari, per una volta, rileggere quelle pagine di storia, farne tesoro per prepararsi ad un "ottobre" (non so quando) che verra' facendo meglio di quel pugno di "incompetenti" (le pagine della propaganda del Capitale internazionale di quei tempi usavano lo stesso appellativo accompagnandolo a "criminali"), ci darebbe una chance di evitare che ancora una volta la Storia riproponga una tragedia trasformata in farsa.

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    1. @ Maurizio Moretti
      Io per la verità ci penso, allo scenario che delinei. Differenze: lo scontro diretto tra grandi potenze è possibile, ma più improbabile a causa dell'armamento nucleare strategico. Il "pugno di incompetenti" non lo erano mica tanto; erano un partito di rivoluzionari di professione che aveva alle spalle un secolo di pensiero e organizzazione del movimento operaio europeo.

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  29. Ringrazio tutti per le repliche, rispondo collettivamente e in breve perchè oggi pomeriggio e domani non potrò.
    Risposta 1: la faccenda del fascismo. Io la vedo come segue.
    Il fascismo, e anche il comunismo, sono due risposte alle aporie del liberalismo. L'aporia di fondo del liberalismo è l'economicismo, cioè l'assumere come ordinatore principale della società (e della psiche umana) l'economia, in specifico l'economia capitalistica. Il comunismo accetta l'economicismo liberale e lo porta anzi alle estreme conseguenze: ritiene che "la struttura" economica determini la "sovrastruttura" cioè tutto il resto, e afferma (sbagliando, ma questo si è visto dopo) che il capitalismo liberale contiene in sé, per necessità storica provvidenziale, il suo rovesciamento nella comunità degli eguali. Il fascismo oppone all'ordinatore economico l'ordinatore politico, e individua come soggetto politico principale la nazione + lo Stato (fascismo) o la nazione + la razza (nazismo). L'atteggiamento del fascismo (qui parlo anzitutto del fascismo italiano) nei riguardi dell'economia è pragmatico, perché esso non ritiene che l'economia determini tutto. In un primo periodo, il fascismo italiano applica politiche economiche liberali perché a) è indispensabile il compromesso con la classe dirigente in carica b) Mussolini personalmente di economia capisce molto poco c) non hanno ancora voce organizzata le correnti fasciste (sindacalismo rivoluzionario, corporativismo, etc.) che sono più favorevoli al dirigismo statale e alla politica "sociale". Dopo, una volta cambiati i rapporti di forza nel paese, consolidato il regime, organizzatasi la corrente corporativista, il fascismo fa la politica dirigista e sociale che sappiamo. Nel suo ultimo libro Giovanni Gentile dice che "il comunista è un corporativista impaziente".
    Qualunque cosa si pensi del fascismo, è del tutto fuorviante denominare "fasciste" le politiche economiche liberali, anche se il fascismo ha potuto implementarle (parzialmente). Il liberalismo economico puro e duro (NON il liberalismo politico e culturale, in particolare il liberalismo conservatore, vedi Croce che cerca di separare liberismo economico e liberalismo) è pensare, dire e fare quanto segue: "tutto può essere venduto e comprato", il che ha ovvie ed enormi conseguenze sul piano culturale, antropologico e politico. Questa è certo una posizione estremistica che non tutti i liberali condividono (Hayek sì) ma è anche una posizione che NESSUN fascista condividerà MAI o ha MAI condiviso, perché è antitetica a qualsiasi accezione di "fascismo" sia reperibile nella storia umana, tranne l'accezione fantasy di "fascismo" inventata dagli antifascisti (post fine fascismo) che denominano "fascismo" tutto quel che non gli piace e in particolare tutte le politiche economiche che non si basino su un welfare ottimo e abbondante, sulla piena occupazione fino all'ultimo lavoratore, etc.

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    1. [1 di 3] Stai mistificando il lavoro svolto su Orizzonte48.

      Quando scrivi «è del tutto fuorviante denominare "fasciste" le politiche economiche liberali» operi un'inversione fra effetto e causa per far apparire idiota la tesi che vuoi screditare.

      È esattamente il contrario, si è sostenuto che è il fascismo ad essersi presentato come liberista in un primo momento (cfr. la prima parte di ANTIFASCISMO SU MARTE E LIBERISMO: L'IRRESISTIBILE TINA GUERRAFONDAIO).

      In seguito, si è sostenuto, proprio perché il liberalismo economico non è il paradiso del benessere generalizzato, come pensano i fessi, il fascismo si adatta alle mutate esigenze dei capitalisti:

      «Questo accadde appunto…dopo la crisi del ‘21 che fu una crisi conseguente alla guerra […]

      Ci fu in Italia - e in tutti i paesi - una certa difficoltà nel trasformare le industrie di guerra in industrie di pace. […] Le industrie che si erano lanciate nella produzione bellica si erano gonfiate durante la guerra per aumentare (come è normale che avvenga nella industria capitalistica) i propri profitti, si trovarono di colpo a non sapere che cosa vendere. […]

      Avrebbero avuto bisogno di uno stato che ordinasse locomotive invece che cannoni, vagoni ferroviari, rotaie. Le acciaierie, le industrie siderurgiche, meccaniche, si trovarono in condizioni gravissime. […]

      Gli industriali pensarono che se avessero appoggiato il fascismo e lo avessero mandato alla conquista dello Stato, avrebbero avuto finalmente a capo del Governo non un liberale di antico stampo come il Giolitti, che credeva in una certa funzione delle Stato, in certi diritti dello Stato, che non credeva che lo Stato dovesse obbedire al primo Agnelli che arrivava a dargli un ordine, ma un servitore obbediente. Come praticamente ebbero nel fascismo. È quando la Confindustria si decise a gettare il peso della sua forza economica, sociale, la, sua stampa, i suoi giornali, a passare dalla parte del fascismo, è da allora, dalla fine del ‘21, che il fascismo vince definitivamente la sua battaglia. Prenderà il potere poi nell’Ottobre del ‘22.
      »

      Il capitalista è liberista col culo del lavoratore. Quando è in gioco il suo si trasforma immantinente e volentieri in dirigista, statalista, protezionista, autarchico

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    2. [2 di 3] Non fare chiarezza sulla politica economica del fascismo porta ad effetti tragicomici, tipo questo articolo sul Secolo d'Italia: Mussolini salvò l’Italia con la lira a Quota 90: è la ricetta per la Grecia?. Ricordiamo quali furono gli effetti della Quota 90 e, più in generale, della poltica economica del fascismo:

      «… tra il 26 e il 1930, si riscontra “una caduta continua” dei salari reali, per complessivi “26 punti percentuali” (V. Zamagni, Salari e profitti nell’industria italiana tra decollo industriale e anni ’30 in S. Zaninelli e M. Taccolini (a cura di), Il lavoro come fattore produttivo e come risorsa. Atti del convegno di studi della Società italiana di storici dell’economia, Vita e Pensiero, Milano, 2002, pag. 244), naturalmente col compiaciuto plauso della finanza anglosassone. La stessa Zamagni, che io sappia la massima esperta di salari nel periodo fascista, così conclude (Ibid., pagg. 245-6): “In generale si conferma in questo lavoro che il periodo fascista non fu un periodo di restringimento dei profitti, bensì dei salari, con un mancato allargamento del mercato interno ed una accumulazione di capitale nei settori pesanti dell’economia di cui l’acquirente era prevalentemente il settore pubblico (i consumi pubblici aumentarono infatti negli anni del regime molto notevolmente, mentre i consumi privati ristagnarono)”.»

      Ma questo naturalmente è triviale economicismo.

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    3. [3 di 3] Ancora, scrivi nel post «3) … ci sarà SEMPRE una forza di sinistra "critica" tipo Mélenchon con NON si alleerà MAI con la destra (pregiudiziale antifascista, internazionalismo, se serve una conferma istantanea basta leggere Fabio Pini e i molti altri come Luciano Barra Caracciolo che tirano in ballo il fascismo per definire la UE, una realtà che con il fascismo c'entra zero).»

      Riguardo il FN, Quarantotto scrive questo, ad esempio (in DESTRA ECONOMICA, AUTORITARISMO DEI MERCATI E DESTRA...PER LA PROPAGANDA):

      «9. Svolte queste premesse, non vedo come, - al di fuori del giudizio compiuto alla stregua di valori cosmetici (cioè propagandistici, illogici e manipolatori), che sono imposti per fini di controllo sociale dalle attuali oligarchie, cioè destre, economiche-, possa reputarsi "di destra" Marie Le Pen. Tantomeno di "estrema destra", sottintendendo che ella tenda a travalicare nel fascismo (suscitando variegati fenomeni di antifascismo su Marte) e, comunque, nell'autoritarismo.
      Nessuna delle idee contenute nel suo programma (sotto riportato nella schematizzazione fattane dal Sole24 ore, e quindi a lei certamente non favorevole), risulta favorire l'oligarchia del "proprietario-operatore economico" per conservare l'assetto allocativo efficiente su cui si fonda il suo privilegio.Anzi: alcuni dei punti programmatici (ad es; quelli sotto evidenziati) dovrebbero essere già parte condivisa di una piattaforma programmatica comune a tutti i partiti, di tutta l'eurozona, che sostengano il lavoro e il ripristino della democrazia sostanziale.
      Né risulta propugnare un processo decisionale e normativo che si sottragga al controllo della Costituzione e del voto popolare (propugnando tra l'altro il sistema proporzionale).
      »

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    4. @ Correttore di bozzu.
      Se vuoi dialogare con me, NON mi dai del mistificatore. Ritiri l offesa, mi chiedi scusa e poi si parla. Altrimenti io con te ho chiuso qui, a meno che non desideri parlarne a tu per tu.

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    5. Non voglio risse nel mio saloon. Forse Correttore avrebbe dovuto dire "stai fornendo una visione molto personale dell'opera di Barra Caracciolo". Questo ve lo vedete voi. Qui il punto è che l'autore (Barra Caracciolo) concorda, e per quel che mi riguarda, hai voglia a parlare di destra sociale: er Puzzone ha difeso con la svalutazione interna una parità insostenibile. Cerchiamo tutte le differenze e i distinguo del caso: questo era chiamato a fare e questo ha fatto (in quel periodo).

      Io diffido dal "this time it's different". Come strumento ermeneutico preferisco l'Ecclesiaste. Ora che la stiamo vedendo coi nostri occhi, la difesa di quota 90 (da parte del Sole 24 Ore), è difficile venirci a raccontare che sia e fosse nell'interesse del povero lavoratore.

      Il resto è nominalismo.

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    6. (...la valutazione di Quarantotto la trovi più giù: posso concedere che non legittimi la forma dell'intervento di Correttore, ma mi sembra si allinei sulla sostanza. Vorrei comunque che nessuno si facesse illusioni: il potere è una cosa sporca, violenta e costosa. Chi ci arriva lo fa coi soldi di chi ce li ha - o, in rarissimi casi, per toglierglieli - e poi difende la propria posizione. Buon partito a tutti...)

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    7. Che sbadato, ho dimenticato di usare il dizionario.

      Comunque sento veramente una necessità impellente di dialogare con quelli che arrivano, vogliono spiegarti ciò che pensi, farti passare per diversamente perspicace e poi se non li assecondi si offendono pure.

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    8. Io discuto con chiunque entro i limiti del rispetto e della buona educazione. Fuori, non discuto con nessuno.

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  30. Non a caso il mio amico A. si è bevuto che l'Euro è indispensabile come prima si era bevuto che la riforma serviva a eliminare il senato e come prima che Monti era venuto per salvarci dalla rovina economica e come prima che Tortora era camorrista.

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  31. Alors.

    Io sono anche daccordo con il (deprimentissimo) post, perchè uno deve guardare in faccia la realtà, ma sul punto 5 e 6 mi permetto di dissentire in parte.

    E' assolutamente vero che per governare serve una base nella PA, ma che serva necessariamente nella dirigenza della PA è una boiata. Per esperienza diretta in almeno 3 forme della suddetta PA, spesso e volentieri il lavoro della dirigenza lo fanno i quadri, o funzionari che dir si voglia, che generalmente detestano i propri dirigenti e sono molto più variegati nelle loro simpatie politiche.

    Si parla spesso di "classe dirigente" e di cambiarla, ma i più non si rendono conto conto questa non è composta da parlamentari e governo, ma dai primi 3 livelli dell'amministrazione: i parlamentari ed i ministri passano (pure piuttosto rapidamente, da noi) mentre direttori generali, direttori e dirigenti di prima fascia restano... ed i loro agganci politici sono immutabili, perchè hanno i loro referenti da decenni e quelli sono.

    Di più, da noi un ministro dura in media diciotto mesi (lievemente di più negli ultimi governi, ma non molto), neanche il tempo di capire cosa gli hanno messo in mano, e spesso non ha alcuna esperienza nella materia (l'apoteosi con la Boschi e la Fedeli)... secondo voi, chi dirige veramente le modalità di implementazione delle direttive del governo (o se questa sia implementabile o no), il ministro od il dirigente dell'uffici competente?

    Ora, mentre nei primi tre livelli gli orientamenti politici, anzi diciamo le fedeltà, sono immutabili, fra i quadri/funzionari il sentimento no-euro, per quanto non in maggioranza, è diffuso. A mia sensazione, arriva almeno al 10%, se non più (pure in Banca d'Italia ne conosco uno!). Se hai il 10% dei funzionari statali che tendenzialmente stanno dalla tua parte ed hai qualcosa da offrirgli (che non deve essere necessariamente il posto del capo), trovare i 5.000 è un attimo e la fidelizzazione è rapida.

    Il problema del centro destra italiano in genere (di quello no-euro non parlo, perchè non ha mai avuto accesso al governo: Salvini è venuto fuori dopo che Berlusconi aveva già perso il potere, la Meloni idem e comunque era -e rimane- una insignificanza politica) è che non ha mai avuto la voglia di andare a toccare i ministeri e si è affidata ai direttori generali credendo che la burocrazia fosse neutrale (il che è un'altra boiata inventata dagli inglesi con i "civil servants", ma falsa dai tempi dei tempi). Avesse sradicato (col promoveatur ut amoveatur, che le defenestrazioni non sono possibili per un numero di motivi e neanche auspicabili) i primi livelli almeno dei ministeri più importanti promuovendo i "propri" funzionari, forse le cose sarebbero andate e starebbero in modo molto diverso.

    Solo che lo devi sapere subito chi sono i potenziali 5.000, non puoi perdere un anno dopo essere andato al governo per trovarli, perchè se no in quell'anno i sostituendi ti fanno a pezzi (daccordo con l'osservazioen su Trump, è verissimo). Da questo punto di vista il famo er partito è una stupidaggine, ma qualche forma di aggregazione/network/ChiamateloComeViPare si deve creare, in maniera magari anche un po' carbonara, perchè i no-euro il fatto di essere no-euro non ce l'hanno scritto in faccia e li devi identificare (ummm, forse si può provare con una ecografia, quasi tutti noi abbiamo il fegato con le cicatrici ormai)

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    1. @ Guido Costantini
      Sono d'accordo, non c'è bisogno di 5000 mandarini. Ci vogliono le seconde e terze file, più qualcuno delle prima.

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  32. Sarò banalotto, ma non c'è analisi che possa prescindere dall'articolo quinto.

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  33. Le condizioni per una nuova Europa non potranno prescindere dalla ricreazione di una scuola superiore improntata al modello ottocentesco di sapere diacronico, classico, medievale e territoriale. I valori che uniscono due adolescenti di Parigi e Berlino passano oggi per gli Stati Uniti e non per la comune cultura europea classica, cristiana, slava, celtica, germanica etc. La scuola sta eradicando persino le conoscenze minime di tale passato. Un progetto di ampio respiro passa attraverso questo, oppure e' destinato a fallire miseramente. Lo pensi con profondissima convinzione nel momento in cui stiamo chiudendo uno dopo l'altro le magistrali in lettere classiche. Suicidio europeo?

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    1. Sì, quando una società rinnega il suo passato si sta suicidando.

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    2. Mia figlia studia greco, vedi un po'.

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  34. 1) Per quanto riguarda la premessa del punto 1):

    "Verissimo che "l'argomento euro è perfettamente sviscerabile in TV"

    e allora, se un'immagine vale più di mille parole, ci sarebbe subito da chiedersi, come mai non ci sono in giro infografiche efficaci che descrivono i presupposti errati ( violazione dei fondamentali di macroeconomia ) con cui nasce l'euro e i vari disatri che ha provocato a livello nazionale ( non solo italiano ovviamente!! ) sulla produzione industriale e occupazionale?

    Persino il Front National per la campagna elettorale delle presidenziali non ha prodotto alcuna infografica efficace!!

    Ergo, sottovalutare o omettere degli errori così gravi di comunicazione vuol dire solo partire da premesse errate, con tutte le conseguenze negative del caso!!




    2) Non sono d'accordo con la premessa del punto 2) e quindi con le sue conclusioni.

    E allora secondo me invece il presupposto logico fondamentale è il seguente, eccolo arriva.

    "Il culmine della nostra libertà personale sembra sia accettare che i mezzi di comunicazione ci liberino dal fardello della critica" by Paolo Sensini

    Per articolo completo:

    http://www.libreidee.org/2014/01/brutte-notizie-i-complottisti-hanno-ragione-e-provato/

    Di seguito tre spunti integrativi:

    a) Macron ha effettivamente goduto di una copertura mediatica superiore a quella degli avversari, e in occasione del secondo turno ho voluto parlare proprio del ruolo dei media nelle elezioni con il sociologo Alain Accardo, senior lecturer a Bordeaux 3 specializzato in giornalismo e funzionamento dei media mainstream....

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/come-si-costruisce-presidente-macron-ha-goduto-copertura-147348.htm

    b)Perchè così indolenti? – di Wayne Madsen

    A differenza dei movimenti progressisti popolari del 20° secolo, i lavoratori e gli studenti della Grecia e delle altre nazioni colpite dai programmi di austerità imposti delle banche mondiali, perdono il loro fervore solo dopo qualche sciopero generale, marcia sul parlamento, e l’occasionale distruzione di qualche auto della polizia. Perché queste rivoluzioni popolari non si realizzano pienamente?.....

    http://www.ilnodogordiano.it/?p=525

    c) http://www.libreidee.org/2010/09/chomsky-10-mosse-per-manipolare-ogni-giorno-la-verita/

    3) “Io prendo delle decisioni. Forse non sono perfette, ma è meglio prendere decisioni imperfette che essere alla continua ricerca di decisioni perfette che non si troveranno mai.” Charles De Gaulle

    E questo modus pensandi lo ha fatto diventare Charles De Gaulle, questo modus pensandi è anche l’approccio mentale giusto per dare vita a imprese di successo di qualsiasi tipo: economico, pioneristico ( i fratelli Wright ), politico, ( Martin Luther King, Gandhi, ecc…!! ) , insomma, aspettare le condizioni perfette per dare vita a una propria impresa personale non è un approccio mentale pratico che da buone probabilità di successo ma invece è un approccio mentale teorico che darà scarse probabilità di successo!!

    In conclusione, è stato un vero piacere leggere il suo interessante post e spero che questo mio piccolo contributo venga pubblicato!!

    Cordiali saluti.

    Fabrice

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    1. Grazie a te, Fabrice, ricambio i saluti.

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  35. Forse bisognerebbe pensare ad una moneta parallela, ho letto dei ccf, qualcosa che le faccia tagliare il ramo dove è seduta.

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  36. Sempre grazie Roberto Buffagni.
    Hai ragione Alberto, il quadro interpretativo dell' attuale fase acuta liberista lo hai magistralmente posto nei tuoi libri.
    Purtroppo per te (noi) hanno contribuito a canalizzare una domanda di rappresentanza politica che non riesce a trovare sbocchi.
    Dei processi politici (per quanto minoritari ed improbabili) sono in atto e che persone che stimi contribuiscano, cercando di evitare errori fatali e compromettenti, è una scelta a mio parere lungimirante, che può avere effetti benefici anche sul breve periodo.
    A riguardo condivido con voi l' ultima riflessione di Mimmo Porcaro.
    Credo che la convergenza sia necessariamente parallela tra A/simmetrie e "famoerpartitismo" proprio perchè quest' ultimo è in atto e rischia di danneggiare l' autorevolezza della sistematica pressione che eserciti sul dibattito e sui media.
    Il tuo "non in mio nome" (lo condivido politicamente, prima ancora che umanamente-o faccio una cosa o ne faccio un' altra). E quello che stai facendo è anche per me la cosa più efficace. I temi dell' ideologia ma sopprattutto dei soldi, rimane. Al primo Mimmo fornisce una risposta (operativa?).Al secondo dobbiamo fare di più nelle donazioni ad A/simmetrie in primo luogo. Senza quell' autorevolezza non andiamo da nessuna parte. Er partito nasce morto quindi? Credo che a questa domanda politici di esperienza come Ugo Boghetta per esempio possano fornire utili suggerimenti.

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    1. Caro ERIK
      per ogni Mimmo Porcaro che ha intelligentemente capito e non si è venduto, ce ne sono migliaia che non lo hanno fatto (capito).

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  37. Francamente, anche se condivido buona parte del post, non capisco come si possa affermare che "Il FN ha un programma economico socialista (vero)". Il fatto che vi fossero alcune misure ragionevoli come l'abolizione della Loi Travail non fa di quel programma un programma socialista. E il fatto che misure analoghe non siano proposte da altri partiti ugualmente non fa di quel programma un programma socialista. La Le Pen proponeva nazionalizzazioni? Proponeva politiche keynesiane di pieno impiego? Suvvia.

    Molto convincente, invece, la chiosa finale del prof. sul fascismo come "ricorrente fase acuta del liberismo". Ma prima di LBC l'aveva spiegato Kalecki in un saggio che andrebbe letto e riletto almeno una volta al mese: "Infine, la “disciplina nelle fabbriche” e la “stabilità politica” in una condizione di pieno impiego sono mantenute dal “nuovo ordine”, che spazia dalla soppressione dei sindacati ai campi di concentramento. La pressione politica sostituisce la pressione economica della disoccupazione."

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    1. @ Marco Giannatiempo
      Hai ragione "socialista" è impreciso. Diciamo che è un programma di centrosinistra (I Repubblica italiana). Facendo le debite proporzioni, è di supersinistra, no? Sull'ultima questione, dissento per le ragioni che illustro brevemente nella prima risposta collettiva.

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  38. Risposta 2, sul resto.
    1) Non scrivo quel che ho scritto per mettere paura e invitare a darsi alla pesca o all’uncinetto. Secondo me è molto importante NON farsi illusioni e NON scambiare i propri desideri per realtà, sia perché così si perde di sicuro, sia perché il ciclo maniaco-depressivo tra illusione e delusione, speranza di trionfo e constatazione di sconfitta danneggia la salute mentale, sfinisce e conferma la sensazione generale di impotenza. Per combattere il proprio avversario bisogna a) anzitutto capirlo e NON sottovalutarlo b) capire chi siamo noi e non sopravvalutarci. Poi la palla è rotonda, niente è scritto, e anche nel caso in esame delle elezioni francesi non tutto è rose senza spine per Macron e i suoi amichetti, che anzi hanno una bella gatta da pelare come dimostrano le analisi del voto e dell’astensione; per tacere della realtà che va avanti per la sua strada e continua a proporre i gravi problemi che sappiamo (più altri che invece NON sappiamo).
    2) Personale. Anche in Italia c’è, all’interno della classe dirigente, in posizioni di prima, seconda e terza fila, gente competente che non gradisce la situazione di fatto, non ama la UE, è disponibile in varia misura a lavorare con l’opposizione. La differenza con la Francia è questa: che in Francia, dopo la Rivoluzione, un settore importante delle nobiltà si è rifugiato nelle FFAA e nello Stato, in particolare nel Quai d’Orsay (un altro settore si è identificato con l’aggressore ed è entrato nella finanza e nell’industria). Dal settore di nobiltà che ho indicato per primo, e dai ceti contigui per costumi, interessi e ideologia, esce anche il gen. De Gaulle; ricordo che leader della battaglia per il NO al referendum sulla Costituzione europea del 2005 fu il visconte Philippe de Villiers, un vandeano (do you remember la Vendée?). Morale: in Francia il nucleo di classe dirigente disponibile per l’opposizione è organizzato, anche se non partiticamente, in Italia no.
    3) Partito. Mai detto che non si debba o non si possa fare un partito. Anche due o tre. Secondo me il partito/partiti nascerà/anno dalle formazioni politiche esistenti, in conformità all’emergere sempre più chiaro del clivage principale del conflitto. La Francia è un inizio molto significativo. Dei dettagli si parla in altra occasione.
    [segue]

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  39. [segue dal post precedente]
    Risposta 2, seconda parte
    4) Redistribuzione. La redistribuzione della ricchezza è una cosa molto importante e un elemento del conflitto politico perenne; però non è tutto, secondo me. Anzi. Premetto per essere breve e chiaro sto per dire una cosa ingiusta, esagerata e, se intesa alla lettera, sbagliata: nel conflitto politico e culturale tra forze mondialiste e forze contrarie al mondialismo, ciò che si oppone sul serio e frontalmente al mondialismo NON è la rivendicazione egualitaria indissolubilmente legata al tema “redistribuzione della ricchezza”. Ciò che si oppone frontalmente al mondialismo è la rivendicazione delle differenze, cioè della propria identità, la rivendicazione dello Stesso che sola consente di identificare e riconoscere l’Altro: nazione, cultura, lingua, costumi, tradizioni, religione, rituali della vita quotidiana e non. Terra terra: il mondialismo capitalista è il fenomeno storico PIU’ egualitario mai apparso sulla faccia della terra, in confronto il comunismo è una prova generale malriuscita. La sua logica intrinseca è l’eguagliamento delle differenze (tutte) sull’unica base possibile, cioè l’unico minimo comun denominatore empiricamente rilevabile (sottolineo centosei volte “empiricamente”) tra tutti gli esseri umani: produrre e consumare. Ci sarebbe un altro minimo comun denominatore (l’anima o natura umana), ma non è empiricamente rilevabile, bisogna ragionarci parecchio e l’accordo unanime su cosa sia e come funzioni è impossibile. Invito a non farsi fregare dal tema politically correct del differenzialismo (rispetto delle differenze etniche, sessuali e chi più ne ha più ne metta). Le suddette differenze vengono esaltate e protette all’unico scopo di cancellarle ed eguagliarle, tant’è vero che il politically correct pretende che due uomini o due donne possano sposarsi “come tutti, perché si amano”. La giustificazione in capo all’amore o ammore è importante perché il nucleo radioattivo del minimo comun denominatore empiricamente rilevabile tra tutti gli esseri umani individuato dal mondialismo – produrre e consumare – è IL desiderio, NON il bisogno; e nel desiderio ci sta anche l’amore o ammore, che poi in pratica risulta nella preferenza arbitraria individuale: chi può giudicare se il mio amore o ammmore c’è o non c’è, se è giusto o sbagliato? Chi può dirmi se preferire la Mercedes o la BMW? Neanche Papa Bergoglio, che infatti saggiamente si astiene.
    [segue]

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  40. [segue dal post precedente]
    Risposta 2, terza parte

    4.1) Da questo egualitarismo tous azimuts del mondialismo restano escluse due sole cose : a) i redditi e i patrimoni b) chi comanda e chi obbedisce. Perché da un canto, senza gerarchia non si edifica neanche un chiosco di bibite, e se l’unica gerarchia legittima è quantitativa ed economica, ci devono essere i più ricchi e i più poveri; dall’altro, comandare non è facile anche se piace a tutti, e ci saranno sempre i più abili, i più intelligenti, i più preparati, i più favoriti, i più spregiudicati, etc., come sempre ci saranno i meno abili, i meno intelligenti e così via. Ecco uno dei motivi di fondo – e prego che NON mi si intenda alla lettera – in ragione dei quali chi è “desinistra” è particolarmente vulnerabile alle sirene mondialiste, anche quando vi si opponga rivendicando la redistribuzione delle ricchezze: perché un mondo di eguali gli andrebbe sostanzialmente bene, a patto che l’eguaglianza si estendesse, almeno in via tendenziale, anche a redditi, patrimoni e comando/obbedienza (peccato che questi ultimi tipi di eguaglianza siano impossibili). Così, quando i powers that be mondialisti gli fanno balenare il miraggio che un giorno, appena risolta “la crisi”, torneranno le vacche grasse socialdemocratiche, l’oppositore desinistra è fortemente tentato di cascarci; se poi i suddetti powers that be aggiungono il carico etico-ideologico da undici del “fascismo”, del “razzismo”, della “omofobia” etc. delle quali si renderebbe colpevole mettendosi coi populisti, l’oppositore desinistra deve fare uno sforzo eroico per non cascare nel trabocchetto, impalarsi sui bambù acuminati dell’egualitarismo, e votare Macron.
    4) Riassunto del punto precedente: è in corso una cosa molto seria che etichetterò per brevità “dialettica dell’illuminismo”, cioè la trascrizione in nero, con forte deriva sadiana, delle parole d’ordine della Rivoluzione francese. Libertà (da tutti i vincoli), Eguaglianza (nessuna gerarchia qualitativa), Fraternità (senza padri). Ecco perché c’è bisogno di una teoria generale della società (e della natura umana) all’altezza della marxiana, ed ecco perché ancora non c’è: pensatori all’altezza del problema non si trovano sulle pagine gialle.
    Fine Risposta 2

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  41. Senza voler iniziare una riflessione sterminata sul tema, anch'io condividevo all'inizio dei dubbi circa l'accostamento Fascismo-U€: l'enorme lavoro fatto da Orizzonte mi ha però aperto gli occhi.

    In tal senso si può parlare di Fascismo-Mussolini e Fascismo-sistema (Pinochet, colonnelli in Grecia, Francisco Franco, tutto il variegato e tragico mondo delle dittature sudamericane...), ma si adopererebbe una distinzione sottile e del tutto inutile ai fini dell'ora presente. Mussolini fu un opportunista insuperato, un formidabile giocatore di bluff e rilanci: ora liberista (fino al 1929) ora statalista, con Einaudi o con Bombacci a seconda delle circostanze e dei chiari di Luna della Storia.
    In definitiva capoccione fu un taxi utilizzato dal vile Capitale italiano per vent'anni e poi rottamato, ed egli ne era perfettamente consapevole nell'oscuro declino di Salò.

    Ciò che preme evidenziare è sempre la stessa cosa, ossia il predominio di quella Weltanschauung angloliberale sviluppatasi sui pilastri del Mercato e del Capitale assoluto che oggi vince, unica giocatrice, la sempiterna lotta tra classi e interessi.

    Senza dubbio occorre recuperare Marx come sistema d'analisi, ma il modello alternativo sta in Costituzione: basta renderlo di nuovo "popolare" tra le masse, e non è certo roba di poco conto...

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  42. Ho l idea per vincere e convincere:
    Costruiamo una bomba atomica...
    La chiamiamo "la madre di tutte le bombe atomiche"...
    Ahahahaagahah
    Scusate ... ma volevo farmi una risata

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  43. Cari tutti,
    invece di tante chiacchiere ed analisi inconcludenti non sarebbe più semplice ammettere che la guerra contro l'€ è perduta e che la maggioranza del popolo europeo non vuole rischiare un salto nel buio con il ritorno alle monete nazionali ma vuole semplicemente un'Europa più solidale e coesa?

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    1. Bentornato Pietrino! Che ventata di comicità...

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    2. Sagace considerazione! Riprende e ripropone il noto quesito su cosa si preferisca tra il burro ed i cannoni. Stavolta gli europei hanno scelto il primo e hanno fatto bene; il burro è ricco in vitamine A, K ed E solubili nei lipidi, abbonda in acidi grassi saturi a catena corta rapidamente metabolizzabili e dotati di azione antimicrobica, antivirale e perfino antitumorale (secondo evidenziato da recenti studi), inoltre fornisce stigmasterolo utile a proteggere le articolazioni dalla calcificazione (così i prossimi pensionati e i soggetti in età meno produttive che Attali propone di accompagnare anzitempo al sonno eterno, se ne andranno saltellando come grilli).
      Quando poi gli stessi ad aver scelto il burro europeo si accorgeranno del fatto che sia stato proposto per essere impiegato come lubrificante – e per quale loro parte anatomica nella fattispecie – , piuttosto che per le succitate proprietà nutrizionali, ripassiamo per il sondaggio d’opinione.
      (p.s.: il fatto che personalmente preferisca l’olio d’oliva al burro non mi mette al riparo da alcunché: anche quest’ultimo è un ottimo lenitivo contro l’attrito da introduzione)

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    3. Ero preoccupato, mi toccava leggere myownboss...

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    4. In pratica l'euro durerà perché lo vuole il popolo. Populista!


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    5. Scusi, Prof., ma anche Lei... Perchè comicità?

      Yanez ha la soluzione: una Leuropa più solidale e coesa. Eccheccevo'?
      La vuole Ilpopoloeuropeo, per giunta.

      Abracadabra no, eh? Parrebbe un eccesso di razionalità.

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    6. Caro Peter, senti, voi seguaci neri siete per me una fonte di ilarità, ma anche di sincero stupore. Rappresentate un mistero della psiche umana. Mi piacerebbe tanto, tanto sapere perché continuate a occuparvi di queste "chiacchiere e analisi inconcludenti".
      Perché torni, Peter? Perché leggi, perché sei qui? Giuro, non riesco a comprendere l'impulso che ti guida. Non troverai pace finché non ti daremo ragione noi? Ma perché, perché brami tanto che proprio noi, noi poveri chiacchieroni inconcludenti, certifichiamo che hai ragione tu? Se sei convinto che stiamo veleggiando "semplicemente" verso un'Europa più solidale e coesa (in effetti un obiettivo semplicissimo, sciocchi noi che non ci abbiamo pensato), se pensi che Macron punti la barra in quella direzione, bene, ti dico addirittura che ti invidio, sei contento? In caso anche tu abbia figli (chiunque può riprodursi, dopotutto, così natura vuole), sarai più sereno di me: ma perché hai tanto bisogno che te lo confermiamo noi, che hai ragione? Dio santo, i social brulicano di tuoi amici, onusti di onori, titoli accademici e gloria: sono tutti lì che ululano la loro gioia al cielo come iene, in questi giorni, perché non ti mescoli a loro, perché non confondete in una voce sola il vostro gaudio?
      Ti inquieta il dissenso? Per caso hai letto 1984? Vuoi a tutti i costi convertirci, purificarci, cancellare dalle nostre menti ogni traccia di eresia, vuoi che capiamo quanto è buono e giusto l'euro, crediamo e proclamiamo quanto è bravo Draghi e ti scongiuriamo di essere passati per le armi subito, in modo da poter morire con la mente ancora immacolata?
      O forse... forse è proprio il contrario: forse dubiti? La tua fede smagliante è forse incrinata dal nostro inconcludente chiacchiericcio? Non voglio crederlo.

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    7. In effetti il comico Peter non dice "avete torto" ma conferma implicitamente la fondatezza delle teorie anti€. Quello che asserisce è che le persone che ancora stanno "bene" e che quindi temono il famoso salto nel buio sono ancora molte...ma non sarà sempre così purtoppo. Lo ricordava il Prof. credo alcuni giorni orsono , quando la polarizzazione dei redditi diventerà più marcata in quel momento si creerà il punto di rottura.

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    8. si l'€uro è solo una moneta , ma lo sono anche i centesimi , le masse sanno quello che fanno ma sbagliano sempre , se votano e non sono perlomeno diplomati con un 60 il voto non dovrebbe essere valido , la Europa è la nostra casa comune europea e non se ne può uscire una volta che si è lì , meglio che spostare litaglia in africa è meno costoso spostare gli africani in italia, che una ruspa per spingere tutta l'italia nel sahara costa troppo. forza yanez che siamo tutti sulla stessa barca ....

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    9. Peter, quello che "vuole la gente" mi è del tutto indifferente, tantopiù se questo qualcosa è la mia testa su un vassoio, pertanto continuerò a difendere il mio diritto a esistere e contribuire alla definizione della società in cui vivo, anche senza il tuo preziosissimo permesso. Il Signore è il mio pastore, ed io non manco di nulla, se non di ciò di cui non abbisogno. Come il tuo permesso, per l'appunto.

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    10. No caro Pedro, secondo te noi dovremmo gettare alla spazzatura il nostro cervello? Voglio dire che se ci sono milioni di fessi come te, perchè tu lo sei senza alcun dubbio, sodomizzato e pure mazziato, non puoi pretendere che entrambe le cose possiamo accettarle qui, ovvero, mazziati e basta ci sta pure, ma sodomizzati e mazziati all' unisono, questa è roba che non accetteremo mai; ci siamo dotati di mutande di titanio.

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    11. @ Peter Yanez

      Sì, "sarebbe più semplice ammettere che la guerra contro l'€ è perduta e che la maggioranza del popolo europeo non vuole rischiare un salto nel buio con il ritorno alle monete nazionali ma vuole semplicemente un'Europa più solidale e coesa", però sarebbe falso e quindi non lo dico.

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    12. Caro Peter Yanez,ti auguro di non trovare questa meravigliosa Europa "più solidale e coesa" all'interno di qualche confortevole lager sorvegliato dai simpatici tedeschi e anche di non fare "salti nel buio" nè in mezzo alle bombe ed ai missili di una possibile terza guerra mondiale.Saluti ed auguri di vero cuore!!!

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  44. La vedo difficile: fin che la bandiera no€ potenzialmente offre sedie, ministeri, spesa pubblica oltre che il controllo del gigantesco apparato burocratico necessario a abbandonare l'€

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  45. A me basterebbe che tutti, piddini compresi avessero un piano b (in caso di crollo dell'euro) che ci salvi il deretano... Quello che temo è che si navighi a vista, e che quando andremo in default finiremo nel terzo mondo: fine della classe media, dieci famiglie ricche e tutti poveri in canna.

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  46. Mah...ho scritto due libri e qualche centinaio di post per dire che l'€uropa è restaurazione dell'economia liberista (marginalista e marshalliana) ante-crisi del 1929, tentata, e peraltro riuscita, in forma teorizzata come "pianificazione" ordoliberista (termine che ormai usano, anche a sproposito, quasi tutti), ed evidentemente qualcuno non se li è letti.

    Questo solo per dire che il punto che, semmai, ho costantemente sollevato, è che l'invocazione di una contrapposizione (sostanziale) al fascismo, da parte delle forze euro-federaliste (USA-guidate e non certo da chi si richiamava a Veblen e Hansen), è molto poco legittima: il che, evidentemente, è ben diverso dal far coincidere l'UE con il fascismo (storico).

    Diversa cosa è infatti affrontare la non trascurabile questione storica se il liberismo abbia promosso, come forma storicamente opportuna, le varie manifestazioni del fascismo (in tutta Europa, non solo in Italia, come attestano le conferenze di Bruxelles e Genova del 1920 e del 1922), apertamente ritenute, (certamente nelle fasi iniziali), dagli stessi "poteri" finanziari anglosassoni, come le più adatte alla restaurazione, nel contesto di allora (gli Stati nazionali) dell'"ordine internazionale del mercato" (cioè l'economia neo-classica in cui "apertura" degli scambi e imperialismo coincidono, pur autodefinendosi, contraddittoriamente ma ex post, cioè secondo i canoni odierni del globalismo, free trade).

    A me basta che Polanyi, quello "buono", la Robinson, e, naturalmente Basso, Ruini e Caffè, offrano saldi presupposti a tale analisi.
    E, in fondo, soprattutto Einaudi, che, a contrario, è la dimostrazione più lampante di tale interpretazione (insieme con Von Mises, che parla ancora più apertamente di tale natura strumentale del fascismo).

    Il clou della mia analisi, oltretutto, è dimostrare che la Costituzione del 1948 nasce in contrapposizione alla "scienza economica dell'800" (come si evince chiaramente dai lavori della Costituente), molto più che dalla esigenza di contrapporsi al fascismo che era considerato già un fallimento (dell'ordine internazionale del mercato) irrevocabilmente bocciato dagli eventi.

    Mentre invece la costruzione europea, ab origine, è appunto tentativo di riaffermazione di quel paradigma socio-economico oligarchico (e i suoi "padri" lo dicono in mille modi: che ho accuratamente ricostruito).

    Perché fare gratuita confusione nominatim?
    Oltretutto nell'economia del discorso del "post", risulta del tutto superfluo...

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    1. Per il momento vi seguo da lontano (sia lei che Buffagni) ma vi ringrazio perché sto imparando molto (anche sul suo blog).

      Tirando volgarmente le somme: il liberismo e la UE sono cosa diversa dal fascismo storico ma tali politiche conducono dritto dritto ad esso.

      Insomma, è un po' come dire che nel lungo periodo le politiche di destra avvantaggiano solo la destra (dove l'ho sentita questa?)

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    2. a LBC
      Ho letto i tuoi post, non tutti, non ho letto i tuoi libri. Secondo me la tua tesi, come tu stesso grossolanamente la riassumi, e sbagliata. Siccome non avevo intenzione di criticare il tuo lavoro, che e serio e merita una analisi approfondita, ho sbagliato a citarti en passant, anche perché come tu stesso rilevi, non e indispensabile nell economia del mio ragionamento.

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    3. "grossolanamente" (cioè in modo rozzo e sgradevole), "la tua tesi" (cioè mera ipotesi indimostrata): e lei si offende perché le viene detto di "mistificare", in un constesto di dialettica del tutto civile, avendo certamente lei (nel post) esposto un'arbitraria sintesi del mio pensiero, cioè che si rivela infondatamente diversa dalla "mia tesi"...che rimane comunque "sbagliata"?

      Conosco ormai il web e so riconoscere quando è inutile qualsiasi tentativo di conversazione.

      Solo mi sorprende che, a questo punto della traiettoria ormai percorsa da un intero movimento di opinione, sorretta dal lavoro SCIENTIFICO di pochi (per la verità), Alberto dia spazio a suoi ulteriori commenti.

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    4. A LBC

      Tu hai scritto, tirando volgarmente le somme, io ho scritto con la riassumi grossolanamente, senza la minima intenzione di offendere. E adesso la piantiamo di fare i minuetti filologici e le principesse sul pisello. Se volevi dirmi che non ho capito niente di quel che scrivi, me lo potevi tranquillamente dire e se ne parlava. Il reato di lesa maestà invece io proprio non lo vedo, ma il giurista sei tu. R con questa la chiudiamo, che siamo anche in casa d altri. Vale anche per te l offerta di una discussione a tu per tu se non ti ritieni soddisfatto, Alberto ha la mia mail e il mio telefono, e il permesso di darteli.

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    5. Caro Roberto, il galateo (ultimo rifugio dei piddini) oggettivamente lo hai tirato fuori tu. Non a caso hai avuto il plauso di serendippo (una domanda me la porrei!). Questo dibattito non è e non sarà mai un picnic né un pranzo di gala, peraltro. A questo dobbiamo rassegnarci tutti. L'unica regola è che io non sono la vostra segretaria, e che a casa mia decido io chi entra. Tu entri. Un abbraccio.

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    6. Rendo l'abbraccio, mi spiace per la seccatura. Serendippo non so chi è. Il permesso di dare il numero non era rivolto allo scopo di chiacchierare di galateo, come forse avrai intuito.

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  47. Uno dei paradigmi della nuova ideologia dovrebbe essere il controllo della ricchezza, cioè impedire ad un'ente privato di accumularne tanta da riuscire a dettare le linee della politica internazionale. E poi magari en passant fare una bella riforma dei mercati finanziari, dato che bisogna fare le riforme, riformiamo anche quelli. Giusto per decidere quale genere di titolo possa essere oggetto di compravendita e quale no.

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  48. Io la vittoria di Macron la vedo tanto come il sussulto del malato terminale, avete presente quando c'è quella specie di miglioramento, quasi incredibile, i parenti tirano un sospiro di sollievo ma il giorno dopo il poveretto muore.
    Ecco, l'unione europea è questo. Il Milfhunter francese ha vinto e tutti i parenti di Bruxelles pensano ormai di aver garantito il futuro, in realtà credo siamo ai saluti finali. La pomposa presentazione di Macron è l'inizio della fine che sarà ovviamente violenta ma da sempre la morte, in qualunque forma umana o politica è uno scandalo!

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  49. IO SO SOLO CHE MI" SERVE" UNA FORZA POLITICA CHE ABBIA COME PROGRAMMA E BANDIERA LA REALIZZAZIONE DELLA COSTITUZIONE E DEL SUO MODELLO SOCIALE ED ECONOMICO PER RIMANERE UN CITTADINO E NON DIVENTARE UN SUDDITO.COME FARE NON LO SO ,PERCHè NON SONO UNO SCIENZIATO POLITICO,MA SICCOME HO IMPARATO DAL PROF.A DIRE SOLO QUELLO CHE SI SA CON CERTEZZA RIPETO QUANTO HO SCRITTO ALL' INIZIO DEL COMMENTO.CHE SIA DIFFICILE E'EVIDENTE,SE CI SONO ALTRI STRUMENTI PER POTER FAR CONTARE LA NOSTRA VOLONTA'CHE VENGANO ESPOSTI .CHI SA PARLI IO E TANTI COME ME VOGLIONO ASCOLTARE

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    1. Credo che noi poveri mortali, impegnati in lavori normali con vite normali mogli normali figli normali macchine normali conti in banca normali problemi normali e gigantesche e normali rotture di coglioni, altro non possiamo fare che continuare a leggere quello che ci offrono, sempre grazie, gli ex piddini o giù di lì. Come cibo per anima mente e corpo. Ed opporsi. Combattere.
      Ed infine ecco, opporsi. Resistere ed opporsi tenacemente. Individualmente. Perseverare cosi diabolicamente da divenire il diavolo stesso. Lucifero in persona. Fino a che luce sia. Resistere a tutto. Opporsi a tutto. Individualmente, cioè a prescindere dal partito dalla Lega o da Fassina. Opporsi a tutto e tutti. Al limite della anarchia. Perché noi normali neppure la costituzione possiamo difendere. Solo opporsi. In tutto e per tutto. In ogni momento. In ogni fottuto attimo che ci resta da vivere. Essere apocalittici ecco. Alla faccia di tutti gli integrati del cazzo. Di euro.
      Opporsi. Opponiti Gilberto. Combatti. Vinci.
      Vinciamo.

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    2. @ aquilano

      Ottimo il programma resistenziale. Attento però che Lucifero combatte dall'altra parte.

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  50. Diagnosi impietosa che poi volendo, nel ns piccolo del Sud era come chiedersi (ormai è inutile) come eliminare quegli altri (che via via erano dentro ogni ns istituzione).

    Discorso fatto 5 anni fa che qua viene moltiplicato per "n" volte.

    PS: il mio sentimento non è cambiato nel senso che ciò che stiamo vivendo se non fosse vero sarebbe "fico" nel senso culturale del senso perché ci spiega come nel passato si siano creato le condizioni per le porcate che conosciamo.

    Anni fa pensavo ad un altro "ismo" ovvero al fasciocomunismo (ma tanto alla fine penso che concordiamo sugli ingredienti della torta a prescindere dal nome che gli diamo)

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  51. Non saprei dire esattamente quante volte mi è capitato di discutere di politica trattando argomenti come debito e spesa pubblica, sono tante, davvero tante.
    In nessun caso sono riuscito a far capire che la spesa pubblica è un fattore positivo e che il debito non è uno solo ed non rappresenta un grande problema se non lo si considera rispetto ad altri fattori.

    Una buona parte della colpa me la prendo io che non sono bravo a scrivere e nemmeno un buon oratore, il restante è frutto di radicate convinzioni che il cattivo giornalismo ha seminato per anni, in ogni luogo, ad ogni ora, senza sosta.

    Tra quelli con cui ho parlato c'è stato chi non vuol sentire alcuna spiegazione, per lui spesa pubblica=spreco, debito=problemi per le generazioni future... Chi: "Lo Stato è colpevole, è il luogo dove sprecano i soldi, un cattivo padre di famiglia, disonesto e spendaccione." Chi: "Non si può risolvere con la spesa pubblica perchè l'abbiamo fatto in passato e ora siamo pieni di debiti..."

    Questi argomenti hanno fatto cosi bene presa sulle persone, che trovare un altrettanto valida rappresentazione da contrapporre e convincere el pueblo del contrario è un' impresa ardua. I fatti non sono sufficienti, la narrazione inventata basa la sua persuasione sul fascino di eventi verosimili, sulla percezione collettiva della disonestà diffusa ovnunque, della corruzione radicata il cui palcoscenico è stato quello di tangentopoli.

    Quindi le scemenze, quando mettono radici, diventano verità parallele, una distorsione quasi impossibile da appianare, perchè ci vuole un'ottima pialla, sufficiente spazio e tempo, perchè di spazio e tempo ce n'è stato tantissimo per impiantare il seme dell'odio lo Stato.

    L'autorevolezza ha una sua valenza, ma le masse si lasciano affscinare dal racconto che possono avvicinare alla vita di tutti i giorni, quel padre di famiglia dissennato rappresenta quindi il nemico, il colpevole, colui che ci ha fatto vivere al di sopra delle nostre possibilità.
    Chi può contrapporre ad un tale anti-eroe una figura altrettanto vicina al popolo che possa fargli capire che quel padre di famiglia non ha nulla a che vedere con LO STATO?



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  52. Chi c'è davvero dietro Macron!!


    "Kadima! En Marche!"

    di Thierry Meyssan


    La squadra del presidente francese eletto, Emmanuel Macron, è riuscita a mettere i francesi sotto ipnosi. Ha eletto il suo virgulto con i due terzi dei voti espressi; un giovane di appena 39 anni, il cui partito è stato creato su Internet, solo un anno fa, e che in precedenza non si era mai presentato ad alcuna elezione.


    Steele & Holt

    Questa impresa è stata ottenuta dalla squadra di Steele & Holt, una misteriosa società, il cui nome si riferisce alla serie televisiva Remington Steele, un giallo in cui il direttore di un’agenzia investigativa chiede a un ladro (Pierce Brosnan) di interpretare il ruolo del suo capo per servirgli da copertura.

    Non cercate chi mai stia dietro quest’azienda. Non troverete nulla. Se non che i suoi due principali clienti sono AXA e la famiglia Rothschild. Che Emmanuel Macron abbia lavorato per i Rothschild, lo sanno tutti; che abbiano organizzato il suo partito, è invece un segreto ben custodito. Per quanto riguarda l’assicurazione AXA, è presieduta da Henri La Croix quinto duca di Castries, peraltro presidente del think tank della NATO (il Gruppo Bilderberg), dell’Istituto del Bosforo (il think tank della Turchia ) e, in Francia, dell’Institut Montaigne (un think tank di destra).

    Henry Kissinger aveva d’altronde invitato Macron in occasione della riunione annuale del Bilderberg nel 2014 al fianco di François Baroin e Christine Lagarde.......

    http://www.voltairenet.org/article196312.html

    Cordiali saluti.

    Fabrice

    1PS "Back in 2009, the Belgian Minister of State and former chairman of the
    Bilderberg Group Étienne Davignon revealed that the group ‘helped create
    the Euro in 1990’s’, demonstrating the power of the group in making
    major decisions regarding Europe’s economic affairs. The President of
    the European Central Bank (ECB) Mario Draghi has also attended the
    conference in 2009 when he was Governor of the Bank of Italy, two years
    before taking office at the ECB."

    Fonte: http://www.globalresearch.ca/the-economic-corporate-oligarchy-of-the-world/5386794

    Ma che strane coincidenze......!!

    2PS "Il Premio Internazionale di Giornalismo del Messico assegnato a Thierry Meyssan"

    Il Press Club del Messico ha assegnato a Thierry Meyssan il Premio Internazionale di Giornalismo 2017, categoria analisi geopolitica.

    La cerimonia si è svolta alla presenza di numerose personalità latino-americane del mondo dei media e di rappresentanti del governo messicano....

    http://www.voltairenet.org/article195868.html

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  53. "....l’assenza di una teoria complessiva della società di livello paragonabile al marxismo...."

    "... ma non sono Marx ... altrimenti non starei a perder tempo qui con voi..."

    "...Dugin, è una persona intelligente, non direi al livello di Marx..."

    "...Ecco perché c’è bisogno di una teoria generale della società (e della natura umana) all’altezza della marxiana..."




    Ma allora perchè non prendere direttamente Marx?

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    1. Perché Cristo ha spiegato tutto il necessario, prima e meglio ;)

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    2. @andrea puglisi
      Gia'.......................... Magari non dimenticandosi dell'amico suo Engels (Origini dello Stato e della Famiglia). E di alcuni irriducibili (e invisibili) discepoli nostrani: Arrigo Cervetto e il suo gruppo di "carbonari" (inteso dal punto di vista della visibilita' e non dell'ideologia) liguri. Fanatici (in senso positivo) del partito-scienza.

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    3. Sì, Nicola, Nostro Signore Gesù Cristo ha spiegato tutto il necessario, prima e meglio. Sono poi insorti diversi problemi di interpretazione e applicazione delle Sue spiegazioni, pur chiarissime; e anche diverse posizioni recisamente contrarie.

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    4. @ andrea puglisi

      Da Marx si possono e si devono prendere tante cose, perchè Marx è un principe del pensiero. Prendono da Marx tante cose anche i nostri avversari. Quel che di Marx non si può prendere è quel che ha sbagliato, che non è poco (com'è naturale quando si punta così in alto). Il compianto Costanzo Preve ha speso, bene, gli ultimi anni della sua vita a capire che cosa aveva sbagliato Marx, e perchè. Ti invito a leggerlo.

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  54. Al solito i commenti di Buffagni sono molto interessanti e condivido parte di quel che dice, ma l'analisi di 48 resta per me una bussola per comprendere il ns tempo. E concordo con quanti vedono nella Costituzione il modello da seguire; se è vero che la socialdemocrazia in termini economici è stata l'applicazione bonaria del capitalismo, non sono d'accordo nel limitarne a quello il significato, negandogli la patente di ideologia. Quello che emerge dalla costituzione è, per come la vedo io, prima di tutto il concetto di sovranità popolare (e quindi del controllo democratico), cioè quello che l'ue sta estirpando, facendo passare per "naturale" la sovranità dei mercati. Il punto per me sta lì: Chi deve decidere dove andare? Un'entità altra depositaria della conoscenza di quale sia il Bene supremo, o una comunità sufficientemente omogenea (da qui il recupero della dignita del concetto di Nazione)? Insomma io quel che vedo in giro è una grande disillusione nn solo sull'incisività della partecipazione popolare alla vita politica, ma direi ormai quasi sulla sua stessa necessità...sulla scia di quanto dice 48 sull'abolizione del suffragio universale, senza grandi clamori. La sfida sta, credo, nel ridare appeal all'imprescindibiltà dell'autodeterminazione dei popoli; è questo che forse Buffagni ritiene antistorico, in un mondo guidato dai "valori" del neoliberal self, e soggetto alla spinta verso l'equalizzazione delle masse su scala planetaria?

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    1. @ Mario Angelini
      A me l'autodeterminazione dei popoli piace. Perchè i popoli si autodeterminino ci vogliono due condizioni minime: che si riconoscano come tali, e che si diano una organizzazione politica (sinora, lo Stato). Dalle tesi di Barra Caracciolo dissento, ma può benissimo aver ragione lui, non sono infallibile; e in ogni caso, i dissensi sono inevitabili e in un certo senso anche positivi, in una situazione come la nostra. E' sempre stato così, pensa ad esempio ai dissensi violentissimi all'interno del campo indipendentista nel nostro Risorgimento. Poi le cose si incaricano di fare chiarezza.

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  55. ...ma anche sul "famoarivoluzionismo".
    Insomma dobbiamo decidere se vogliamo fare il 1905 o non sia meglio aspettare il 1917.
    Mi pare di capire che Buffagni stia consigliando vivamente che è meglio aspettare, ed arrivarci preparati se non si vuole correre il rischio di avere poi gli stessi percorsi.

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    1. Le rivoluzioni le fanno i soldati che fra fare casino e forse essere fucilati ed essere mandati a fronte e quasi sicuramente essere mitragliati scelgono la prima (metà della popolazioen non sa neanche più usare un'arma, niente più servizio di leva).

      Le rivoluzioni le fanno le popolazioni letteralmente alla fame, già costrette ad abbandonare o direttamente eliminare i figli ed a cui chiedono più tasse (non ci siamo ancora)

      Le rane in pentola con la temperatura che sale pian piano non fanno la rivoluzione. Anzi, magari chiedono un re a Zeus, tanto per migliorare le cose.

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    2. Le rivoluzioni le fanno i soldi che, ad un certo punto, decidono di finanziare la costituzione di nuove 'autorità'.
      Personalmente, ma potrebbe essere un mio limite, non conosco un caso nella storia in cui non sia andata così e la popolazione alla fame l'abbia spuntata.
      Se la rana non muore bollita, muore nella brace. Una brutta fine la fanno anche le rane che sperano di emulare un bue.

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    3. @ Pipulu
      Non sto consigliando di aspettare, perchè la storia non aspetta nessuno. Sto suggerendo di pensare, di valutare bene e realisticamente la situazione, e di agire. Agire è anche, anzitutto, pensare, perchè l'azione senza pensiero è cieca.

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  56. Dell'elefante nel salotto ne parliamo?

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    1. @ chiaraped
      Vaste programme. La prossima volta, d'accordo?

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  57. Complimenti a Roberto Buffagni, che spero di conoscere presto...

    L'unico punto è questo, che qui Roberto riassume egregiamente

    "Il nostro nemico è più forte, molto più forte di noi su tutti i piani, consenso compreso, ha tutta l’intenzione e la determinazione di durare e di estendere le sue conquiste, e ha anche una ideologia e una cultura che a me fanno vomitare, ma sono dominanti e coerenti, molto più dominanti e coerenti delle cento ideologie più o meno intelligenti e coerenti che alimentano il nostro campo."

    per cui se è vero che famoerpartitismo è una bellissima purissima e durissima utopia(cosa che condivido in toto), famoertavolotrasversalismo ha l'unico handicap di essere indigesto all'elettorato desinistramoralmentesuperiorista che preferisce tafazzizzarsi gli zebedei pur di non far vincere la diavolessa lepen (e ringrazio Cremaschi per averci messo in guardia) o domani probabilmente l'orco salvini... io so "cecata" lo so ma terza via nn la vedo (appellisti dell'asteroide a parte)...

    ps: la perfezione non esiste...mi sembrava carino ricordarlo

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    1. Spero avremo occasione di conoscerci presto di persona, Federica, grazie. La terza via nel senso di via di mezzo non esiste nè è mai esistita. Esiste invece, forse, la via nuova, quella che si apre (forse) quando sono chiuse le vie 1 e 2.

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  58. Finirà in un bagno di sangue, inutile girarci intorno.
    Non ci sono partiti o ideologie che tengano, ormai siamo avviati su quella china, e forse non è un male la lordura è tanta.

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  59. @Roberto

    Hai scritto molto, e te ne sono grato, ma non hai MAI menzionato la condizione necessaria: i soldi. Se ce li hai, chiamami e partiamo. Se non ce li hai, bè, allora possiamo continuare qui...

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  60. Lo scenario che vedo, è fosco ma lascia qualche spiraglio.
    Nonostante la sconfitta della le pen, l'incapacità della sovrastruttura di legittimare la struttura è evidente, per una porzione non indifferente della popolazione, certo con alee di consapevolezza più o meno profonde.
    E ciò nonostante la profusione di mezzi e risorse, soverchianti del nemico.
    Ormai la propaganda, stona di continuo ed è troppo lonta dall'essere ostensione della realtà per far presa su tutti, fà ancora presa su molti perché trent'anni di ingegneria sociale, hanno eroso il substrato culturale che avrebbe potuto difenderci.
    Detto ciò, vedo improbabile una soluzione pacifica della situazione corrente e molto più probabile una guerra civile.

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  61. Pensare costa 0 €, discutere e organizzarsi poco di più. Costa molto caro presentarsi alle elezioni con una nuova formazione, ma quello da un canto non è detto sia necessario o consigliabile, dall'altro, se lo è, prima vanno fatte le due cose a costo zero o modico.

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  62. Elaborazione politica.

    Che bello.

    Non ne leggevo da anni (e nessuno più intervista Formica o altre teste che pensano).

    I soldi ... non la vedo facile, visto che mi pare che il modo migliore per raccoglierli è averne già tanti.

    Potremmo provarci con l'entusiasmo, ma forse servirebbe sparare più cavolate spaziale e una buona dose di euforia irresponsabile, in modo da abbandonare la spiazzante rigidità della serietà.

    Farò, comunque, del mio meglio per torturare i miei ascoltatori.

    Gentile professore, io in ogni caso vorrei ringraziarla per tutto quello che, con immensa generosità sta facendo per il nostro futuro (regala tantissimo del suo tempo al suo paese, e questo dice tutto).

    Grazie!

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  63. Io non ho capito lo scazzo fra Buffagni e 48: il problema è se la politica economica del fascismo sia stata di destra o di sinistra? A me pareva dimostrato storicamente che il fascismo si è affermato appoggiato dal "grande" capitale per contrastare la marea montante del comunismo e che per farlo abbia utilizzato tutti o mezzo a disposizione, dal bastone (era una dittatura) alla carota (prime forme di previdenza sociale, le colonie, etc.). Ma l'obiettivo era e restava controllare e reprimere forme pericolose di affermazione autonoma dei diritti del proletariato (ricordate le norme corporative?). Le analogie fra fascismo e moderno "eurismo" sono tante e credo indiscutibili ( basti pensare all'idea delle mance della gleba in un quadro di complessiva riduzione dei diritti dei lavoratori e di progressiva perdita di democraticità delle istituzioni che ci governano ), solo adattate al contesto storico (p. es. scomparsa del blocco comunista). Quindi non mi sento troppo a disagio nel definire "fascisti" i moderni europeisti. Ritengo tuttavia (era questo che diceva Buffagni?), che i termini fascista e antifascista siano stati nel tempo abusati, usati fuori luogo, solo come insulto generico (o auto esaltazione generica) da non significare quasi più nulla nel corrente dibattito.

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    1. @ Eliana
      "Lo scazzo" dipende, molto in breve, da due ragioni, una occasionale e una di fondo.
      1) Correttore di Bozzi mi ha detto che "mistifico" il lavoro di LBC. "Mistificare" significa "distorcere intenzionalmente". Mi sono arrabbiato perché accusare un interlocutore di essere in malafede è gravemente offensivo (e nel mio caso, del tutto falso). Posso dissentire, posso certo anche fraintendere, ma non presento mai in modo intenzionalmente distorto una tesi altrui, che è una grave disonestà, non solo intellettuale.
      2) Nel merito della questione, dissento da LBC, da Bagnai e molti altri su un punto di fondo, questo. Insieme a studiosi ben più grandi di me, che studioso non sono (ne cito due soli di campi culturali diversissimi, Augusto del Noce e Costanzo Preve) NON ritengo che il fascismo sia stato "il braccio armato del grande capitale", né che avesse come suo scopo principale "controllare e reprimere forme pericolose di affermazione autonoma dei diritti del proletariato". Non perché il grande capitale sia o fosse buono o mi stia simpatico, non perché il fascismo fosse o sia buono o mi stia simpatico, ma perché leggo il fascismo come un autonomo tentativo di risposta alle sfide e alle aporie poste alla civiltà europea post IGM sia dal liberalismo, sia dal comunismo; grossolanamente, un tentativo, fallito, di "terza via" tra comunismo e liberalismo. Il che non toglie che grande capitale e fascismo si siano reciprocamente appoggiati e strumentalizzati, come sempre avviene in caso di compromessi politici tra forze diverse. Poi, siccome il grande capitale, nella sua configurazione politica liberale, insieme all'URSS ha vinto la IIGM, risulta a prima vista plausibile la spiegazione "fascismo braccio armato del grande capitale che finita la sua utilità lo butta via"; come sarebbe risultata a prima vista plausibile la definizione "Lenin agente tedesco" se la rivoluzione d'Ottobre fosse fallita, visto che Lenin aveva potuto rientrare in Russia nel 1917 solo strumentalizzando l'aiuto del Reich germanico, che a propria volta strumentalizzava lui per rivoluzionare l’Impero russo e farlo uscire dalla guerra (come in effetti avvenne); perché nelle reciproche strumentalizzazioni tra forze diverse, chi alla fine vince pare essere sempre stato il burattinaio di chi alla fine perde.
      [segue]

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    2. [segue dal post precedente]
      Ritengo di conseguenza che l'attuale Unione Europea, l'attuale ordoliberalismo tedesco, ciò che si etichetta come "neoliberalismo" e in generale il liberalismo economico non abbiano niente, ma proprio niente a che fare con il fascismo, anche se politiche deflattive liberali simili alle odierne concausarono il successo dei regimi fascisti, che riscossero largo consenso popolare anche in seguito alla disoccupazione di massa da esse provocata. Penso invece che la UE sia un prodotto al 100% liberale, socialdemocratico e cattolico progressista, in altri termini un puro prodotto delle forze eredi dello stesso antifascismo che sconfisse sul campo i fascismi nella IIGM (assente giustificato per decesso il comunismo, ma di ex comunisti riciclati in liberali progressisti è pieno l’organigramma dei partiti favorevoli alla UE).
      E' appunto possibile tacciare la UE di "fascismo" solo se si intende il fascismo come "braccio armato del grande capitale", e se si pensa dunque che il liberalismo e il liberismo contengano sempre in sé, in nuce, un loro avatar fascista che rispunta non appena necessario o possibile. Secondo me, invece, qui liberalismo e liberismo fanno tutto da soli senza alcun bisogno del fascismo, che è un fenomeno storico concluso, morto e sepolto tranne che per alcune sopravvivenze socialmente marginali e politicamente inefficaci, e per la vita artificiale che gli conferisce indirettamente l’antifascismo, che invece è socialmente centrale e politicamente efficacissimo, tant’è vero, per esempio, che il collante ideologico della conventio ad excludendum che ha battuto il FN nelle elezioni francesi è, appunto, l’antifascismo; come fu “antifascista” la giustificazione ideologica dell’aggressione all’Irak (“Saddam dittatore fascista”), etc . A mio avviso, si accusa l'UE di "fascismo" sostanzialmente perché gli oppositori della UE che provengono da una cultura politica lato sensu "di sinistra" e “antifascista” trovano difficile accettare che dalle forze che durante la IIGM costituirono il CLN possa essere uscita una realtà istituzionale come la UE, che è per tanti aspetti antipopolare, e che avversano. E' poi vero che all'epoca, le forze che costituirono il CLN erano diverse e migliori, sotto molti rispetti, dalle loro eredi odierne, perché molte cose sono avvenute in questi 70 anni; e capisco che chi si riconosce nell'antifascismo se ne senta tradito. Però a mio avviso il fascismo non c'entra proprio niente, con i problemi di oggi. Il grande capitale sì che c'entra, ma non è vero che quando il grande capitale si incattivisce tira fuori il fascismo dalla scatola degli attrezzi.
      Per una illustrazione esauriente delle posizioni avverse alle mie, può leggere il blog di Barra Caracciolo, dove c’è un utile percorso guidato alle sue posizioni essenziali.
      Fine

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    3. Sull'ultima parola sono d'accordo.

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  64. Premesso che se ha ragione Prevede: "viviamo il tempo dell' antifascismo senza il fascismo" allora tutti questi fasci che escono dalle fottute pareti non dovrebbero esistere... non saprei la mia esperienza è piena di persone che: "leggiti Preve, è illuminante", per poi scadere nel siamo circondati da fascisti.
    Io ultimamente, partendo proprio da Polany, avevo riconsiderato l' avvento del fascismo. Seguendo P mi sono convinto che il fascismo fu ciò in cui confluì la società liberale allo sbando. P ci mette al corrente nella sua opera che la società liberale del tempo già creava al suo interno gli anticorpi a ciò che andava creando.
    Io penso che la società liberale sia peggio del fascismo (mi hanno convinto di ciò Dikens e Roth e l' esportazione della democrazia), perciò trovo che tacciando una costruzione liberale di fascismo, si tolga alla prima l' interezza della responsabità.
    Sono più d' accordo con la filiazione di Buffagni che va dall' antifascismo al cattolicesimo progressista, a patto però: di non cadere dall' altro lato nella stessa similitudine UE=EURSS.
    Se ci fate caso a dx si tende più a vedere nell' UE qualcosa di sovietico... :)
    Trovo che all' occorrenza ne Leuropa si pratichino metodi degli uni e degli altri a seconda della convenienza e del contesto politico del momento. Es: internazionalista e repressiva, contro il lavoro e per i diritti civili, disinformatja e propaganda. E poi scusate un' istituzione che trasuda odio da ogni poro per la legge l' ordine e la religione, mi sembra azzardato definire tout court fascista.

    Ciò naturalmente, non mi porta ad escludere del tutto che la fine della società libera aperta internazionalizzata dove il lavoro la famiglia e lo Stato vengono marginalizzate e derise, la soluzione (o l' uscita o da questo sistema o una nuova vittoria dei liberali) possa passare dall' uomo forte il partito unico e via discorrendo.

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  65. (leggere Buffagni è sempre un grandissimo piacere)

    Il motivo per il quale l'interpretazione del fascismo crea così tanti problemi (mi riferisco anche al post di Dino) deriva dal fatto che essa è intrinsecamente legata all'interpretazione che uno può dare della democrazia. Comunemente si pensa che la democrazia sia un metodo per prendere decisioni. Questa concezione porta inevitabilmente a difficoltà inestricabili sia sul piano dell'agire concreto sia sul piano della teoria politica ed è anche alla base, secondo me, dell' inevitabile evoluzione dell'Europa "socialdemocratica" del dopoguerra nell'attuale unione monetaria. Io invece penso che la democrazia sia essenzialmente una modalità di convivenza e credo che considerarla un metodo per prendere decisioni sia come considerare la famiglia uno strumento per decidere se andare in vacanza al mare o in montagna. Durante il fascismo fu presente nel paese un vivacissimo dibattito culturale. L'unica cosa che non si poteva dire era che Mussolini fosse un coglione. Adesso si può dire che Renzi è un coglione però, in compenso, il dibattito culturale pubblico ha ceduto il posto ad un insulso chiacchiericcio in cui nessuno ascolta nessun altro. Questo dovrebbe far riflettere. "A beh" - dirà qualcuno - "sai che scoperta, è ovvio che comanda chi, avendo più soldi, riesce a manipolare l'opinione pubblica". Beh, rispondo io, ma se si pensa che sia inevitabile che a comandare siano i soldi, come si può sperare nell'esistenza di un autentico partito socialdemocratico ? Dove li dovrebbe prendere i soldi questo benedetto partito ? Dunque che fare? Eleggere un dittatore a vita ? Niente affatto. Si tratta di elaborare un nuovo progetto di costituzione economica. E questo si può fare anche senza soldi.

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